Festa di San Brizio a Calimera 2027 - La reliquia del 1880
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026.
La Festa di San Brizio si tiene a Calimera, piccolo comune della Grecìa Salentina in provincia di Lecce, il 29 luglio, per la Traslazione della Reliquia del santo patrono. La statua e la reliquia vengono portate a spalla per le vie del centro, e la giornata si chiude con il bacio della reliquia. La reliquia arrivò a Calimera nel 1880.
Un osso del cranio da un convento francese
Del Santo, a Calimera, si hanno due reliquie. La prima, più antica, «reca la scritta Ex ossibus S. Britii episc. Turonensis», e «non si sa da dove sia venuta». La seconda ha invece una storia documentata: era un osso del cranio, conservato nel Convento delle Carmelitane Scalze, in Francia.
Nel 1880 circa, l'arciprete di Calimera, Luigi Gabrieli, riuscì ad ottenere l'ossicino del cranio di San Brizio, che fu portato alla matrice di Calimera. Da lì viene la data della festa: la ricorrenza del 29 luglio commemora la Traslazione della Reliquia, e il momento più atteso è quando «la statua e la reliquia del Santo vengono portate a spalla per le vie del centro nel ricordo della Traslazione».
Il protettore di chi si allontana dalla retta via
San Brizio — Brizio di Tours — fu discepolo e successore di San Martino sulla cattedra vescovile di Tours, in Francia, dal 399 al 444; era «il celebre santo del mantello», quello «divenuto famoso per aver tagliato in due il suo mantello rosso per donarlo ad un mendicante».
Brizio, invece, «fin da giovane condusse una vita movimentata in cui si intrecciavano le passioni incontrollate e gli insegnamenti del suo maestro e precettore Martino»: era nato a Tours ed «era stato in gioventù un uomo ricco, dedito ai piaceri, violento e superbo». Poi cambiò: aiutato dal suo vescovo «diventò un modello di virtù», e alla morte di Martino fu chiamato a succedergli.
Da qui viene la sua specializzazione, riportata con precisione: «si avviò di malavoglia al sacerdozio, ma in esso seppe riscattare il suo passato tempestoso, ed è proprio per questo motivo che, una volta asceso agli altari, fu designato protettore degli sbandati e di chiunque si allontani dalla retta via».
Cordulo, il sogno e la barca
Come San Brizio sia arrivato a Calimera nessuno lo sa con certezza: «sull'arrivo di San Brizio a Calimera fioriscono diverse leggende». Ma il nome del protagonista è sempre lo stesso, Cordulo, e le versioni sono due.
Nella prima, un soldato romano di nome Cordulo, scampato a un naufragio dopo aver invocato l'aiuto del Santo, avrebbe donato i propri beni a Calimera in segno di gratitudine, legando per sempre il paese al suo protettore.
Nella seconda — la più raccontata — Cordulo è un calimerese che si trova a Tours e, lontano da casa da troppo tempo, è assalito da una nostalgia struggente. Entra nella chiesa dedicata a San Brizio, prega intensamente, e «nella notte gli apparve in sogno un vecchio con una lunga barba bianca» che gli promise di riportarlo a casa. Il giorno dopo, in riva al mare, trovò una barca e al timone c'era proprio il vecchio del sogno, che si rivelò essere San Brizio in persona. Il Santo lo condusse fino alle porte di Calimera, vicino a una stele che ancora oggi segna quel punto, e gli chiese di raccontare ai compaesani l'accaduto e di annunciare il suo desiderio di proteggere il paese. Cordulo mantenne la promessa, donò ogni sua ricchezza, e il Santo fu eletto patrono.
La devozione ha comunque radici verificabili: già nel Cinquecento gli era dedicata la Chiesa Parrocchiale, e dal 1600 è venerato come Santo Patrono del paese. La Chiesa Madre di oggi, dedicata a lui, è un imponente edificio a navata singola eretto nel 1689 sulle rovine di un tempio precedente a due navate, e sopra il portale «svetta la statua in pietra leccese del santo patrono».
San Brizio delle verze, San Brizio de li turdi
A Calimera il patrono si festeggia due volte l'anno, «ma con significati e riti differenti», e i due nomi popolari raccontano il calendario agricolo meglio di qualunque spiegazione.
La festa d'estate cade nel periodo del raccolto dei cavoli, tanto che nel dialetto locale è nota anche come la festa di «San Brizio delle verze». Quella d'autunno, il 13 novembre, è la memoria liturgica vera e propria, con una processione serale per le vie del paese: quella data coincide con l'arrivo dei tordi migratori, motivo per cui è conosciuta anche come «San Brizio de li turdi».
Dal 22 luglio al rientro del Santo
La celebrazione si apre il 22 luglio con la processione della statua del Santo e i fuochi d'artificio; seguono sette giorni di preghiera, la novena.
Il 28 luglio, vigilia, ci sono gli spari a festa, i riti religiosi, l'accensione delle luminarie artistiche e una processione notturna. Il 29 luglio, giorno del patrono, le Sante Messe si susseguono per tutta la giornata nella Chiesa Madre e culminano nella solenne processione con la statua e la reliquia per le vie del centro, accompagnata dai fedeli e dalle autorità civili e militari; durante il corteo si tiene anche il rito simbolico della consegna delle Chiavi della Città da parte del sindaco, a sancire la protezione di San Brizio sul popolo calimerese, e la giornata si chiude con il tradizionale bacio della reliquia. Il 30 luglio tocca alla musica popolare e alla pizzica salentina.
Il finale è quello della tradizione salentina: lo spettacolo pirotecnico che accompagna il rientro del Santo in chiesa, tradizionalmente lungo via Napoli. Ma il paese non chiude subito la parentesi: il simulacro del Santo rimane esposto per altri quindici giorni, e la festa si conclude con il Bolero, un brano musicale salentino molto conosciuto.
La festa di chi torna
Attorno ai riti c'è tutto il resto: le luminarie artistiche che addobbano il paese, i concerti bandistici in piazza, le bancarelle con prodotti locali e oggetti artigianali, la musica dal vivo in serata. A organizzare è il Comitato Feste Pro Loco Calimera, insieme alla parrocchia e all'amministrazione comunale.
C'è poi chi non abita più qui. La festa «è il simbolo dell'identità più profonda del paese, un'occasione attesa da tutti, inclusi i tanti calimeresi emigrati, che proprio in questi giorni scelgono di tornare nella terra natale per ritrovare radici, volti e tradizioni» — «tradizionale occasione di incontro con i calimeresi che vivono fuori dal proprio paese». In un comune di poco più di settemila abitanti, è la settimana in cui si contano tutti.
Come arrivare alla festa
La Festa di San Brizio a Calimera si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Sternatia, a 7,0 chilometri da qui, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Martignano aspetta un percorso di 5,3 chilometri che in 7 minuti porta a destinazione.
Da vedere qui intorno
Nello stesso mese, qui intorno, si tengono anche queste.
- Festa dei Lampioni a Calimera — giugno
- Festa di Santa Domenica a Scorrano — luglio
- Festa dei Santi Martiri di Otranto — agosto