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Mercatini di Natale

Luminarie e Presepe di Sabbia a Scorrano 2026 - Mille quintali di tufo scolpiti col martello pneumatico

8 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
7 dicembre 2026
Dove piazza del Comune, Scorrano

Fonte: quotidianodipuglia.it, letta il 03/09/2026.

Il Presepe di Sabbia e la Festa delle Luci si tengono a Scorrano, in provincia di Lecce, in Puglia, da dicembre fino all'Epifania: nel chiostro dell'ex Convento degli Agostiniani gli scultori internazionali intagliano la sabbia, e per un intero mese il centro storico è addobbato con le luminarie dei paratori.

Il primo scoglio da superare furono i più di mille quintali di tufo, arrivati da una cava di Acquarica del Capo. Poi gli scultori si sono messi al lavoro con strumenti che mai avrebbero pensato di adoperare: picconi, seghe e persino un martello pneumatico. Da quel materiale, ogni inverno, esce un presepe che a gennaio non esiste più.

Mille quintali di tufo

Il procedimento è lo stesso di sempre. La sabbia viene compattata in grandi blocchi, poi intagliata con strumenti di precisione fino a far uscire le figure; gli artisti lavorano con la sola sabbia e acqua.

Il risultato non è un presepe qualsiasi: è una mostra d'arte, con sculture monumentali realizzate interamente in sabbia e modellate a mano da alcuni dei più noti scultori di sabbia al mondo. È un evento unico, temporaneo e irripetibile: ogni anno le sculture vengono create da zero e, una volta concluso il periodo festivo, scompaiono per sempre. È considerato uno dei tre presepi di sabbia più importanti d'Italia, al pari di quelli di Jesolo e della Città del Vaticano.

Le opere hanno richiamato migliaia di persone, per i dettagli, le forme e i ricami dei personaggi.

Il chiostro e la corte

Il presepe sta in due posti, e sono due posti antichi. Il chiostro dell'ex Convento degli Agostiniani, uno dei monumenti più antichi di Scorrano, e l'adiacente Antica Corte di Palazzo De Iaco-Veris: le due aree sono collegate e formano un unico percorso di visita, interno ed esterno, in penombra, con punti luce che staccano ogni scultura dal buio.

Il convento è un complesso cinquecentesco riportato a nuova vita dai volontari. Il percorso si sviluppa tutto a pian terreno, in ambienti storici ampi e quasi senza barriere architettoniche, e resta aperto anche nei giorni più importanti delle festività: Natale, Santo Stefano, Capodanno, Epifania. Nell'imponenza delle sculture i richiami alla terra salentina e al barocco si mescolano con i temi classici della rappresentazione della natività.

I barconi, la Torre Eiffel, San Francesco

Ogni edizione ruota attorno a un tema, e il tema cambia tutto. In una il tema è stato «Migranti»: le sculture raffiguravano i «viaggi della speranza» a bordo di grandi barconi in mezzo al mare in tempesta, e i monumenti simbolo dei Paesi di destinazione — la Torre Eiffel per Parigi, il Big Ben per Londra, la Sagrada Familia per Barcellona, il faro per Lampedusa, il Colosseo per Roma, il castello Aragonese per Otranto. C'era anche una scultura dedicata a Papa Francesco, rappresentato con una gigantografia su una barca in mezzo al mare, a significare il suo impegno verso gli ultimi della Terra.

In un'altra edizione, accanto alla «Natività in Sabbia», sono comparse una «Torre di Babele» reinterpretata in chiave pugliese e la scultura dedicata ad Al Bano e Domenico Modugno, due ambasciatori della Puglia nel mondo, raffigurati fianco a fianco; accanto a quelle sculture, le luminarie hanno reso un tributo alle Frecce Tricolore, simbolo di unità nazionale. In un'altra ancora il cuore è San Francesco d'Assisi e il suo Cantico delle Creature, con attorno un percorso di scene bibliche e simboliche, poste una accanto all'altra come tappe di un cammino.

Gli scultori cambiano di anno in anno: in un'edizione hanno lavorato Lucas Bruggemann dalla Lituania, Marielle Heessels dall'Olanda, Mac David dal Belgio, Leonardo Ugolini dall'Italia e Nikolay Torkhov dalla Russia, con la direzione artistica di Ugolini; in un'altra i maestri sono sei: Slava Borecki, Enguerrand David, David Ducharme, Mariel Heessells, Susanne Ruseler e Leonardo Ugolini.

L'idea arrivata dal Canada

Tutto nasce nel 2018. Bruno Giannotta, cittadino di Scorrano rientrato in Salento dopo molti anni vissuti in Canada — dove aveva ricoperto il ruolo di presidente della Sand Sculpture Society — propone all'associazione locale Promuovi Scorrano di realizzare nel borgo un grande presepe scolpito interamente nella sabbia. L'idea, all'epoca insolita per il Sud Italia, viene accolta con entusiasmo e dà vita alla prima edizione, allestita nel Chiostro degli Agostiniani.

Negli anni il progetto cresce, in dimensioni e in notorietà: ogni edizione porta un tema differente, un nuovo gruppo di scultori internazionali e un messaggio diverso. L'evento è promosso e organizzato dall'Associazione di Volontariato «Promuovi Scorrano» in collaborazione con il Comune. Non è solo una mostra: è un'esperienza collettiva, in cui la comunità si stringe intorno all'iniziativa e i visitatori arrivano da ogni parte d'Italia.

Un mese di Festa delle Luci

Attorno al presepe si accende il paese. La «Festa delle Luci» è un progetto dell'Associazione Promuovi Scorrano, finanziato dalla Regione Puglia nell'ambito del programma «Grandi eventi» e realizzato con il Comune: da dicembre, e per un intero mese, il centro storico viene addobbato con le tradizionali luminarie, dai palazzi più importanti alle stradine più piccole, fino alla grande piazza del Comune.

A montarle sono sei ditte di «paratori», del posto e di tutta la regione: Arte & Luce di Antonio De Donno, De Cagna Luminarie, Lùmino Creative Design, Mariano Light, Paulicelli Luminarie Società, Benefit Antonio Santoro Luminarie. Alberi di natale, gallerie, spalliere, rosoni e accensioni musicali; tunnel di luce, portali e alberi luminosi di grandi dimensioni che collegano i punti centrali del paese, lungo un percorso che si sviluppa fra Piazza Vittorio Emanuele II, il centro storico e le aree limitrofe.

Le accensioni si alternano a spettacoli serali e momenti musicali. Il calendario comprende anche i mercatini di Natale, con espositori dedicati all'artigianato tradizionale, ai prodotti locali e alle decorazioni tipiche, il Villaggio di Babbo Natale in alcune date, la casetta di Babbo Natale per i più piccoli e un albero di Natale in piazza alto 20 metri.

Il mestiere dei paratori

Le luminarie qui non sono un addobbo comprato: sono strutture in legno che riproducono architetture fatte di luci coloratissime, e hanno un vocabolario preciso. Il frontone è la parazione centrale e frontale per una strada o una piazza; la spalliera è quella laterale; il rosone è l'elemento rotondeggiante che ricorda i rosoni delle chiese barocche; la galleria è l'unione di più elementi a formare un corridoio chiuso sui lati e verso il cielo; la cassarmonica ospita il concerto bandistico e possiede particolari caratteristiche di amplificazione sonora naturale.

Il lavoro comincia sulla carta o al computer — un tempo poteva avvenire anche direttamente sull'asfalto — poi si passa alla costruzione dello scheletro e al montaggio delle lampadine, che oggi sono esclusivamente a led mentre anticamente i lumi erano a olio; dal 2007 il tungsteno è stato sostituito da milioni di led a basso consumo. Poi c'è l'accensione musicale: le luci si illuminano progressivamente seguendo il tempo di una canzone scelta dai progettisti.

La funzione iniziale non era solo illuminare: era rompere, attraverso un gioco di illusioni ottiche, la prospettiva consueta dello spazio urbano. L'architettura risolve, sul piano prospettico e scenografico, problemi simili a quelli che affrontano i macchinisti teatrali; e la scelta dei materiali rende queste strutture fra le più leggere e resistenti d'Italia, capaci di reggere pioggia, vento e temporali improvvisi.

Non è un'industria, è un'attività artigianale che coinvolge ampie fasce di popolazione, anche dal punto di vista occupazionale, e che ha ottenuto un marchio di riconoscimento delle luminarie di Puglia — una patente internazionale di riconoscibilità e autenticità. Le luminarie sono nate qui come gesto di devozione per Santa Domenica, patrona del paese, e sono divenute nel tempo vere e proprie architetture effimere: a Scorrano le «parazioni» sono documentate almeno dal 1549, e oggi i maestri esportano le loro opere fino in Cina. Le prime luminarie strutturate vennero introdotte nell'Ottocento, inizialmente con archi in legno e candele, poi con l'arrivo dell'elettricità, e dal secondo dopoguerra sono entrate in campo le importanti aziende salentine specializzate. Le strutture possono raggiungere altezze di oltre 25 metri e coprire intere piazze e vie del centro storico: è la fama internazionale di questo lavoro ad aver guadagnato alla città il titolo, ancora ufficioso, di «capitale mondiale delle luminarie». Chi vuole vederne la storia può entrare al Museo delle Luminarie di Puglia, dove ci sono antichi bozzetti, fotografie d'epoca, archi in legno, lampade a olio e a cera, centraline e schemi tecnici, insieme ai ricordi raccolti fra le famiglie dei maestri paratori.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Scorrano per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Muro Leccese, a 3,7 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Scorrano, e il tragitto è di 2,3 chilometri per 3 minuti di guida.

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