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Le tradizioni di Natale in Campania: riti, piatti e usanze del posto
In Campania il presepe e l'albero si allestiscono l'8 dicembre e si tolgono il 6 gennaio. La cena della Vigilia è di magro, con spaghetti alle vongole, capitone fritto e insalata di rinforzo; il pranzo del 25 dicembre è di carne, e il piatto simbolo è la minestra maritata.
Nel presepe il Bambino arriva solo allo scoccare della mezzanotte.
Il presepe napoletano
A Napoli il presepe si allestisce l'8 dicembre, festa dell'Immacolata, e si ripone il 6 gennaio. All'inizio nella scena ci sono soltanto i pastori: Gesù Bambino non c'è fino al 24 dicembre e viene posto nella mangiatoia allo scoccare della mezzanotte, e nemmeno i Re Magi compaiono subito.
Il presepe napoletano nella forma che si conosce è ideato attorno al Settecento, e molte famiglie lo costruiscono a mano, pezzo per pezzo. Nelle case della Costiera Amalfitana il presepe artigianale sta quasi sempre accanto all'albero. Nei borghi medievali dell'entroterra sopravvivono i presepi viventi, come a Pietrelcina e a Guardia Sanframondi.
Gli zampognari
Gli zampognari sono suonatori di zampogna e ciaramella, vestiti da pastori, che scendono in città nel periodo di Natale e intonano per le strade le nenie natalizie, da Tu scendi dalle stelle in poi. Accettano di buon grado qualche moneta.
Il loro calendario comincia prima: suonano durante la Novena dell'Immacolata Concezione, dal 29 novembre al 7 dicembre, e poi accompagnano la novena di Natale per le strade. Un tempo stipulavano accordi con le famiglie che allestivano il presepe, per suonare ogni sera davanti alla Natività: da lì sono diventati personaggi fissi del presepe napoletano. In Costiera Amalfitana si fermano a suonare davanti alle case dei borghi.
La cena della Vigilia
Il 24 dicembre non si mangia carne. La cena è di pesce, e a Napoli si compra il capitone — spesso nella notte fra il 23 e il 24 — che si frigge: l'anguilla richiama il serpente biblico e la sconfitta del male.
- spaghetti con le vongole, il primo della serata;
- baccalà fritto e in pastella, grande presenza sulle tavole napoletane;
- frittura di pesce;
- insalata di rinforzo, con cavolfiore lessato, olive verdi e sottaceti: nasce per «rinforzare» lo stomaco nei giorni successivi;
- pizza di scarole e scarola ripiena;
- olive di Gaeta, acciughe salate e friselle.
Dopo la cena si gioca: tombola e mercante in fiera.
Il pranzo del 25 dicembre
Il 25 dicembre tocca alla carne. Il piatto simbolo è la minestra maritata, che unisce i vegetali — cicoria, scarole — alla carne e si serve nel brodo di cappone: è di origine casertana, ma si cucina anche a Napoli e ad Avellino.
Il pranzo comincia con gli affettati misti e prosegue con pasta al forno, lasagna, cannelloni o sartù di riso; poi l'agnello al forno, i broccoli con aglio e peperoncino. Si chiude con la frutta secca e i fichi con le noci, accompagnati dal vino lambiccato.
I dolci
Il dolce del Natale napoletano sono gli struffoli: palline di pasta fatte con farina, uova, strutto, zucchero, sale e liquore d'anice, fritte in padella e condite con il miele sciolto, poi cosparse di diavulilli, i confettini colorati, con cedro e ciliegie candite.
- i mostaccioli, ricoperti di glassa al cioccolato: il nome viene dal latino mustacea, cioè dal mosto;
- i susamielli, a forma di S;
- i roccocò, i raffiuoli, le cassatine e la cassata napoletana;
- i divinamore, di pan di Spagna e glassa rosa;
- il preteceppo, dolce di casa fatto con pane raffermo, frutta secca, cacao e spezie.
Accanto ai dolci di tradizione stanno il panettone, il pandoro e il Panettone Campano registrato, insieme al Felix e ai Setacciò.
Il Natale fuori Napoli
Ogni provincia ha il suo piatto.
- Benevento: il re del Natale è il Cardone, cucinato con il cardo e servito in brodo; e non manca mai l'agnello;
- Caserta: il secondo più amato è la cianfotta, o ciambotta;
- Salerno: si preferiscono i Crespolini alla Ravellese e gli scauratielli;
- Castellabate: alla Vigilia si mangiano gli scauratieddi, dolce antichissimo del posto;
- Aversa: il dolce tipico è la Pietra di San Girolamo, un impasto di cacao e mandorle poco tostate;
- Curti: si preparano le Aughiare, biscotti rustici morbidi;
- Irpinia: fra i dolci ci sono le cartellate, o crespelle.
Domande frequenti
Quando si fa il presepe a Napoli
A Napoli il presepe si allestisce l'8 dicembre, festa dell'Immacolata, e si ripone il 6 gennaio. Gesù Bambino si mette nella mangiatoia allo scoccare della mezzanotte del 25 dicembre.
Cosa si mangia la Vigilia di Natale in Campania
La Vigilia in Campania è senza carne: spaghetti con le vongole, capitone fritto, baccalà, frittura di pesce, insalata di rinforzo e pizza di scarole.
Che cos'è la minestra maritata
La minestra maritata è il piatto del 25 dicembre in Campania: unisce le verdure — cicoria e scarole — alla carne, servite nel brodo di cappone. È di tradizione casertana.
Che cosa sono gli struffoli
Gli struffoli sono palline di pasta fritte e condite con miele sciolto, cosparse di confettini colorati, cedro e ciliegie candite. Sono il dolce natalizio napoletano.