Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Natale » Tradizioni

Natale · Tradizioni

Le tradizioni di Natale in Campania: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Campania il presepe e l'albero si allestiscono l'8 dicembre e si tolgono il 6 gennaio. La cena della Vigilia è di magro, con spaghetti alle vongole, capitone fritto e insalata di rinforzo; il pranzo del 25 dicembre è di carne, e il piatto simbolo è la minestra maritata.

Nel presepe il Bambino arriva solo allo scoccare della mezzanotte.

Il presepe napoletano

A Napoli il presepe si allestisce l'8 dicembre, festa dell'Immacolata, e si ripone il 6 gennaio. All'inizio nella scena ci sono soltanto i pastori: Gesù Bambino non c'è fino al 24 dicembre e viene posto nella mangiatoia allo scoccare della mezzanotte, e nemmeno i Re Magi compaiono subito.

Il presepe napoletano nella forma che si conosce è ideato attorno al Settecento, e molte famiglie lo costruiscono a mano, pezzo per pezzo. Nelle case della Costiera Amalfitana il presepe artigianale sta quasi sempre accanto all'albero. Nei borghi medievali dell'entroterra sopravvivono i presepi viventi, come a Pietrelcina e a Guardia Sanframondi.

Gli zampognari

Gli zampognari sono suonatori di zampogna e ciaramella, vestiti da pastori, che scendono in città nel periodo di Natale e intonano per le strade le nenie natalizie, da Tu scendi dalle stelle in poi. Accettano di buon grado qualche moneta.

Il loro calendario comincia prima: suonano durante la Novena dell'Immacolata Concezione, dal 29 novembre al 7 dicembre, e poi accompagnano la novena di Natale per le strade. Un tempo stipulavano accordi con le famiglie che allestivano il presepe, per suonare ogni sera davanti alla Natività: da lì sono diventati personaggi fissi del presepe napoletano. In Costiera Amalfitana si fermano a suonare davanti alle case dei borghi.

La cena della Vigilia

Il 24 dicembre non si mangia carne. La cena è di pesce, e a Napoli si compra il capitone — spesso nella notte fra il 23 e il 24 — che si frigge: l'anguilla richiama il serpente biblico e la sconfitta del male.

Dopo la cena si gioca: tombola e mercante in fiera.

Il pranzo del 25 dicembre

Il 25 dicembre tocca alla carne. Il piatto simbolo è la minestra maritata, che unisce i vegetali — cicoria, scarole — alla carne e si serve nel brodo di cappone: è di origine casertana, ma si cucina anche a Napoli e ad Avellino.

Il pranzo comincia con gli affettati misti e prosegue con pasta al forno, lasagna, cannelloni o sartù di riso; poi l'agnello al forno, i broccoli con aglio e peperoncino. Si chiude con la frutta secca e i fichi con le noci, accompagnati dal vino lambiccato.

I dolci

Il dolce del Natale napoletano sono gli struffoli: palline di pasta fatte con farina, uova, strutto, zucchero, sale e liquore d'anice, fritte in padella e condite con il miele sciolto, poi cosparse di diavulilli, i confettini colorati, con cedro e ciliegie candite.

Accanto ai dolci di tradizione stanno il panettone, il pandoro e il Panettone Campano registrato, insieme al Felix e ai Setacciò.

Il Natale fuori Napoli

Ogni provincia ha il suo piatto.

Domande frequenti

Quando si fa il presepe a Napoli

A Napoli il presepe si allestisce l'8 dicembre, festa dell'Immacolata, e si ripone il 6 gennaio. Gesù Bambino si mette nella mangiatoia allo scoccare della mezzanotte del 25 dicembre.

Cosa si mangia la Vigilia di Natale in Campania

La Vigilia in Campania è senza carne: spaghetti con le vongole, capitone fritto, baccalà, frittura di pesce, insalata di rinforzo e pizza di scarole.

Che cos'è la minestra maritata

La minestra maritata è il piatto del 25 dicembre in Campania: unisce le verdure — cicoria e scarole — alla carne, servite nel brodo di cappone. È di tradizione casertana.

Che cosa sono gli struffoli

Gli struffoli sono palline di pasta fritte e condite con miele sciolto, cosparse di confettini colorati, cedro e ciliegie candite. Sono il dolce natalizio napoletano.

Da leggere