Festival della Canzone Arbëreshe a San Demetrio Corone 2027 - Le 604 canzoni inedite nate in quarant'anni di gare
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: tenonline.tv, letta il 20/09/2026.
Il Festival della Canzone Arbëreshe si tiene a San Demetrio Corone — ShënMitri, nel nome arbëresh del paese — in provincia di Cosenza, il secondo sabato di agosto. Cantanti e gruppi folkloristici sfilano in costume lungo via Dante Alighieri nelle Vallje Arbëreshe, poi si esibiscono con brani inediti in lingua arbëreshe o shqipe nel piazzale del Collegio Sant'Adriano. Il festival è nato nel 1980.
Un concorso di brani mai sentiti
La gara ha un regolamento. I motivi vanno presentati entro una data fissata e una commissione esaminatrice li seleziona: un anno, dai ventuno motivi pervenuti si è arrivati alle dodici canzoni che si sono contese la vittoria finale. Poi votano in due: una giuria popolare che assegna a ciascuna esibizione un voto da uno a cinque man mano che sfilano i cantanti e i gruppi in competizione, e una giuria tecnica che assegna il premio della critica intitolato all'avvocato Giuseppe D'Amico.
Sul palco arrivano cantanti e gruppi non solo dai paesi italo-albanesi del cosentino, ma da tutta la diaspora: Calabria, Sicilia, Puglia, e poi l'Albania. Sedici artisti della diaspora si contendono il podio con brani originali, sia nel testo sia nella musica. Accanto alle canzoni originali, che riflettono la contemporaneità, ci sono le toccanti reinterpretazioni di brani tradizionali: un confronto artistico intergenerazionale.
Fra le novità c'è il debutto dell'Orchestra del Festival della Canzone Arbëreshe, messa in piedi dal direttore musicale, che coordina un gruppo di arrangiatori e maestri e accompagna dal vivo i cantanti nella serata finale; l'orchestra sinfonica contava 28 maestri musicisti calabresi.
Le Vallje lungo via Dante Alighieri
La rassegna si apre con le Vallje Arbëreshe, la sfilata colorata dei gruppi folkloristici. Arrivano dai diversi paesi arbëreshë dell'Arberia e anche dai Balcani — Kosovo, Macedonia, Albania — e percorrono via Dante Alighieri portando in strada i costumi e le danze della loro cultura, prima di esibirsi sul palco principale.
Alle danze si affianca la sfilata delle ragazze nei costumi tradizionali arbëreshe, illustrati al pubblico dal palco; e in alcune edizioni l'alta oreficeria è entrata nel programma con la sfilata del maestro orafo Gerardo Sacco, le cui creazioni si ispirano ai simboli di questa cultura.
Il piazzale del Collegio Sant'Adriano
Tutti gli appuntamenti serali si svolgono nel piazzale antistante il Collegio Sant'Adriano, il collegio italo-albanese che è il luogo simbolo della cultura e della memoria arbëreshe. Gli spazi storici del Collegio Italo-Albanese fanno da cornice a tutte le serate.
La manifestazione è organizzata dall'amministrazione comunale insieme al Comitato Storico Festival della Canzone Arbëreshe, e gode del patrocinio del Consiglio Regionale della Calabria, del Comune di San Demetrio Corone e di Rai Calabria. Accanto ai concerti si tengono i dibattiti: incontri dedicati ai riti e alle tradizioni della minoranza arbëreshe come patrimonio di cultura immateriale da salvaguardare, e confronti sul futuro della lingua — uno si intitolava «Gjuha na lidhin», «La lingua ci lega» — con studiosi, istituzioni, giornalisti e imprenditori.
Seicentoquattro canzoni in trentotto edizioni
I numeri di quarant'anni li ha contati un libro di Francesco Perri. In 38 edizioni, dal 1980 al 2019, le canzoni concorrenti sono state 604. Gli autori vengono da tutte le regioni d'Italia dove esistono comunità di origine albanese, e poi dall'Albania e dal Kosovo. Quelle 604 canzoni sono state eseguite da 294 cantanti, 133 donne e 161 uomini; i testi portano la firma di 246 autori, le musiche di 286.
Il Festival ha prodotto anche centinaia di testi scritti in lingua arbëreshe. Sono testi che potrebbero dare agli studiosi la possibilità di effettuare ricerche linguistiche per analizzare l'attuale situazione dei dialetti italo-albanesi, cioè di una lingua parlata in Italia da oltre cinque secoli.
Fondato dagli arbëreshë per gli arbëreshë
Il Festival nasce da un'idea di Giuseppe D'Amico; dopo la sua morte, nel 1998, è stata fondata l'associazione culturale che da allora contribuisce a organizzarlo. Il comitato organizzatore lo riassume in una riga: «questo festival è stato fondato dagli arbëreshë per gli arbëreshë».
La tradizione arbëreshe, spiegano gli organizzatori, cerca di continuo il contatto con il mondo circostante, anche con la musica leggera attuale, perché è questo il segreto che ha permesso alle comunità di sopravvivere e di integrarsi per secoli. Una delle edizioni ha preso come tema un antico proverbio, «Kur përpiqe me një arbëresh, gjiaku të fjet»: quando ti incontri con un arbëresh, il sangue ti parla.
Il festival si conferma così un presidio fondamentale per la continuità delle minoranze linguistiche: non solo una rassegna di intrattenimento, ma un modo per passare la lingua italo-albanese da una generazione all'altra, e un legame con l'Albania che a ogni edizione si rinforza.
Come arrivare alla festa
Arrivare a San Demetrio Corone per il Festival della Canzone Arbëreshe chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Mongrassano-Cervicati, a 21 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Tarsia Sud, e il tragitto è di 20 chilometri per 31 minuti di guida.
Eventi nei dintorni
Qui intorno, nello stesso periodo, si festeggia anche cosi'.
- Festa dei Morti Arbëreshë a San Demetrio Corone — febbraio
- Millennium Normannorum a San Marco Argentano — agosto
- Rievocazione della Donazione del 1101 a Mormanno — agosto