Le feste della Campania
Le feste della Campania sono più di 100, e qui il rito è quasi sempre una cosa collettiva e rumorosa: i Gigli che si alzano a Nola, le tarantelle, le processioni che attraversano Napoli e i paesi dell'entroterra. Qui le trovi una per una, con la storia di come sono nate e di chi le porta avanti.
Festività Nazionali
Presepe Vivente del '700 Napoletano a Caserta - Vaccheria - I costumi cuciti a mano con i tessuti di San Leucio
Presepe Vivente ad Agerola - Rappresentazione in stile napoletano nel borgo di Campora
Presepe Vivente di Gesualdo - i mestieri e la grotta
Presepe Vivente a Gragnano - Oltre 300 figuranti in costume d'epoca
Presepe Vivente a Pietrelcina - La Natività nel sottano della casa natale di Padre Pio
Carnevali Storici
Feste Patronali
Cristo Morto a Vico Equense - le due processioni
Festa dell'Assunta a Ercolano - La Vergine che allatta il Bambino e la lava fermata nel 1872
Festa di San Ciro a Portici - Processione del patrono che protesse la città da carestia ed epidemia
Festa di San Felice a Pomigliano d'Arco - Le parrocchie che si danno il turno e la statua d'argento a spalla
Festa di San Giorgio a San Giorgio a Cremano - Le due statue portate dove la lava si fermò
Festa di San Sebastiano ad Avella e il taglio del Majo
Festa di Sant'Artema a Pozzuoli e il martirio con gli stili
Madonna del Rosario a Pompei - L'Ora del Mondo, la Supplica recitata a mezzogiorno ovunque si sia
Madonna Stella del Mattino ad Andretta - La statua sul sambuco e le stole scambiate con Vallata
Nostra Signora della Neve a Casalbore - Una nevicata d'agosto, e il paese che si consacra alla Madonna
Riti Settennali a Guardia Sanframondi - Processione di penitenza e campanelli caratteristici
San Biagio a Cardito e i tortanetti a forma di collare
San Biagio a Mugnano di Napoli e l'unzione delle gole con l'olio benedetto
San Biagio a Palma Campania e le due candele incrociate sotto il mento
San Bonito di Clermont a Bonito - Il patrono dei vasai e le due date, gennaio e agosto
San Canio a Calitri - Le campane che suonarono da sole e la falange nel medaglione
San Castrese a Marano di Napoli - La barca senza timone e l'incendio del campanile
San Catello a Castellammare di Stabia - I sessanta portatori e la cenere del Vesuvio
San Conone di Iconico ad Acerra - Le statue dalla pelle nera e la processione senza inchini
San Costanzo a Capri - Il busto d'argento consegnato ai marinai e i petali dai balconi
San Felice a Cimitile - La diana che sveglia il paese e la tomba detta Ara Veritatis
San Felice a Nola - La manna che stilla nella cripta e il busto argenteo per le vie
San Filippo Neri a Candida - Il patto notarile del 1653 e la processione del 26 maggio
San Gennaro a Napoli - Il fazzoletto bianco sventolato quando il sangue si scioglie
San Giovanni Evangelista a Mariglianella - I gigli Fantasia, Popolo e Taverne portati a spalla
San Giuliano di Sora a Giugliano in Campania - Le reliquie del martire nella Cappella del Tesoro
San Giuseppe a Calabritto - Falò nelle strade e degustazione di zeppole fritte
San Leone Magno a Cairano - L'inno latino dettato al ragazzo analfabeta
San Lorenzo a Bagnoli Irpino - L'ampolla con la goccia di grasso del martire
San Lorenzo a Caposele - Il patrono scelto nel 1494 insieme allo stemma
Festa di San Mauro a Casoria con il busto d'argento e la processione
San Modestino ad Avellino e l'accensione del Focarone in Piazza Duomo
San Nicola di Bari a Capriglia Irpina - Le stele funerarie romane nel muro della chiesa
San Pellegrino martire ad Altavilla Irpina e la processione dei Battenti
Festa di San Sabino ad Atripalda e il segno di croce con la Santa Manna
San Sebastiano a Gragnano e le carbonelle del falò
San Severino a Comiziano e il trasferimento dell'urna dalle Marche
Festa di San Tammaro a Grumo Nevano e l'offerta dell'olio
San Vito ad Aquilonia e i tre giri attorno alla Badia
Sant'Agnello a Napoli e il divieto delle forbici
Festa di Sant'Agrippino ad Arzano e la processione del simulacro
Festa di Sant'Agrippino a Napoli e la basilica di Forcella
Festa di Sant'Anna a Bacoli e la statua portata su una tavola di legno
Sant'Antonio Abate ad Agerola e la distribuzione del pane tortano
Sant'Antonio da Padova ad Afragola e la processione con i munacielli in saio bianco
Sant'Antonio di Padova ad Andretta e la fiera di San Gerardo, San Rocco e Sant'Antonio
Sant'Antonio di Padova a Bisaccia - Il pane dei poveri e la clausola dei mietitori
Sant'Ottone Frangipane ad Ariano Irpino e la distribuzione del pane benedetto
Santa Giustina ad Arzano - I buoi che si fermarono e la Tragedia in cinque atti
Santa Restituta a Lacco Ameno - Statua lignea del XVI secolo e processione via mare
Santo Stefano a Baiano - Le Messe 'e notte per il santo patrono
Santo Stefano a Melito - La statua sul trattore e l'asta dei doni
Santo Stefano a Qualiano - Il Volo dell'Angelo in piazza D'Annunzio e la papariata
Sbarco di San Castrese a Marano di Napoli - I dodici vescovi approdati dall'Africa
Folklore e Rievocazioni
Capodanno Bizantino ad Amalfi - L'anno nuovo comincia il 1° settembre
Cavalcata di Sant'Anna a San Mango sul Calore - Le monete che sono diventate confetti
Commemorazione della Battaglia del Volturno a Santa Maria Capua Vetere
La Contesa di Sant'Eliano a Benevento - Le gare che decidono chi custodisce le reliquie per un anno
Corteo Storico di Alfonso d'Aragona a Napoli - L'ingresso trionfale del 26 febbraio 1443
Corteo Storico Orsini a Nola - Le chiavi della città consegnate al maestro del mercato
Corteo Storico della Real Colonia di San Leucio a Caserta - Il giorno in cui si aprono i cancelli ai forestieri
Corteo Storico rievocativo Città di Tramonti - Rievocazione della fedeltà alla Casa Reale d'Aragona
Corteo Storico di Sant'Alessandro a Ischia - Le 5000 perline cucite a mano sull'abito di Vittoria Colonna
Discesa dei Longobardi a Salerno - Si rifà l'incoronazione di Siconolfo, e l'acquamanile è copiato da un reperto
Disfida dei Trombonieri a Cava de' Tirreni - Tradizione della pergamena bianca e musica
Falò di Sant'Antonio Abate a Vibonati con l'Alzata del Panno e i campanacci di Caselle
Festa dei Gigli a Brusciano - Il mezzo passo bruscianese e la gara di resistenza
Festa dei Gigli a Nola - Patrimonio UNESCO con otto Gigli e la Barca
La Giostra a Castello del Matese - Chi vince porta alla contrada lavori di abbellimento urbano
Giostra dei Sedili a Napoli - Sette cavalieri in armatura e lancia in resta per i sette Seggi
Gran Torneo dei Quartieri a Sessa Aurunca - Ogni anno il corteo rievoca un ingresso diverso, con la sua data
Historiae Volceianae a Buccino - Il matrimonio indissolubile e il processo che esiliò la sposa a Capri
Lumina in Castro a Lauro e l'incendio del Castello Lancellotti
Notte delle Lampare a Cetara - La cianciola da 500 metri e il battesimo nella rete
Palio della Botte ad Avellino
Palio del Casale a Camposano e la corsa su asini
Palio della Somma a Somma Vesuviana con il rito dell'investitura del Magister Nundinarum
Patto con San Gennaro a Napoli e il contratto notarile del 1527
Primo Maggio a Parolise - La tarantella montemaranese in piazza Falcone
Rievocazione del Miracolo della Neve a Torre Annunziata e la pesca della Sacra Effige
Rievocazione Storica della Congiura dei Baroni a Teggiano e l'Assalto al Castello
La salita a Faliesi a Contrada e i sette giri intorno all'altare
Lo Sbarco di Pisacane a Sapri - Rievocazione storica con costumi e scenografie sulla spiaggia
Sbarco dei Saraceni a Positano - Il grido Posa Posa e il finto incendio del paese
Velia Romana ad Ascea - La danza dei Salii al lume delle torce dentro il castrum
Sagre ed Enogastronomia
Festa del Carciofo Bianco ad Auletta - Il carciofo senza spine che si mangia crudo e il Premio Forchetta Verde
Festa della Ciliegia a Gragnano - L'arte di insaccare le ciliegie, disposte a piramide
Festa della Mela Annurca a Valle di Maddaloni - La regina delle mele e raduno di auto d'epoca
Festa del Pescatore a Cetara - Il bagno del santo il 19 giugno e la corsa finale sullo scalone
Festa a Vico a Vico Equense - La Repubblica del Cibo e il Cammino di Seiano
Sagra degli Antichi Sapori a Pignataro Maggiore - I guanti delle massaie e la pizza figliata
Sagra del Casatiello a Sant'Arpino - La scampagnata degli Atellani rivive in Piazza Macrì
Sagra della Castagna di Montella - I quindici giorni di fuoco della castagna del prete
Sagra dei Fagioli a Cellole - Il suscieglio ritrovato e il palio dei fagioli
Sagra del Fusillo a Felitto - Il ferro a quattro spigoli e il piatto di fusilli alle galline
Festival e Musica
Mercatini di Natale
Tutti i Mercatini di Natale d'Italia »
Mercatini al Castello dell'Ettore ad Apice Vecchia - Il borgo fermo dal terremoto e l'assedio al maniero
Mercatini di Natale ad Avellino - La tarantella montemaranese fra le casette di piazza Libertà
Cadeaux al Castello a Limatola - Mercatini di Natale con artigianato e foto con Babbo Natale
Mercatino e Albero di Natale a Caposele - L'abete greco acceso per la ricerca
Gesualdo The Magic of Christmas - I mercatini al castello e il villaggio di Babbo Natale
Mercatini di San Nicola a Moiano - I presepi di Luzzano e le botteghe dei vecchi mestieri
Mercatini di Natale al Museo di Pietrarsa a Portici - Le casette di legno fra le locomotive a vapore
Natale Piccirill a Sirignano - Il tronco del Maio trascinato in paese e i cuoppi di alici
I mercatini di Natale in Campania
In Campania i mercatini di Natale sono otto, e quasi nessuno sta in una piazza: stanno dentro tre castelli, dentro un museo ferroviario dell'Ottocento, dentro un borgo che un terremoto ha svuotato. Cominciano presto — a Sirignano il 29 novembre, a Gesualdo dal 16 — e arrivano a gennaio.
Gli otto, uno per uno
- Apice Vecchia (Benevento): i Mercatini al Castello dell'Ettore, nelle corti e nelle sale del maniero, in più fine settimana fra novembre e dicembre.
- Avellino: le casette in piazza Libertà, il «salotto buono» della città, con la pista sul ghiaccio e le luminarie a «cielo di stelle».
- Limatola (Benevento): «Cadeaux al Castello», la mostra mercato dentro e fuori le mura del castello medievale, dal 2010.
- Caposele (Avellino): il mercatino del 1° e 2 dicembre, e l'abete greco alto 33 metri acceso per la ricerca.
- Gesualdo (Avellino): gli stand nel cortile del castello di Carlo Gesualdo, dal 16 novembre.
- Luzzano di Moiano (Benevento): i Mercatini di San Nicola, botteghe aperte nei vicoli sul tema dei vecchi mestieri.
- Portici (Napoli): le casette di legno dentro il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, fra le locomotive a vapore.
- Sirignano (Avellino): il «Natale Piccirill» del 29 e 30 novembre, col tronco del Maio trascinato in paese.
Il borgo che un terremoto ha fermato
Apice Vecchia la chiamano «la Pompei del 900»: il paese fu sgomberato a metà del Novecento dopo un terremoto, e da allora è rimasto vuoto. Fra novembre e dicembre quel borgo si illumina, le bancarelle arrivano nelle corti del Castello dell'Ettore — che sta nel punto più alto di una collina sopra la valle del Calore — e ci sono le visite guidate fra le case disabitate. Sui banchi presepi, ceramiche dipinte a mano, intarsi in legno, e fra le cose di stagione il torrone artigianale, i mostaccioli e il liquore Strega di Benevento. Nello spazio delle rievocazioni l'Associazione Benevento Longobarda allestisce «L'Assedio al Castello», un accampamento militare del VI secolo con tiro con l'arco, archeologia sperimentale e lezioni di scherma storica per i bambini. E se piove i mercatini restano aperti: gli spazi al coperto ci sono.
Dentro un museo ferroviario, fra le locomotive a vapore
A Portici il mercatino ha una particolarità che non riguarda le bancarelle ma l'indirizzo: si tiene dentro il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, dove le locomotive a vapore venivano costruite. Sono i mercatini che per la prima volta in Italia hanno varcato i cancelli di un polo museale. L'area è di circa 36.000 metri quadrati, con sette padiglioni ottocenteschi affacciati sul Golfo di Napoli e una collezione di cinquantacinque mezzi fra locomotive, carrozze e Littorine, più il plastico «Trecentotreni», lungo diciotto metri. Le casette stanno lungo il vialone, accanto alla statua in ghisa di Ferdinando II di Borbone; ai bambini si consegna un passaporto per entrare nel mondo del Natale, e la letterina si imbuca nella Littorina postale. L'apertura la annunciano gli Archibugieri Trombonieri Senatore di Cava de' Tirreni, che sfilano in costume per le strade di Portici. Negli ultimi quattro anni l'evento ha richiamato oltre 350 mila visitatori.
I tre castelli
A Limatola «Cadeaux al Castello» esiste dal 2010 e la sua origine è un'immagine vista sul web: Pina Martone Sgueglia, proprietaria del castello, stava organizzando una vacanza in Trentino quando vide il castello di Trento illuminato a festa; chiese aiuto a degli amici artigiani e quel Natale portò al maniero oltre cinquemila persone. Oggi gli espositori sono fra ottanta e più di cento, i punti ristoro dieci, e il percorso passa dalla Baita di Babbo Natale, dall'Albero dei Desideri, dal Museo delle Armature e dalla Corte Bassa, dove i medievalisti tengono una lezione sui mestieri antichi. A Gesualdo il fondale è il castello le cui stanze sentirono per prime le melodie del Principe dei Musici, Carlo Gesualdo; ai suoi piedi, negli ultimi giorni dell'anno, va in scena un presepe vivente che si fa dal 1991 su trentatré scene, e lo scalpellino modella la pietra vera di Gesualdo mentre il Bambinello è di solito l'ultimo nato dell'anno in paese. E ad Apice le sale medievali si allestiscono a tema — comprese le leggende arturiane e un'aula dove il Cappello Parlante smista i visitatori fra le quattro casate.
L'albero di trentatré metri acceso per la ricerca
A Caposele il mercatino gira attorno a un albero vivente: un abete greco ultracentenario del parco della Sanità, alto 33 metri quando questi alberi arrivano di solito a venti o venticinque, fra i primi cinque alberi di Natale viventi più alti d'Europa. L'iniziativa è nata nel 2012 dal desiderio di una giovane donna malata di tumore di vedere quell'albero illuminato: allora non ci fu tempo, ma una sottoscrizione spontanea lo rese possibile l'anno dopo. Da allora tutto il ricavato va ai progetti di ricerca in onco-ematologia pediatrica della Fondazione Pausillipon Santobono, e durante l'evento si alternano visite mediche gratuite. Gli addobbi sono fatti a mano, le palline sono migliaia, e una volta acceso l'albero si vede da chilometri. Attorno, oltre cinquanta stand fra i bracieri, con pietra, legno, lana, vetro, ceramica e il ricamo del tombolo; in tavola le Matasse di Caposele — la pasta fatta a mano condita coi ceci — il Muffletto e gli amaretti alla nocciola. I balli sono la Tarantella, il Batticulo e la Quadriglia comandata.
Il Natale che arriva il 29 novembre
A Sirignano il Natale arriva due volte, e la prima è a novembre. Il 30 si festeggia Sant'Andrea, patrono del paese, e la sera prima si fa la vigilia con la tavola apparecchiata come il 24 dicembre: lo chiamano «Natale Piccirill». L'origine è degli anni Venti: don Francesco Fiordelisi, vedendo che nei giorni di festa i più agiati imbandivano pranzi e altri non potevano, fece arrivare da Napoli un carico di alici e le distribuì alle famiglie in pacchetti — i «cuoppi» — perché tutti potessero fare la cena di magro; in cambio ognuno donava alla chiesa quello che poteva, anche niente. Che fossero alici non è casuale: Sant'Andrea era un pescatore. Il cenone del 29 è tarato sull'orto: i broccoli si piantano per raccoglierli quel giorno, e si condiscono con l'olio nuovo — «l'olio si ingigna la vigilia di Sant'Andrea», dice il detto. In tavola linguine con noci e alici, polenta con fagioli, baccalà, pizza di «raurinio» di farina di mais, caciocavallo impiccato sulla brace. La mattina del 30 il paese trascina fino alla parrocchia il Maio, un grosso albero tagliato in montagna e offerto al santo: lo facevano i boscaioli, i «Mannesi», e le chiome finivano nel «Fucarone», il grande falò.
La tarantella, e i presepi di terracotta
Ad Avellino fra le casette di piazza Libertà si balla la tarantella montemaranese, quella del Carnevale irpino, portata dai gruppi folkloristici che l'hanno imparata da bambini dai propri nonni; accanto passano zampogne, cori gospel e il teatro di burattini con Pulcinella, e c'è l'antica Giostra Carillon. A Luzzano di Moiano i mercatini hanno per tema «I Vecchi Mestieri e gli Antichi Sapori Nostrani», e davanti alla Chiesa di San Vito si allestisce il presepe che nel Sannio è considerato il principale: statuine artigianali di trenta-quaranta centimetri, in terracotta, coi personaggi in movimento dentro una scenografia di tufo tagliato, alla maniera del presepe settecentesco napoletano. Dal 2012 il paese ha anche un Museo dell'Arte Presepiale.
I cinque presepi viventi
A Vaccheria di Caserta il presepe ricostruisce il Settecento napoletano, e i costumi sono riprodotti dai bozzetti originali coi tessuti di San Leucio. A Gragnano, dentro il borgo di Caprile, oltre trecento figuranti occupano un chilometro e mezzo, e le case le prestano gli abitanti: «non si guarda il presepe da fuori, ci si cammina dentro». Ad Agerola, nella frazione Campora, le lanterne illuminano le botteghe e lungo la strada si mangia pasta e patate col Provolone del Monaco. A Pietrelcina la Natività si allestisce nel sottano della casa natale di Padre Pio, sotto la stanza dove nacque Francesco Forgione. E a Gesualdo il percorso attraversa cantine, grotte e vicoli con oltre duecento figuranti in costumi cuciti in casa.
Domande frequenti
Quanti sono i mercatini di Natale in Campania?
Otto: Apice Vecchia, Avellino, Limatola, Caposele, Gesualdo, Luzzano di Moiano, Portici e Sirignano.
Dov'è il mercatino di Natale dentro un museo?
A Portici, nel Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa: le casette di legno stanno fra le locomotive a vapore, e sono i primi mercatini italiani allestiti dentro un polo museale.
Perché a Caposele si accende un albero di trentatré metri?
Per la ricerca: tutto il ricavato va ai progetti di onco-ematologia pediatrica della Fondazione Pausillipon Santobono. L'iniziativa è nata nel 2012 dal desiderio di una giovane donna malata di vedere quell'abete illuminato.
Che cos'è il Natale Piccirill di Sirignano?
È il Natale anticipato al 29 e 30 novembre, per la festa di Sant'Andrea: nacque negli anni Venti quando don Francesco Fiordelisi fece arrivare da Napoli un carico di alici e le distribuì alle famiglie perché tutte potessero fare la cena della vigilia.