Come si organizza un presepe vivente: figuranti, botteghe, mestieri
Per organizzare un presepe vivente servono tre cose: un numero di figuranti fra i cinquanta e i duecentocinquanta, una serie di postazioni fisse lungo un percorso — da quindici a cinquanta — e i mestieri di una volta rifatti con attrezzi veri. Il resto lo dà il paese.
Nessuna di queste tre cose si compra.
Quanti figuranti
Il numero dipende dalla dimensione del borgo, e la forbice è ampia:
- una cinquantina a Camaiore;
- oltre ottanta a Camporeale e a Roccapalumba;
- un centinaio a Cerreto di Spoleto, a Pietravairano e a Segno;
- duecento a Calatafimi-Segesta;
- circa duecentocinquanta a Modena e a Fanano.
I figuranti sono gli abitanti: a Ruota il presepe è realizzato dagli abitanti stessi e coinvolge l'intero paese; a Pietravairano sono almeno un centinaio di residenti; a Calatafimi-Segesta partecipano i cittadini che indossano gli abiti di un tempo.
Quante postazioni
La seconda misura è il percorso, diviso in tappe. Quindici postazioni a Camaiore, ventitré a Segno, quaranta a Calatafimi-Segesta, e a Modena si arriva a una cinquantina di quadri.
Le tappe si distribuiscono nei luoghi che il borgo ha già: a Cerreto di Spoleto il percorso attraversa tutto il centro storico, toccando piazza Pontano, l'ex chiesa di San Nicola e il museo «Il Ciarlatano», dove viene allestita la natività.
I mestieri
È la parte che dà il nome alla manifestazione, e l'elenco di ciò che si vede è lungo: fabbro, falegname, calzolaio, sarta, norcino, arrotino, maniscalco, casaro, bottaio, scalpellino, vasaio, liutaio, ceramista, impagliatore di sedie, canestraio, pescatore, fornaio, oste, fruttivendolo, ricamatrice, lavandaia, scrivano.
Accanto ai mestieri ci sono le lavorazioni: panificazione, lavorazione del ferro, filatura della lana e tessitura a Custonaci, insieme alla produzione di formaggi; a Ruota i laboratori ricostruiti sono quelli della tessitura di castagno, salice e vimini, con la produzione di corbelli, ceste e canestri, e vi si rifanno frantoio, metato e mulino.
A Fanano compaiono anche uomini con i tabarri e donne con i fazzoletti, e agricoltori battitori di grano.
Il punto è che i mestieri non si mimano: si usano strumenti e attrezzi d'epoca, e gli artigiani lavorano davvero i materiali che hanno a disposizione.
Dove si mette la scena
Il presepe vivente non costruisce una scenografia: occupa quello che c'è.
- Le case e le cantine. A Pietravairano strade, cantine e palazzi diventano botteghe, carceri, abitazioni e taberne; a Fanano si aprono i palazzi antichi e le cantine riprendono vita.
- Le grotte. A Roccapalumba la scena è nelle grotte naturali sotto la Rocca, e le abitazioni antiche diventano locande, taverne, botteghe di fabbro e falegname, botteghe del pane e della pasta, ovili.
- La campagna. A Terme Vigliatore il presepe è dentro un uliveto in lieve pendio, con casette di legno per le botteghe e la stalla.
- Il centro storico. A Ragusa i visitatori attraversano botteghe animate, animali e vecchie osterie.
I dettagli che cambiano la serata
Tre accorgimenti ricorrono nei presepi meglio riusciti:
- L'illuminazione. A Segno si rinuncia alla luce elettrica: fiaccole, torce e lumi.
- La moneta. Sempre a Segno, nei punti di ristoro si paga con la palanca, l'antica valuta locale.
- L'interazione. A Roccapalumba i figuranti interagiscono con i visitatori invece di restare in posa; a Fanano alcuni ripetono il lavoro dei nonni, imparato da bambini, e la manifestazione diventa un modo didattico per capire com'era la vita di una volta.
Ogni quanto si fa
Non tutti i presepi viventi sono annuali. A Fanano si organizza ogni due anni dal 2010; a Pietravairano la manifestazione è nata nel 2003; a Calatafimi-Segesta va in scena nel quartiere Ficareddi.
Le date si concentrano fra il 26 dicembre e il 6 gennaio, con orari serali — a Cerreto di Spoleto, per esempio, dalle 17 alle 19.30.
Curiosità in pillole
A Calatafimi-Segesta, dentro la Grotta, la Sacra Famiglia con il bue e l'asinello è accompagnata da bambini, pastori e angeli: le uniche figure del presepe che non hanno un mestiere da mostrare.
Domande frequenti
Quanti figuranti servono per un presepe vivente?
Da una cinquantina nei borghi piccoli a circa duecentocinquanta nei paesi che coinvolgono tutta la popolazione, come Modena e Fanano.
Quali mestieri si rappresentano?
Fabbro, falegname, calzolaio, sarta, norcino, arrotino, maniscalco, casaro, bottaio, scalpellino, vasaio, liutaio, ceramista, impagliatore, canestraio, pescatore, fornaio, oste, ricamatrice, lavandaia e scrivano, con strumenti e attrezzi d'epoca.
Dove si allestisce?
Nei luoghi che il paese ha già: centri storici, cantine e palazzi antichi, grotte naturali, uliveti. Le botteghe si ricavano nelle abitazioni, non si costruiscono da zero.
Quando si tiene?
Di solito fra il 26 dicembre e il 6 gennaio, in orario serale. Alcuni paesi lo organizzano ogni due anni invece che ogni anno.