FjalaFest a Milano 2026 - Il premio alla traduzione e il buffet «Pane, sale e cuore»
Fonte: fjalafest.it, letta il 02/09/2026.
Il FjalaFest, festival della letteratura albanese, si tiene a Milano in ottobre, nel Centro Culturale Slow Mill. Per due o tre giornate riunisce i maggiori esponenti della letteratura albanese contemporanea insieme a traduttori, critici, editori e docenti universitari, con incontri letterari, tavole rotonde e letture pubbliche. Il momento più atteso è la cerimonia del Premio FjalaFest per la Traduzione, finanziato dal Centro Nazionale del Libro e della Lettura d'Albania.
Un ponte fra due lingue
Il festival nasce con l'obiettivo di sostenere la diffusione della cultura letteraria albanese in Italia, e si è confermato come un punto di incontro stabile fra i due Paesi. Lo organizzano la storica associazione Dora e Pajtimit e il Centro Culturale Slow Mill, insieme ad Albania Letteraria — l'unica rivista culturale in Italia dedicata interamente alla letteratura albanese — con il patrocinio del Consolato della Repubblica d'Albania a Milano e del Consiglio di coordinamento della Diaspora, e con il co-finanziamento del Ministero dell'Economia, Cultura e Innovazione albanese. La manifestazione è realizzata anche in gemellaggio con la città di Scutari.
Il programma alterna incontri letterari, tavole rotonde, letture pubbliche ed esibizioni musicali. Si dialoga con gli autori dei libri tradotti, che arrivano direttamente dall'Albania; con quelli che vivono in Italia e hanno scelto di scrivere nella lingua di adozione o in entrambi gli idiomi; e con studiosi, scrittori e giornalisti italiani che hanno pubblicato volumi sul Paese delle Aquile. A dialogare, in sostanza, sono le comunità intellettuali albanesi: quella che vive in patria e quelle delle numerose diaspore internazionali.
Il premio a chi traduce
Il premio va al traduttore o alla traduttrice che abbia realizzato la migliore trasposizione dall'albanese all'italiano negli ultimi due anni.
Il premio esiste per una ragione dichiarata: valorizzare il lavoro dei traduttori come veri e propri mediatori culturali, che costruiscono ponti linguistici fra l'albanese e l'italiano. È un lavoro essenziale per la circolazione delle opere, e arricchisce il patrimonio letterario italiano con voci albanesi ancora poco note. Attorno allo stesso tema ruotano gli appuntamenti più accademici: una relazione sui cenni storici della traduzione in italiano della letteratura albanese, e le tavole rotonde dedicate all'editoria e alla filiera che porta un libro da una lingua all'altra.
Un'antologia con la firma del festival
Dal festival è nata anche un'Antologia degli autori albanesi contemporanei, un volume collettivo che porta la firma della manifestazione. Attorno a quel libro si è riunito un gruppo di autori che offre uno spaccato della produzione letteraria attuale, e che ha il pregio di mettere insieme in una sola sede scrittori di generazioni diverse, comprese in un intervallo che va dagli anni Cinquanta alla fine degli anni Novanta.
Ogni edizione ha poi un tema che orienta gli incontri. Uno di questi è stato «Versus Europa. La letteratura e le sue responsabilità politiche», che affronta il rapporto fra scrittura, società e impegno civile: quale ruolo politico e sociale può assumere oggi la letteratura, e come si inserisce la produzione albanese nel panorama europeo. Il taglio scelto è volutamente colloquiale, per creare un ponte fra la comunità degli specialisti e il pubblico, e dalla platea arrivano interventi e domande che rilanciano la discussione.
I laboratori, il cibo, la musica
FjalaFest non si ferma ai libri. Ci sono due laboratori: uno dedicato ai bambini in età scolare, che si cimentano nella lettura animata di una favola tradizionale albanese tradotta in italiano; e uno riservato agli adulti, in cui ogni partecipante scrive un breve racconto incentrato sull'Albania, e tutti i lavori vengono revisionati e pubblicati sulla rivista a nome di ogni autore.
C'è poi la parte che si mangia e si ascolta: la degustazione di cucina e vini albanesi, il concerto di musica arbëreshë, gli interventi sulle pratiche musicali e identitarie dei paesi arbëreshë. E c'è il buffet che porta un nome preso da un detto albanese, «Bukë e krypë e zemër»: letteralmente «Pane, sale e cuore», un'espressione che dice la sacralità del cibo e della famiglia e simboleggia l'ospitalità, la generosità e l'accoglienza calorosa che gli albanesi offrono ai loro ospiti.
Letteratura come lavoro civile
Il festival dichiara uno scopo che va oltre la promozione dei libri: creare un ponte culturale fra Italia e Albania attraverso il dialogo e il confronto, e mostrare il ruolo che la produzione artistica può avere nel prevenire i conflitti sociali. Gli organizzatori lo dicono così: presentare al pubblico il profilo del Paese delle Aquile in tutti i suoi lati, tramite la voce dei suoi autori e degli studiosi, per favorire il dialogo sull'inclusione, la connessione sociale e la pace.
Anche il sostegno istituzionale va in quella direzione: FjalaFest fa parte del progetto «From Page to Stage», finanziato nel quadro dell'iniziativa A.MI.CO. Grants dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, con il sostegno della Cooperazione Italiana allo Sviluppo.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Milano è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Milano Cadorna a un passo dal centro, 1,7 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di San Siro, e da lì restano 7,0 chilometri e 10 minuti.
Da vedere qui intorno
Da queste parti si festeggia anche cosi'.
- Rito della Nivola a Milano — settembre
- San Carlo Borromeo a Milano — novembre
- Festa dell'Indipendenza Albanese a Milano — novembre