Cosa significano i personaggi del presepe: da Benino che dorme ai Magi in viaggio
Nel presepe napoletano ogni figura ha un significato, e la prima è un pastore che dorme. Si chiama Benino, sta nel punto più alto della scena, e la tradizione dice che sogna il presepe stesso: se lo si svegliasse, tutto svanirebbe.
Le lavandaie, invece, sono levatrici.
Benino, il pastore che sogna
È la figura più discussa del presepe napoletano. Benino dorme a ridosso di una grotta o adagiato su un pagliaio, e in alcune tradizioni si addormenta la notte di Natale dopo essersi abbandonato ai piaceri del vino.
Il suo sonno è letto in molti modi: metafora di giovinezza e innocenza, purificazione e rinascita spirituale, ma anche umanità addormentata e indifferente, o umanità che si prepara alla rivelazione divina. Le letture lo collegano alla frase evangelica sugli angeli che annunciano ai pastori dormienti.
Il punto su cui tutte le versioni concordano è la regola: Benino non va svegliato, perché sogna la scena in cui si trova — il presepe, la stella cometa, la nascita del Bambino — e il suo risveglio farebbe svanire tutto.
Per questo si colloca in alto e lontano dalla mangiatoia, all'inizio del percorso presepiale: mostra «che esiste l'alto dell'uomo».
Attorno a lui ruotano altri dettagli simbolici: le dodici pecore dei dodici mesi, e la coppia con Armenzio, che può rappresentare l'anno vecchio e l'anno nuovo. Nella lettura di Roberto De Simone il presepe è un viaggio interiore, una discesa verso significati arcani; Claudio Canzanella ne dà invece una lettura positiva e rigenerativa.
In Sicilia lo stesso personaggio esiste con un altro nome: Susi Paturi, dal verbo siciliano che significa svegliarsi.
I Re Magi
Sono tre per tradizione e per numero dei doni: oro, incenso e mirra. Vengono da Oriente e sono letti come sapienti, saggi e astrologi.
Il loro significato nel presepe è duplice. Sul piano religioso sono «i primi non ebrei»: la loro presenza dice che il Bambino è per tutti i popoli.
Sul piano simbolico rappresentano il viaggio dell'astro, che comincia il cammino a Oriente, punto di partenza del sole, e giunge al cospetto di Cristo dopo la notte. Sono associati alle tre fasi del giorno — mattina, mezzogiorno e sera — e i tre doni alle tre aree geografiche del mondo conosciuto.
Il dettaglio che rende visibile tutto questo sono i cavalli, di tre colori diversi:
- bianco, come il sole nascente;
- sauro rossiccio, come il sole al tramonto;
- nero, come la notte.
Una tradizione aggiunge al corteo una figura femminile, chiamata la Re Màgia.
Le lavandaie
Non sono una scena di vita quotidiana: le lavandaie rappresentano le levatrici che assistono la Vergine.
I panni candidi che stendono simboleggiano la verginità di Maria: è il motivo per cui devono essere bianchi.
I venditori di cibo
Sono sempre dodici, e alludono ai dodici mesi dell'anno. Il presepe napoletano, in questo, funziona come un calendario.
Il pozzo
È l'elemento che porta nel presepe la parte oscura.
Il pozzo viene interpretato come collegamento con le acque sotterranee, e nella notte di Natale da lì potrebbero uscire gli spiriti maligni.
È coerente con una lettura che alcuni danno dell'intera scena: il presepe napoletano come luogo in cui il Male si scatena prima del Bene.
Domande frequenti
Chi è Benino nel presepe?
Il pastore addormentato che, secondo la tradizione napoletana, sogna il presepe stesso: svegliarlo lo farebbe svanire. Si colloca nel punto più alto della scena.
Perché i Re Magi sono tre?
Per tradizione e per il numero dei doni — oro, incenso e mirra. Simboleggiano anche le tre fasi del giorno e le tre aree del mondo conosciuto.
Che cosa significano le lavandaie?
Sono le levatrici che aiutano la Vergine, e i panni bianchi che stendono stanno per la sua verginità.
E il pozzo?
È il collegamento con le acque sotterranee: nella notte di Natale, secondo la tradizione, da lì possono uscire gli spiriti maligni.