Che differenza c'è fra un mercatino alpino e uno di città
La differenza fra un mercatino alpino e uno di città non sta nel paesaggio ma in due cose concrete: da dove arriva la merce e a quale calendario obbedisce. Nel Südtirol i mercatini «originali» rifiutano per regola i prodotti standardizzati e di massa.
A Livigno l'ottanta per cento degli espositori viene dalla provincia di Sondrio.
La regola della provenienza
Nei mercatini alpini i prodotti venduti provengono spesso dalla regione, e in Alto Adige questa non è una tendenza ma una filosofia dichiarata: i mercatini originali puntano su autenticità e prodotti regionali o fatti a mano, e rifiutano i prodotti standardizzati e di massa.
Il dato di Livigno lo misura: alla sua manifestazione l'80% degli espositori proviene dalla provincia di Sondrio e dalle zone limitrofe.
Che cosa ci si trova
L'assortimento è quello di un territorio, non di un catalogo:
- Il cibo. Salumi, formaggi, carni affumicate, miele di montagna, vini della zona, vin brulé. Sull'arco alpino francese compaiono i formaggi savoiardi.
- L'artigianato. Oggetti in legno, stoffa o ceramica, giocattoli di legno, legno intagliato, candele e saponi artigianali.
- Le decorazioni, fatte a mano.
Nelle comunità montane l'artigianato identitario è legato a legno, lana, ceramica e vetro: le stesse materie prime che il territorio produce.
Il calendario dell'Avvento
Il secondo elemento distintivo sono le date, che seguono il calendario liturgico e non quello commerciale.
In Alto Adige e a Merano i mercatini aprono dall'ultimo fine settimana di novembre e restano fino al 6 gennaio, cioè per tutto l'arco che va dall'Avvento all'Epifania. Altrove sull'arco alpino si va dalla fine di novembre fino al 22 dicembre circa.
I riti che si attaccano al mercato
È la differenza meno visibile e la più sostanziale: nelle Alpi il mercatino è agganciato a una serie di riti che gli stanno attorno.
- San Nicola, il 5 e 6 dicembre. A Gressoney la festa è ispirata alla tradizione germanica, e i bambini consegnano un bigliettino con il proprio nome alla vigilia.
- La Krampusnacht del 5 dicembre, con i Krampus che accompagnano San Nicola: a Merano l'Avvento è collegato a entrambe le figure.
- I Perchtenläufe, le sfilate dei Perchten, che si svolgono fra Natale ed Epifania, nel periodo dei Rauhnächte: servono a scacciare gli spiriti maligni e a garantire prosperità.
- La corona dell'Avvento, che in Alto Adige deriva dalla cultura tedesca e austriaca.
- Il Klöckeln, antica tradizione della Val Sarentino, valorizzata durante l'Avvento alpino.
Perché sono nati
L'origine spiega la differenza. I mercatini alpini nascono dal bisogno di ritrovo comunitario durante i lunghi mesi invernali, e sono stati luoghi di scambio culturale e di coesione sociale prima che attrazioni.
La radice è la stessa dei mercatini centro-europei — le fiere dell'Avvento medievali, con Bautzen nel dicembre 1384 fra le prime dell'area alpina tedesca — e la funzione iniziale era pratica: vendere carne in inverno e comprare i beni prima del freddo. Solo con il tempo quei mercati si sono trasformati in festival artigianali.
Ancora oggi, nelle valli, sono luoghi di convivialità per i residenti durante dicembre, e non solo vetrine per chi arriva da fuori.
Le dimensioni
I mercatini alpini restano in genere piccoli, e le cifre lo confermano.
- Livigno. Le prime forme di mercato invernale risalgono agli anni Sessanta; la prima edizione ufficiale è del 1998, con una ventina di espositori locali. Oggi la manifestazione, in Piazza Placheda, attira fra i 40.000 e i 50.000 visitatori a edizione.
- Cimego, in Trentino: nei fine settimana d'Avvento il paese diventa un presepe alpino, con oltre quaranta postazioni di prodotti tipici e creazioni artigianali — e con le sue streghe, figure documentate negli archivi del Cinquecento.
- Sarentino: bancarelle di legno lungo le vie del paese, con giri in carrozza, cottura del pane nel forno a legna, una mostra di presepi al Rohrerhaus e un presepe vivente nel giardino parrocchiale.
- Aosta. Il mercatino nasce nel 2008 e ricrea un villaggio alpino con chalet di legno e una vera foresta di abeti. Ha cambiato più volte sede: cinque edizioni in piazza Severino Caveri, dal 2013 nell'area archeologica del Teatro Romano, poi piazza Giovanni XXIII, piazza Roncas e piazza Chanoux.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra un mercatino alpino e uno di città?
La provenienza della merce e il calendario: nei mercatini alpini i prodotti vengono dalla regione o sono fatti a mano — in Alto Adige quelli standardizzati sono esclusi per regola — e le date seguono l'Avvento, spesso fino al 6 gennaio.
Che cosa si compra in un mercatino alpino?
Salumi, formaggi, carni affumicate, miele di montagna e vini locali; artigianato in legno, stoffa, ceramica, lana e vetro; giocattoli di legno, candele e saponi.
Quando aprono?
In Alto Adige dall'ultimo fine settimana di novembre fino al 6 gennaio; altrove sull'arco alpino dalla fine di novembre fino al 22 dicembre circa.
Che cosa sono i Perchten?
Le figure delle sfilate che si svolgono fra Natale ed Epifania, nel periodo dei Rauhnächte: i loro cortei servono a scacciare gli spiriti maligni e a garantire prosperità.