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Festa della Befana di piazza San Francesco a Lucca 2026 - La vecchina che scende dal cielo coi Vigili del Fuoco

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
6 gennaio 2026
Dove piazza San Francesco

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: noitv.it, letta il 02/09/2026.

Nel giorno della Befana, che chiude le feste di dicembre e gennaio, a Lucca, i bambini stanno in piazza San Francesco col naso all'insù. La Befana arriva dall'alto, a cavallo della sua scopa, calata dai Vigili del Fuoco, e quando tocca terra comincia a distribuire calze.

La vecchina che scende dalla scopa

A rendere unica la Befana di Lucca è il modo in cui l'anziana signora scende dal cielo, calata dai Vigili del Fuoco, per distribuire dolci e calze a tutti i bambini in piazza. In città la chiamano la Vecchina volante, e l'attesa è di tutti: la festa richiama migliaia di persone, con tantissime famiglie che accorrono per assistere allo spettacolo.

Intorno, per tutto il pomeriggio, ci sono musica e animazione per i più piccoli. Si fa merenda, si sta insieme, si partecipa all'estrazione della consueta lotteria della Befana, con tanti premi in palio; una volta l'Epifania in San Francesco ha portato anche uno spettacolo con le favole in musica di Rodari, un viaggio in musica attraverso le favole.

Calze in pediatria e pacchi alle famiglie

Non tutte le calze restano in piazza. Alcune vengono consegnate ai piccoli pazienti del reparto di pediatria dell'ospedale San Luca, insieme ai giochi, e ad altre famiglie — quelle che vivono situazioni di maggiore difficoltà economica — vengono distribuiti pacchi alimentari.

Nei giorni prima i volontari del Comitato preparano e impacchettano le calze, nello spirito di solidarietà che contraddistingue questa realtà storica del centro. L'obiettivo dichiarato è trasformare ancora una volta piazza San Francesco in un luogo di incontro e condivisione, nel segno delle tradizioni popolari legate all'Epifania.

Trent'anni di Comitato popolare

A organizzare la Befanata del centro storico è il Comitato popolare di piazza San Francesco, con la collaborazione dei Vigili del Fuoco di Lucca, della Croce Verde di Lucca e dell'associazione Fermento, e con il contributo del Comune di Lucca, della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e di Coop.

La Befanata del centro storico si ripete ogni anno. Come scrive chi la racconta, ci sono tradizioni che vivono di generazione in generazione come un seme che cresce e germoglia.

La festa è anche l'ultimo atto di un periodo più lungo: durante le festività natalizie la città ospita musica, giochi e spettacoli itineranti, fino al giorno della Befana, quando la vecchietta scende dalle colline lucchesi verso il centro storico per incontrare le bambine e i bambini.

Befani, quartine e invettive

Attorno a Lucca la Befana ha anche un'altra forma, più antica e più campagnola: le Befanate, i canti di questua che si eseguono alla vigilia dell'Epifania, dall'imbrunire a notte fonda. La Befana, in quel contesto, è un'antica divinità agreste connessa ai riti di fertilità, e la festa si risolve in cortei di persone che offrono il loro canto — sempre beneaugurante, anche se talvolta satirico e pungente — di casa in casa, ricevendo in cambio cibi e bevande che si consumano insieme in una serata che dà l'avvio al Carnevale. L'abbondanza dei doni offerti garantirà un buon raccolto nell'anno a venire: le Befanate toscane, che corrispondono alla Pasquella romagnola e marchigiana, sono riti di propiziazione per l'inizio del nuovo ciclo stagionale.

In provincia di Lucca la tradizione è ancora viva, e la sera del 5 gennaio non è difficile incontrare gruppi di cantori nei piccoli centri e appena fuori città, come nel quartiere Sant'Anna. I cantori si chiamano Befani: si riuniscono in un luogo stabilito e partono per proporre il canto a ogni casa, cominciando dai casolari più lontani dal paese e proseguendo, in passato, verso la casa del prete e quella del Sindaco. Almeno uno di loro ha con sé uno strumento — oggi sempre più spesso la fisarmonica o la chitarra, ieri il violino, più raramente l'organetto — e qualche volta c'è la Banda del paese, un tempo accompagnata dai soli ottoni. La Befana, non di rado un uomo travestito da donna, si avvicina alle porte guidata dal suonatore, a volte da sola, a volte insieme al suo consorte, il Befanotto.

Il testo è sempre in quartine di ottonari, e può essere generale, di stringente attualità politica o sociale, oppure concepito ad personam: in quel caso rivela alla comunità i «peccati» di ognuno, e il canto diventa una specie di espiazione collettiva, fatta rendendo pubblici quei peccati. Alla fine i padroni di casa aprono la porta e porgono i doni preparati, che vengono raccolti in un cesto portato a braccia da due uomini o in un corbello sul dorso di un asino.

E se non si dà nulla? Allora, invece del ringraziamento, arriva l'invettiva, che colpisce gli interessi più prossimi della massaia — il pollaio: «E se nulla non ci date pregherem per le galline dalle volpi e le faine che vi sian tutte mangiate». E se in casa c'è una donna non ancora sposata, l'invettiva si sposta su di lei: «E se nulla non ci date via piangendo ce ne andremo la Madonna pregheremo che marito non troviate».

Come arrivare alla festa

Partecipare alla Festa della Befana di piazza San Francesco a Lucca è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Lucca è a 1,7 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Lucca Est: da lì bastano 3 minuti di guida (1,9 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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