Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Natale » Presepi

Natale · Presepi

Presepi Artistici e Tradizionali a Sutrio 2026 - Trent'anni di lavoro per il presepe di Teno, e una culla ricavata da una radice di Vaia

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Questo articolo racconta la storia della festa. Per le date di quest'anno, il programma e gli orari, visita il sito ufficiale.

I Presepi Artistici e Tradizionali animano Sutrio, in Carnia, provincia di Udine, tra dicembre e gennaio. Oltre cento presepi, di legno e di altri materiali di recupero, si vedono nei cortili, sotto i portici e lungo le stradine lastricate di pietra del paese. Due meritano di essere raccontati per primi: uno costruito da un uomo solo in trent'anni, l'altro esposto in piazza San Pietro a Roma, con la culla del bambino scolpita nella radice di un albero sradicato dalla tempesta Vaia.

Il presepe di Teno

Il cuore della manifestazione è il Presepe di Teno, «frutto di 30 anni di passione, dedizione, creatività e artigianalità», realizzato interamente da Gaudenzio Straulino, detto «Teno», artigiano di Sutrio mancato nel 1988. Un dettaglio dice tutto: il presepe vide Teno impegnato fino all'ultimo giorno della sua vita.

Non è un presepe nel senso consueto. Riproduce in miniatura gli usi e i costumi tradizionali del paese, e li anima con una serie di perfetti ingranaggi meccanici: il giorno si alterna alla notte, le figure si muovono, l'acqua scorre nei ruscelli. Quello che ne esce è, scrivono, uno straordinario spaccato etnografico sulla vita e sui lavori della montagna carnica — un piccolo museo che racconta la Sutrio di un tempo.

Le scene sono decine, realizzate con minuzia filologica: le architetture, gli opifici, le botteghe artigiane, le osterie; e poi i canti serali, le campane che scandiscono il tempo, la fienagione sullo Zoncolan e il trasporto del fieno a valle su gerle e slitte, le donne che filano e tessono, il lavoro al mulino e quello alla segheria, il trasporto del corredo della sposa nella nuova casa, e il carro dei coscritti addobbato. Il presepe è esposto in mostra permanente nella casa natia di Teno.

Quello che è stato in piazza San Pietro

L'altro pezzo grosso è il presepe che nel Natale 2022 fu esposto in Piazza San Pietro a Roma. Era stato realizzato a Sutrio, e a Sutrio è tornato: ora si vede nella piazzetta sotto il Municipio.

È fatto di 18 statue a grandezza naturale in legno di cedro, disposte su 116 metri quadrati e illuminate da 50 punti luce. A fare da cornice c'è la grotta, anch'essa in legno, con una cupola alta 5,65 metri su 41 metri quadrati; sopra la Natività, a circa sette metri d'altezza, sta l'Angelo. A intagliarlo sono stati undici scultori del legno che operano in Friuli Venezia Giulia, al lavoro per due anni; fra loro un frate cappuccino e un artista ucraino, in Italia dal 1999.

Accanto alla Sacra Famiglia — la Madonna in ginocchio con le braccia allargate, San Giuseppe che regge la piccola lanterna, simbolo di luce e speranza — ci sono le figure del territorio. Il falegname, riferimento ai tanti artigiani che nelle Alpi Carniche hanno fatto del legno la loro vocazione. La tessitrice, che richiama il lavoro femminile di molte donne della Carnia. E il cramâr, l'antico ambulante che, partendo a piedi dal suo paese e portando sulle spalle una cassettiera di legno, andava di villaggio in villaggio a vendere i prodotti artigianali della sua comunità. C'è poi la famiglia: tre figure in piedi — una donna, un uomo, un bambino — unite in un abbraccio davanti alla grotta.

Nessun albero è stato abbattuto

Il modo in cui è stato fatto conta quanto il risultato. Nessun albero è stato abbattuto per fornire la materia prima: la struttura è in 24 metri cubi di legno di larice certificato del Friuli Venezia Giulia, mentre il cedro delle 18 statue viene dalle risorse dei vivaisti attivi nei giardini pubblici o privati del comprensorio — un'essenza piantumata più di cent'anni fa.

La culla è interamente di recupero: la struttura portante è fatta di vecchie travi di stalla, e il vortice che abbraccia il bambino è composto da rami e radici abbandonati all'indomani di Vaia, raccolti nei comuni di Sutrio e Paluzza. A scolpirla, nella radice di uno degli alberi sradicati dalla tempesta, sono stati Stefano Comelli e l'artista Martha Muser. Lo stesso principio torna nei presepi dei privati: in un'annata, una famiglia ha allestito il proprio cortile usando anche tronchi intaccati dal Bostrico, «il terribile animaletto che sta mettendo nuovamente a dura prova i nostri amati boschi».

Cento presepi nei cortili, e uno in un guscio di noce

Il resto della rassegna è diffuso. I presepi — prevalentemente di legno, ma anche di altri materiali naturali e di recupero, e alcuni provenienti dall'Italia e dall'estero — sono collocati all'aperto nei cortili, sotto i portici delle case del centro storico, nelle piazzette e lungo le stradine lastricate di pietra. Ce ne sono di tanto minuscoli da stare in un guscio di noce, e altri con grandi statue intagliate.

A farli non sono soltanto artigiani e artisti: sono anche gli abitanti di Sutrio, che li espongono fuori casa, sui davanzali delle finestre e nelle nicchie dei muri. Il paese si veste di grandi alberi di Natale in legno da riciclo creati dagli artigiani del posto, di luci e di corone. Le tappe sono più di venti, distribuite fra Sutrio, Priola e Noiaris.

Di sera cambia tutto: le facciate degli edifici diventano quinte luminose grazie a uno spettacolo di videomapping che dà vita ai presepi degli anni passati, proiettando immagini che scorrono sui muri delle case come un album di famiglia.

Il 26 dicembre e il 5 gennaio

Due appuntamenti hanno una data fissa. Il 26 dicembre è il giorno della Festa dei coscritti: il clou è la sfilata pomeridiana, aperta dal carro dei diciottenni festeggiati e seguita dalle classi più anziane. Ogni annata ha la sua bandiera, e le più antiche risalgono agli inizi del Novecento; l'amministrazione consegna ai neo-diciottenni la Costituzione italiana in versione bilingue italiano/friulano.

Il 5 gennaio — in altre annate il 7 — è la volta del Presepe Vivente, con teatranti e comparse locali che mettono in scena la natività e l'arrivo dei Re Magi, a cura del gruppo teatrale del paese e di un coro locale, con la partecipazione della comunità e dei paesi limitrofi.

Il legno come identità

Lungo le vie si aprono le botteghe che coinvolgono artigiane e artigiani locali: dal legno al ricamo, fino alle ceramiche che riprendono i disegni tradizionali carnici. Per tutte le giornate ci sono laboratori manuali e artistici per adulti e bambini — dal creare una lanterna al preparare la cioccolata calda, dalla letterina per Babbo Natale alle candele personalizzate. Le zampogne della tradizione animano La Via del Natale con melodie itineranti, e c'è anche un Percorso dei Presepi Digitali. Da mangiare: biscotti, frittelle e il frico, il tortino tipico di formaggio e patate.

Tutto questo ha anche una cornice dichiarata: la rassegna rientra nel bando «Il Bosco nel Borgo – Il Borgo nel Bosco», progetto di rigenerazione culturale e sociale promosso dai comuni di Sutrio e Paluzza, che racconta il valore del legno come materia, memoria e identità. Che è poi la cosa che tiene insieme un presepe costruito in trent'anni, uno arrivato dal Vaticano e cento allestiti sui davanzali.

Come arrivare alla festa

Raggiungere i Presepi Artistici e Tradizionali a Sutrio richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Carnia, a 28 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Tolmezzo (Zona Ind.le), e il tragitto è di 19 chilometri per 20 minuti di guida.

Che altro succede in provincia di Udine

Altre feste di dicembre nella stessa zona.

Da leggere