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Le tradizioni dell'Epifania in Puglia: riti, piatti e usanze del posto
In Puglia la vigilia dell'Epifania si accendono i falò propiziatori negli incroci dei paesi, e i bambini preparano le calze colorate da riempire. A tavola arrivano le pettole fritte, e in Salento le nove portate con cui si chiudono i «nove buchi».
Si racconta che quella notte le case diventino di ricotta.
Li nove purtòsiri
La leggenda pugliese si chiama li nove purtòsiri ed è legata alla notte del 6 gennaio. Dice che in quelle ore le case possono diventare di ricotta, che nei fiumi scorrono olio e vino e che gli animali parlano.
La tradizione della Pifanìa, in Puglia, sarebbe stata introdotta intorno al VI secolo, dopo la guerra fra Bizantini e Goti.
I nove buchi del Salento
In Salento il 6 gennaio è una delle feste più sentite della regione, e la sera si «chiudono i nove buchi» con nove portate.
Fra queste non possono mancare la frutta secca e i dolci di mandorla.
La Focara di Aradeo
Ad Aradeo, nel sud del Leccese, la notte del 5 gennaio si accende la Focara della Befana: falò propiziatori installati in ogni incrocio del paese, che lo illuminano per tutta la vigilia.
Nella focara più grande la Befana viene messa al rogo, a sancire la morte dell'anno passato. I falò sono accompagnati dai concerti di musica popolare e moderna.
In tutta la regione i fuochi dell'Epifania servono anche a «scaldare l'inverno».
Le calze
La Befana pugliese è una donna anziana dal naso distinto, il mento appuntito e gli abiti logori, che vola sui tetti con la scopa. I bambini preparano le calze colorate e le trovano piene al risveglio del 6 gennaio: caramelle per i buoni, carbonella per i cattivi.
Un tempo i calzini si riempivano con i prodotti del territorio: pane, taralli, arance, mandarini e frutta secca; nelle calze di adesso ci sono agrumi di stagione, fichi secchi con le mandorle e caramelle. Per conquistare la simpatia della Befana si imbandiva la tavola con le caramelle e i dolci natalizi.
L'origine della calza viene ricondotta alla «calza dei morti», e a Bari c'è chi ricorda il segno della croce fatto con la pece sulle porte, e la paura della «Befana cattiva» che girava per il quartiere.
Le anime del purgatorio
A Manfredonia la vigilia dell'Epifania era considerata l'ultima notte delle anime del purgatorio in città e nelle case: dopo quella notte le anime tornano al cimitero, nelle loro tombe.
In Capitanata si lasciava la tavola imbandita e illuminata con una lampada ad olio. A Ruvo di Puglia le parrocchie organizzano processioni con la statua del Bambino Gesù, e il presepe non si smonta il 6 gennaio ma si conserva fino al 3 febbraio, giorno di San Biagio.
Le pettole
Le pettole — o pittole — sono piccole nuvole di pasta lievitata e fritta, fatte con acqua, farina e lievito, e accompagnano tutte le ricorrenze religiose dell'inverno.
La prima frittura cambia di zona in zona: a Taranto si friggono la notte del 22 novembre, per Santa Cecilia, come dono ai bandisti durante la processione; nel Leccese l'11 novembre, per San Martino; a Rutigliano e in altri comuni del sud-est barese il 25 novembre.
Si mangiano dolci, con il miele o lo zucchero, oppure intinte nel vin cotto o nel cotto di frutta; salate, si servono come antipasto o si riempiono di olive nere, olive e acciughe, olive e baccalà. Durante le feste e le sagre diventano cibo da passeggio.
A Lecce, nel Brindisino e nel Tarantino si mangia anche la puccia, un grande panino di semola di grano duro imbottito con tonno, alici o verdure grigliate.
Il pranzo
A Bari il pranzo della Befana comincia con le crostatine alle patate e scamorza e il pane fritto con i friggitelli, prosegue con le orecchiette alle cime di rapa e arriva alle bombette.
Le Befane
- Taranto: La Befana vien dal mare, con l'approdo sul mar Piccolo a bordo di una barca, la musica, le animazioni e la distribuzione delle calze;
- Massafra: la Befana scende dalla Torre dell'Orologio;
- Novoli: i Vigili del fuoco mettono in scena la discesa dal campanile della Chiesa Matrice;
- Ostuni: Viva la Befana… ostunense, con sbandieratori, gruppi folkloristici e spettacoli pirotecnici;
- Monteroni di Lecce: la casa della Befana, visitabile il giorno dell'Epifania, che consegna i doni ai bambini meno fortunati.
Dal Gargano al Salento il 6 gennaio porta feste popolari, mercatini, fiere di dolciumi, messe solenni, presepi viventi e cortei sacri con la rievocazione dei Re Magi. A Lecce si tiene ancora la Fiera dei Pupi.
Domande frequenti
Che cosa sono i «nove buchi» del Salento
Sono le nove portate con cui in Salento si chiude la sera dell'Epifania: fra queste non mancano mai la frutta secca e i dolci di mandorla.
Che cos'è la Focara della Befana di Aradeo
Sono i falò propiziatori accesi la notte del 5 gennaio in ogni incrocio del paese: nel più grande viene messa al rogo la Befana, a sancire la morte dell'anno passato.
Cosa si metteva nelle calze in Puglia
Un tempo pane, taralli, arance, mandarini e frutta secca; nelle calze di adesso agrumi di stagione, fichi secchi con le mandorle, caramelle e carbone.
Quando si friggono le prime pettole in Puglia
A Taranto il 22 novembre, per Santa Cecilia; nel Leccese l'11 novembre, per San Martino; a Rutigliano il 25 novembre.