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Tumact Me Tulez a Barile 2026 - Il piatto tipico arbereshe con alici e noci

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
dal 3 al 4 ottobre 2026
Dove Centro storico e Parco Urbano delle Cantine (Sheshë), Barile

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 19/09/2026.

La Sagra Tumact Me Tulez si tiene a Barile, in provincia di Potenza, in ottobre. Per una giornata intera le piazze del centro storico — Largo Garibaldi, Piazza Dalla Chiesa, la sede della Pro Loco e l'atrio del Comune — ospitano gli stand dove si degustano le tagliatelle con la mollica, le alici e le noci, accanto alla cantina dell'Aglianico del Vulture DOP allestita dall'Associazione Sommelier Basilicata. La manifestazione si svolge annualmente a partire dal 1997 e nel 2019 ha ottenuto il marchio «Sagra di Qualità» dall'Unione nazionale delle pro loco d'Italia.

La sagra porta il nome del piatto, e quel nome lo insegna anche a pronunciare: Tumact Me Tulez, «che si pronuncia tumaz ma tugl». Tradotto, sono tagliatelle con la mollica.

Non è un nome italiano, e non è un caso: Barile è uno dei paesi in cui si parla ancora arbëreshë, e questo piatto è quello che una comunità arrivata dall'altra parte dell'Adriatico si è portata dietro e ha continuato a fare per cinque secoli.

Il piatto, e le sue sorelle

La pasta è la tagliatella, sia classica sia riccia. La base del condimento è composta da filetto o salsa di pomodoro, aglio, prezzemolo e alici, a cui si aggiungono mollica fritta e granella di noci; volendo, si può conferire una nota piccante con del peperoncino.

Sono le noci e le alici a rendere questo sugo diverso da tutti gli altri, e la mollica fritta a dargli il nome. Il piatto appartiene all'antica tradizione gastronomica italo-albanese: tagliatelle generalmente lavorate artigianalmente in casa e diffuse in tutta l'Arbëria, dove le chiamano tumacë ndë shpi, cioè tagliatelle fatte in casa, tumacë me fasule quando si condiscono coi fagioli, tumacë me qiqra quando ci vanno i ceci.

Gli albanesi ai piedi del Vulture

Per capire perché a Barile si mangi questo bisogna risalire di cinque secoli. Sul finire del XV secolo una colonia albanese di rito bizantino s'insediò nell'Italia meridionale, e fra i luoghi dov'è arrivata c'è Barile: fuggiva dall'invasione ottomana della penisola balcanica, e portava con sé lingua, rito religioso, usi e costumi.

L'inizio è datato al 1477, quando varie colonie di albanesi si insediarono nel piccolo centro abitato ai piedi del Monte Vulture, influenzandone la lingua, i sapori e i costumi. Quella comunità è ancora lì: la sua eredità rivive tuttora nella cucina, nei riti e nell'architettura del paese.

I giorni in cui si mangiava

Il Tumact Me Tulez non era un piatto di tutti i giorni. Tradizionalmente veniva preparato in determinati eventi: i matrimoni, la festa di San Giuseppe — il 19 marzo — e il Natale. Era cibo delle occasioni, e questo spiega perché farne una sagra non sia un'idea commerciale ma la continuazione di un'abitudine.

Il riconoscimento pubblico è arrivato molto dopo. Con decreto ministeriale del 25 febbraio 2022 il tumact me tulez è entrato nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali lucani, i PAT, iscritti nell'elenco del Ministero delle Politiche Agricole. La sagra, dal canto suo, porta anche il marchio «Sagra d'Eccellenza» della Rete Associativa di Terzo Settore Ente Pro Loco Italiane Aps, oltre al riconoscimento di Patrimonio Culturale Intangibile della Basilicata.

Dove si mangia, e cosa si beve

I banchi sono sparsi per il centro storico, e la cosa che distingue questa sagra da quelle di piazza è dove ci si siede a mangiare: fra i luoghi della degustazione ci sono la Fontana dello Steccato del Settecento e il Palazzo dell'Orologio del Seicento.

Accanto agli stand gastronomici c'è la cantina, allestita a cura dell'Associazione Sommelier Basilicata, con l'Aglianico del Vulture DOP, «il Re della tavola». La parte musicale è affidata al gruppo folk Kroj dell'Associazione Intercultura di Barile, al gruppo folk Lucanicus in Piazza Dalla Chiesa e ai Musici della Pro Loco Federico II di Melfi; ci sono anche un recital di poesie e «I ragazzi dell'organetto».

A promuoverla è la Pro Loco Barile insieme al Comune, con la Regione Basilicata, l'Apt Basilicata, l'Ente Parco naturale regionale del Vulture, l'Ais Basilicata, l'Alsia Basilicata, il Gal Lucus e il Club UNESCO del Vulture. Nelle intenzioni di chi la fa non è solo una tavolata: la manifestazione valorizza anche i prodotti tipici locali, l'artigianato artistico e il patrimonio artistico e culturale del borgo. È «un'occasione per riscoprire un patrimonio culturale unico», e il piatto ne è «l'emblema di una cucina autentica dove ogni ingrediente racconta una storia di resilienza e identità».

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Barile è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Barile a un passo dal centro, 800 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Barile - Ginestra, e da lì restano 1,6 chilometri e 3 minuti.

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