Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Natale » Musica e canti

Natale · Musica e canti

Tu scendi dalle stelle - il canto di Sant'Alfonso

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

«Tu scendi dalle stelle» è la versione italianizzata di «Quanno nascette Ninno», il canto natalizio in lingua napoletana composto nel 1754 da sant'Alfonso Maria de' Liguori. Lo scrisse un avvocato che aveva smesso di fare l'avvocato: la svolta di vita arriva nel 1723 quando la perdita di una causa importante lo porta a lasciare i tribunali, e da lì al sacerdozio. Il canto è detto anche pastorale, per la melodia legata al suono della zampogna, e le sue strofe di sette versi tengono insieme il racconto della nascita di Gesù e la teologia; di solito se ne cantano le prime due.

Dottore a sedici anni

Alfonso de' Liguori nasce a Marianella, alle porte di Napoli, il 27 settembre 1696, e già a sedici anni diventa dottore in Diritto civile ed ecclesiastico, a vent'anni si impone come brillante avvocato.

Contro la volontà del padre diventa sacerdote, e ordinato nel 1726 visita i malati dell'ospedale degli Incurabili.

Scala, i caprai e i pastori

Nel 1730 è inviato a Scala, borgo sulla Costiera amalfitana: la vicinanza di caprai e pastori gli fa conoscere una popolazione ancora più povera.

Lì fonda la Congregazione del Santissimo Redentore. Alfonso de' Liguori è anche valente clavicembalista e compositore capace di valorizzare le melodie popolari.

Prima in napoletano

Quello che oggi si canta in italiano «altro non è che la versione italianizzata della napoletana «Quanno nascette Ninno», composta nel 1754 da sant'Alfonso Maria de' Liguori».

Fu il primo a osare l'uso del dialetto napoletano per un canto religioso.

Poi in italiano, per farsi capire fuori Napoli

Il testo fu riscritto in italiano così da essere di più facile comprensione e divulgazione.

Si tratta di uno dei classici canti di Natale della tradizione italiana, «forse uno dei primi canti che si imparano da piccoli e che rimangono nel cuore».

Dove lo scrisse: Deliceto, e la contesa con Nola

La tradizione più antica lo colloca nel convento della Consolazione di Deliceto, in provincia di Foggia, dove Alfonso fu chiamato a fondare la terza casa dei Redentoristi e rimase tre anni.

Nola se lo contende: una targa del 2010, nel centro storico, ricorda la casa di don Michele Zamparelli come luogo della composizione. Ma quella versione nasce da un libro del 1857 e si impose solo nel 1933, e il soggiorno del santo a Nola è posteriore alla stesura del canto.

La pastorale e la zampogna

È detta anche pastorale per la sua melodia legata principalmente al suono della zampogna.

Alfonso si sofferma commosso davanti al presepe e descrive nel canto un bimbo cullato dall'amore della madre, tra poveri pastori.

Teologia in musica

È un testo formato da strofe di sette versi ciascuna, scritto con parole semplici, che raccoglie insieme il racconto della storia della nascita di Gesù, pietà, tenerezza e devozione popolare al Bambino, e la teologia, che spiega come questo bambino sia nato in vista della propria morte in croce per la salvezza di tutti.

«Tu scendi dalle stelle», così descrittiva, così poetica ed emozionante, è considerata pura teologia in musica.

Quello che se ne canta

Solitamente di questo brano si cantano le prime due strofe, e nel corso degli anni ha subito diversi arrangiamenti.

L'uomo che lo scrisse aveva messo mano anche ad altri canti, fra cui «Ti voglio tanto bene» e «Corri, corri, Mamma mia». Muore a Pagani il primo agosto del 1787, ed è canonizzato da Gregorio XVI il 26 maggio 1839.

Da leggere