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Natale · Musica e canti

Canti di Natale - i più antichi e la loro storia

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

I canti di Natale accompagnano la festa fin dal IV secolo: il più antico giunto fino a oggi è l'inno latino «Jesus refulsit omnium», attribuito a sant'Ilario di Poitiers. I due più eseguiti nel mondo hanno storie opposte: dell'«Adeste fideles» non si conosce l'autore ma solo il copista, Sir John Francis Wade, che lo trascrisse nel 1743-1744 a Douai; «Stille Nacht, heilige Nacht» fu composta nel 1818 a Oberndorf bei Salzburg da Franz Xaver Gruber su testo di Joseph Mohr, con accompagnamento di chitarra, e oggi è tradotta in circa 300 lingue e patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO.

La chitarra di Oberndorf

La vigilia di Natale del 1818 Mohr portò le parole a Gruber e gli chiese di comporre una melodia e un accompagnamento per chitarra per la messa di quella notte, dopo che l'esondazione del fiume aveva probabilmente danneggiato l'organo della chiesa.

Il più antico è latino e ha sedici secoli

Tra i più antichi canti natalizi giunti fino a oggi si annovera l'inno latino Jesus refulsit omnium, composto nel IV secolo e attribuito a Sant'Ilario di Poitiers, considerato una delle prime testimonianze di canto legato alla celebrazione della Natività.

Nel racconto della Natività Maria pose il neonato in una mangiatoia, tra i canti degli angeli e sotto il bagliore di una stella che cominciò a illuminare il cielo notturno.

Un canto che è un calendario

Alla fine della processione il canto della Kalenda è un altro importante momento tipico del simbolismo della Messa di mezzanotte, e il martirologio romano ne prevede l'esecuzione alla vigilia, «alla conclusione delle Lodi o di un'ora minore della Liturgia delle Ore».

Il testo comincia così: «Venticinque dicembre, luna quindicesima. Trascorsi molti secoli dalla creazione del mondo, quando in principio Dio aveva creato il cielo e la terra…». Il testo della Kalenda serve a circostanziare l'evento della nascita di Cristo rendendolo parte della storia dell'umanità e allo stesso tempo evento concreto e storicamente verificabile.

Il canto di cui non si conosce l'autore

L'Adeste fideles è un canto natalizio sulla cui paternità non esistono prove sufficienti perché sia attribuita a un nome preciso.

L'unica certezza che emerge dalla documentazione esistente è il nome di colui che trascrisse materialmente il testo e la melodia, Sir John Francis Wade, che «lo avrebbe trascritto da un tema popolare irlandese nel 1743-1744 per l'uso di un coro cattolico, a Douai, cittadina nel nord della Francia».

Otto strofe e tre autori

Il testo del canto è costituito da otto strofe, di cui solo la I, la V, la VI e la VII furono trascritte da Wade: le strofe II, III e IV vennero composte da Étienne-Jean-François Borderies nel 1794, e l'VIII da un anonimo.

La versione O Come All Ye Faithful fu scritta nel 1841 o 1852 da Frederick Oakeley.

Nella messa della notte l'ultimo momento è l'invito a rivolgere l'attenzione al presepe o al Bambino Gesù accompagnato da canti come l'Adeste fideles, che fa sperimentare «l'immagine di un Dio che si fa uomo tra gli uomini».

Oberndorf, 1818

Stille Nacht, heilige Nacht fu composta nel 1818 da Franz Xaver Gruber su testo di Joseph Mohr, a Oberndorf bei Salzburg, in Austria, e fu eseguita per la prima volta la vigilia di Natale di quell'anno, alla Nikolauskirche, la chiesa parrocchiale del paese.

Mohr era un giovane prete cattolico, Gruber maestro di scuola e organista nel vicino villaggio di Arnsdorf.

Il canto è stato tradotto in circa 300 lingue, ed è stato dichiarato patrimonio culturale immateriale dall'UNESCO nel 2011.

I canti che escono di casa

Alcuni organizzano canti itineranti e visitano i vicini di casa intonando canzoni natalizie, e nel mondo anglosassone queste canzoni vengono chiamate carols.

In Polonia, la sera della vigilia, dopo lo scambio dei doni, arriva il canto delle canzoni natalizie, i koledy, una tradizione molto ricca in Polonia.

In Svezia, la mattina presto del 25, in chiesa, si celebra la Julotta, con tanti canti tradizionali e la funzione religiosa.

Gli zampognari del Gargano allietano con le melodie natalizie il centro storico.

Dove il canto sta dentro la messa

L'Introito è il canto d'ingresso che apre la Messa di Mezzanotte, e questa preghiera introduce i fedeli nel mistero del Natale spesso iniziando con le parole «Dominus dixit ad me», il Signore mi ha detto.

Ai Vespri segue l'esposizione del Santissimo Sacramento con il canto del Te Deum di ringraziamento, e la celebrazione si chiude al canto di un'antifona mariana. All'Epifania, subito dopo il Vangelo, si canta il solenne Annuncio della Pasqua, cantato dal diacono.

Durante l'Avvento si organizzano i canti dell'avvento, la distribuzione ai bambini di piccoli doni e di dolci natalizi.

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