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Natale · Presepi

Chi ha inventato il presepe: san Francesco a Greccio, Natale 1223

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il primo presepe della storia fu allestito da san Francesco a Greccio, nella notte di Natale del 1223. Non c'erano statue: c'erano una mangiatoia, il fieno, un bue e un asino, e tutto il paese venuto a vedere. Il racconto arriva da Tommaso da Celano.

Francesco tornava da Roma.

Il contesto

Greccio è un paese di montagna in provincia di Rieti, a 705 metri di quota e circa cinquanta miglia a nord di Roma.

Francesco vi arrivò sulla via del ritorno da Roma, dopo aver ottenuto da papa Onorio III la conferma della Regola, il 29 novembre di quell'anno.

Come nacque l'idea

Circa due settimane prima di Natale, Francesco chiamò un uomo del posto, Giovanni Velita, signore di Greccio, e gli chiese di aiutarlo.

Il motivo che ne diede è documentato: voleva rappresentare il Bambino nato a Betlemme e «vedere con gli occhi del corpo» i suoi disagi, rendendo tangibili le sofferenze della Natività.

Che cosa fu allestito

La scena fu preparata in una grotta, su un costone roccioso vicino al paese, con la greppia posta ai piedi dell'altare.

Gli elementi sono quattro, sempre gli stessi: la mangiatoia, il fieno, il bue e l'asinello. Francesco portò con sé gli animali; furono coinvolti anche i pastori con le loro pecore.

La scena descritta è la mangiatoia con gli animali; in una versione alcuni abitanti recitavano i ruoli di Maria e Giuseppe e il Bambino era rappresentato da una bambola di pezza. Una terza parla di sei quadri viventi.

La notte

L'evento è collocato nella notte di Natale del 1223, e più precisamente nella notte del 24 dicembre, con la celebrazione dell'Eucaristia.

Vi arrivarono uomini e donne dai casolari della zona, insieme ai frati: la scena avvenne davanti all'intera comunità locale. Il presepe fu poi visitato dagli abitanti del villaggio il 25 dicembre.

Secondo le agiografie, durante la Messa apparve nella culla un bambino in carne e ossa.

Chi lo racconta

La fonte antica è Tommaso da Celano, biografo di Francesco, che racconta l'origine del presepe vivente a Greccio.

C'è poi una fonte figurativa altrettanto nota: il presepe di Greccio è la tredicesima delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco, attribuito a Giotto e dipinto verosimilmente fra il 1295 e il 1299. L'opera misura 230 × 270 cm.

Che cosa è rimasto

Da quell'episodio ebbe origine la tradizione del presepe, che continua ancora oggi nelle case e nelle comunità, e che nel XVIII secolo sarebbe diventata arte a Napoli.

A Greccio la memoria è tornata a essere un fatto pubblico: dal 1972 la Proloco allestisce ogni Natale la Rievocazione Storica del Presepe di Greccio, un presepe vivente che ricorda la notte del 1223.

Il presepe viene descritto come simbolo di pace, umiltà, semplicità e comunione: le stesse ragioni per cui Francesco scelse un paese povero di montagna invece di una città.

Curiosità in pillole

Domande frequenti

Chi ha inventato il presepe?

San Francesco d'Assisi, a Greccio, nella notte di Natale del 1223, con l'aiuto di Giovanni Velita, signore del paese.

Che cosa c'era nel primo presepe?

Una mangiatoia con fieno, un bue e un asinello, in una grotta, con la greppia ai piedi dell'altare. In alcuni allestimenti si aggiungono figuranti nei ruoli di Maria e Giuseppe e una bambola di pezza.

Si può vedere ancora oggi?

Dal 1972 a Greccio si tiene ogni Natale la Rievocazione Storica del Presepe, un presepe vivente che ricostruisce quella notte.

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