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I canti di Natale della tradizione orale: Quanno nascette Ninno e gli altri

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

«Quanno nascette Ninno» è il canto di Natale napoletano da cui deriva «Tu scendi dalle stelle», ed è nato per essere suonato dagli zampognari che scendevano dai monti. Su quando e dove sia nato si discute da duecento anni, e c'è chi contesta che il testo sia di sant'Alfonso.

La melodia, però, è arrivata fino a Händel.

Che cos'è

Un canto natalizio in lingua napoletana, attribuito a sant'Alfonso Maria de' Liguori (1696-1787), chiamato anche Pastorale o Canzone d'e Zampognari.

È scritto in 6/8, con ritmo prevalentemente trocaico, e si compone di strofe di sette versi ciascuna, alcune irregolari; il poema originale conta 24 versi. Il titolo originario era «Per la nascita di Gesù», e con quel nome fu ripubblicato nel 1816.

Il canto è stato trascritto da Oreste Gregorio nel Canzoniere Alfonsiano, studio critico del 1933.

Il dibattito su quando e dove

È aperto da due secoli, e le spiegazioni proposte sono almeno quattro.

Una tesi va oltre e mette in dubbio la paternità stessa: nel 1779 il sacerdote Mattia del Piano avrebbe pubblicato il brano, e secondo questa lettura solo la musica sarebbe attribuibile a sant'Alfonso.

Il dialetto napoletano fu scelto per farsi capire dai fedeli.

Il rapporto con «Tu scendi dalle stelle»

Il canto napoletano viene prima: «Tu scendi dalle stelle» ne è una rivisitazione successiva, in italiano.

Si tratta di due canzoni diverse sulla stessa melodia, entrambe attribuite a sant'Alfonso. La più nota è quella in italiano, ma l'originale è l'altra.

Che cosa racconta il testo

È un Natale in cui tutta la natura reagisce, e le immagini sono concrete.

La notte di Betlemme «pareva miezo juorno»; le stelle sono «lustre e belle», e la più lucente va a chiamare i Magi in Oriente. Gli uccelli si svegliano «de pressa» e cantano «de na forma tutta nova», e perfino i grilli saltano «co li strille».

Il rigore invernale produce «migliaia di rose e fiori»; il fieno secco sotto il Bambino rinverdisce e si veste di fronde e fiori; nel paese chiamato Ngadde spuntano vigne e uva. Il coro proclama la nascita di Dio creatore.

Il canto degli zampognari

Il brano nasce dentro una pratica precisa: era suonato dai pastori-zampognari durante la stagione invernale.

Scendevano dalle colline attorno a Napoli — e, secondo un'altra descrizione, dai monti d'Abruzzo e dalle montagne calabresi — e si riversavano nelle strade della città, andando di casa in casa a suonare e cantare davanti all'immagine del Santo Bambino, durante la novena. L'esecuzione comincia all'inizio dell'Avvento, accompagnata dal suono delle rustiche cornamuse.

Nel repertorio degli zampognari «Quanno nascette Ninno» non è un pezzo unico ma un insieme di componimenti.

Dove è arrivato

La melodia ha viaggiato più del testo.

Georg Friedrich Händel la usò nella Pastoral Symphony del Messiah. Nel 1904 il canto fu incluso in Songs of Italy, volume curato da Eduardo Marzo e pubblicato a New York da G. Schirmer, dove è definito traditional Neapolitan carol.

Negli anni Settanta il brano è stato riscoperto e rilanciato dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare; Roberto De Simone e Peppe Barra lo hanno inserito nelle loro rivisitazioni della Cantata dei pastori.

Domande frequenti

Che cos'è «Quanno nascette Ninno»?

Un canto di Natale in napoletano attribuito a sant'Alfonso Maria de' Liguori, chiamato anche Pastorale o Canzone degli Zampognari: da lì deriva «Tu scendi dalle stelle».

Quando è stato scritto?

Fra il 1744 e il 1747, al convento di Deliceto.

Che c'entrano gli zampognari?

Era il loro canto: i pastori scendevano dai monti verso Napoli e lo suonavano di casa in casa durante la novena, accompagnandosi con le cornamuse.

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