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Natale Piccirill a Sirignano 2026 - Il tronco del Maio trascinato in paese e i cuoppi di alici

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
dal 15 al 17 novembre 2026
Dove via Sgambati, Sirignano

Fonte: ansa.it, letta il 19/09/2026.

A Sirignano, in provincia di Avellino, il Natale arriva due volte all'anno. Il 30 novembre si festeggia Sant'Andrea Apostolo, patrono del paese, e il giorno prima si fa la vigilia: cenone, falò in piazza, e la tavola apparecchiata come il 24 dicembre. Lo chiamano Natale Piccirill, piccolo Natale, perché ripropone in scala ridotta — in modo più spartano, ma ugualmente sentito — i riti e i gesti del Natale ufficiale: la mattina del 30 il paese trascina fino alla parrocchia il tronco del Maio, offerto al santo.

Un carico di alici da Napoli

L'origine ha una data e un motivo. Negli anni Venti del secolo scorso un sacerdote sirignanese, don Francesco Fiordelisi, aiutava il parroco don Liberato Gallicchio a preparare la festa del santo patrono, e si trovò davanti a una disparità evidente: nei giorni di festa i più agiati imbandivano pranzi importanti, mentre altri non potevano permetterselo.

La sua soluzione fu pratica. Fece arrivare da Napoli un carico di alici e le distribuì alle famiglie più bisognose in pacchetti — i «cuoppi» — perché tutti potessero celebrare la cena di magro della vigilia. In cambio della consegna ognuno donava alla chiesa quello che poteva, anche niente, e con quelle offerte si finanziava la festa del santo. In paese la si ricorda come una delle prime forme di solidarietà della comunità.

Il gesto fu interpretato come un dono di Natale arrivato in anticipo, e da allora nelle case di Sirignano si festeggia il Natale piccirill. Il culto di Sant'Andrea, però, è più antico della tradizione: era pratica diffusa, secondo la liturgia, consumare un cenone di magro alla vigilia di una festa sacra, e questo avveniva anche qui. Che il dono fossero proprio le alici non è casuale: Sant'Andrea Apostolo era un pescatore.

Quello che si mangia il 29

Il cenone della vigilia è costruito sui prodotti agricoli coltivati storicamente a Sirignano, e il calendario dell'orto è tarato sulla festa: i broccoli all'insalata vengono piantati per poterli raccogliere il 29 novembre, e si condiscono con l'olio nuovo delle colline. «L'olio si ingigna la vigilia di Sant'Andrea», dice un detto locale.

In tavola arrivano le linguine con noci e alici, che sono il piatto tipico della giornata; la polenta con fagioli; il baccalà e le alici fritte; la pizza di «raurinio», cioè di farina di mais; il caciocavallo impiccato sulla brace; la montanara; le caldarroste; gli straccetti con granelle di nocciole nostrane; la zuppa di fagioli con tocchetti. E poi il capitone, la scarola imbottita, la frutta secca, i dolci e il vin cotto.

La sera, in piazza Principessa Rosa, si accende un falò propiziatorio: attorno si riunisce il paese, dai più piccoli ai più grandi, si sparano botti e si mangiano le patate cotte sotto la brace. Intorno ai fuochi si ballano tammurriate, tarantelle e quadriglie, e si cantano le nenie natalizie; gruppi di musica popolare e cantastorie suonano castagnette, nacchere e tammorre. Nel centro storico, intanto, i mercatini artigianali espongono prodotti fatti a mano in legno, ceramica, uncinetto, stoffa, cuoio, pelle, ricamo d'autore ed essenze naturali, e la cucina è affidata alla Pro Loco Sant'Andrea.

Il Maio, cioè un albero

La mattina del 30 il paese si occupa di un tronco. Il Maio è un grosso albero, scelto mesi prima e tagliato in montagna, che viene trascinato per le vie del paese fino alla parrocchia in una processione folcloristica.

Non è un simbolo e basta: il Maio viene offerto a Sant'Andrea, poi tagliato, venduto, e il ricavato va alla parrocchia.

Il motivo per cui a Sirignano si porta in giro un albero sta nel mestiere del paese: qui l'industria boschiva era fiorente, e i boscaioli — i «Mannesi» — donavano al santo patrono grandi tronchi come segno di riconoscenza. Le chiome venivano accatastate in piazza per alimentare il grande falò, il «Fucarone», e il fuoco valeva come simbolo di abbondanza e di fertilità per la campagna.

Come si faceva una volta: il maiale e i pesci

La festa del Maio, anticamente, si svolgeva in modo diverso, e il racconto è preciso.

Circa un mese prima del 30 novembre un contadino devoto a Sant'Andrea offriva un maiale, che veniva portato di casa in casa per essere ingrassato — un animale a carico di tutto il paese. La domenica precedente la festa una squadra di sirignanesi saliva sulle montagne circostanti e tagliava un grosso tronco di pioppo. Nel pomeriggio il Maio, trainato dai muli, arrivava in paese fra schioppi di fucile e di carabine, seguito dalla folla festante che intonava il canto tradizionale: «E vvui ca state ra coppa, stateve attienti e mantiniteve c'à via è sempe bbona…».

La mattina del 30 il tronco andava in processione, preceduto dal maiale adornato con una ghirlanda di fiori intorno al collo. In piazza Croce l'animale veniva ucciso, e tutt'intorno si disponevano dei pesci, simbolo del Santo; poi la carne veniva fatta a pezzi e distribuita al popolo, che la consumava in quel giorno di festa.

Il pomeriggio del santo

Oggi il 30 novembre si chiude con i riti consueti. A pranzo si mangiano pietanze tipicamente natalizie — pasta al forno, cappone, dolci — e nel primo pomeriggio la statua lignea di Sant'Andrea viene portata a spalla in processione per le vie del paese, accompagnata da una folla di fedeli e dalla banda musicale.

In serata, nel piazzale antistante la parrocchia, si tiene l'asta: si vendono i prodotti raccolti con la questua dei giorni precedenti, e il ricavato va in beneficenza. La giornata si conclude con la celebrazione della Messa e con i fuochi d'artificio.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Natale Piccirill a Sirignano richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Nola, a 11 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Baiano, e il tragitto è di un chilometro per 2 minuti di guida.

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