I grecanici: che cosa resta delle feste greche in Calabria e nel Salento
I grecanici sono le due comunità di lingua greca ancora esistenti in Italia: la Bovesia, in provincia di Reggio Calabria, e la Grecìa Salentina, in Puglia. Le feste che conservano un impianto greco sono soprattutto quelle di Pasqua, con le Persefoni di Bova e i Passiùna tu Christù salentini.
Alcune di queste tradizioni sembrano risalire direttamente all'antichità.
Dove si parla ancora greco
La minoranza greca d'Italia è composta da due isole linguistiche: la Bovesia in Calabria e la Grecìa Salentina in Puglia.
Il Greco di Calabria — chiamato Greko, o Grecanico da chi greco non è — si parla ancora in alcuni paesi della zona grecanica in provincia di Reggio Calabria: Bova, Bova Marina, Condofuri, Roghudi, Melito Porto Salvo e Gallicianò.
La Grecìa Salentina comprende invece nove comuni ellenofoni: Calimera, Castrignano de' Greci, Corigliano d'Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino.
Bova è considerato il borgo capitale dell'area, e le sue feste sono le più documentate.
Le Persefoni di Bova
Ogni Domenica delle Palme si svolge a Bova l'antichissima processione delle «Pupazze», dette anche Persephoni.
Sono figure femminili fatte di canne, rami e prodotti della terra — foglie di ulivo, fiori e frutti — che vengono portate lungo il paese in processione. Si comincia a costruirle già qualche settimana prima.
Le pupazze si realizzano in due dimensioni, una piccola e una grande, a rappresentare la figlia e la madre. Il rito è ricondotto al mito greco di Demetra e Persefone.
La processione è descritta come una tradizione religiosa grecanica sospesa fra sacro e profano, ed è parte integrante della cultura identitaria dei Bovesi. Era caduta in disuso: la festa delle Persefoni è stata riportata in vita dopo anni di oblio.
Sul versante ionico reggino, a Caulonia, la stessa domenica l'ingresso di Gesù a Gerusalemme si rievoca con «la bussata», con i fedeli in processione dall'Arciconfraternita del Santissimo Rosario fino al sagrato della chiesa Matrice, in piazza Mese.
I Passiùna tu Christù nel Salento
Nella Grecìa Salentina la lingua grika riecheggia nei villaggi attraverso I Passiùna tu Christù, una forma di teatro popolare che narra la morte e la resurrezione di Cristo.
Le rappresentazioni si svolgono dalla settimana precedente la Domenica delle Palme fino al Giovedì Santo, e ogni villaggio ha la propria versione.
La forma storica era diversa da quella teatrale: due uomini cantavano i quaranta versi ai crocicchi dei paesi o dentro i tabacchifici, accompagnati da un fisarmonicista o da un organettista.
La tradizione declinò a metà degli anni Cinquanta, e il rilancio arrivò solo alla fine degli anni Settanta. Il canto dei Passiùna è considerato una delle più forti manifestazioni della cultura griko.
I dolci e il formaggio di Pasqua
Nel periodo pasquale, a Bova, le donne portano avanti la produzione delle 'ngute.
Il dolce cambia forma: dalla croce greca al cesto di fiori, alla colomba, e si è cominciato a dargli anche la forma delle pupazze. La caratteristica costante è l'aggiunta di un uovo sodo.
Nello stesso periodo a Bova si produce il musulupu, un formaggio che prende forma da uno stampo in legno di gelso realizzato dai pastori del luogo: riproduce figure femminili dai seni accentuati, segno di abbondanza.
Alle feste grecaniche calabresi accompagna i piatti la lestopitta, una focaccia senza lievito servita con carni, formaggi e bergamotto.
Le feste del calendario
Nella Grecìa Salentina il calendario delle ricorrenze è fitto, e a Calimera si concentra in quattro date.
- 3 febbraio — Festa di San Biagio della Macchia.
- 1° maggio — Pellegrinaggio al santuario della Madonna di Roca.
- 20-21 giugno — Festa di San Luigi e dei Lampioni.
- 28-29 luglio — Festa di San Brizio, il patrono.
A Carpignano il 6 gennaio si celebra la Teofania nella cripta di Santa Cristina.
La musica
Le canzoni grecofone, la musica e la poesia grecaniche sono particolarmente famose in Italia e in Grecia.
A Bova Marina, a fine agosto, si tiene il festival musicale O Nòstos, manifestazione annuale di musica greco-calabra che riunisce quasi tutti i gruppi grecofoni.
Nel Salento i gruppi musicali ripropongono i brani in lingua grica. A Melpignano si svolge ogni estate la Notte della Taranta, a cui partecipano migliaia di giovani, che ballano tutta la notte sulle note della pizzica in dialetto salentino e in grico.
Le Narades di Roghudi
Fra le tradizioni ricondotte direttamente all'antichità c'è una credenza di Roghudi: la notte si chiudevano le porte per timore delle Narades, le Nereidi, da cui si riteneva infestata un'area del paese.
Domande frequenti
Chi sono i grecanici?
Le comunità italiane di lingua greca. Sopravvivono in due isole linguistiche: la Bovesia, in provincia di Reggio Calabria, e la Grecìa Salentina, in Puglia, con nove comuni ellenofoni.
Che cosa sono le Persefoni di Bova?
Figure femminili di canne, rami e prodotti della terra, portate in processione la Domenica delle Palme. Si costruiscono in due misure, madre e figlia, e il rito è ricondotto al mito di Demetra e Persefone.
Che cosa sono i Passiùna tu Christù?
Un teatro popolare in lingua grika sulla morte e resurrezione di Cristo, rappresentato nei villaggi salentini dalla settimana prima delle Palme al Giovedì Santo. Ogni paese ha la propria versione.
Che cosa si mangia nelle feste grecaniche?
A Pasqua le 'ngute, dolci con l'uovo sodo, e il formaggio musulupu, stampato in legno di gelso. Nelle feste calabresi si serve la lestopitta, focaccia senza lievito.