Il presepe napoletano: da San Gaetano da Thiene alla corte dei Borbone
Il presepe napoletano nasce due volte: nel Cinquecento con san Gaetano da Thiene, che lo porta nelle chiese e nelle case, e nel Settecento alla corte di Carlo di Borbone, che ne fa un'arte regolata. È allora che la Natività finisce in mezzo a taverne, botteghe e mercati.
La regina cuciva gli abiti dei pastori.
San Gaetano da Thiene
Nato a Vicenza nell'ottobre 1480 e morto a Napoli il 7 agosto 1547, fu il fondatore dei Chierici Regolari Teatini ed è considerato l'inventore del presepe popolare napoletano.
A lui si deve l'avvio della tradizione di allestire il presepe nelle chiese e nelle case private. A Napoli costruì un presepe molto apprezzato nell'Ospedale degli Incurabili, nell'oratorio di Santa Maria della Stelletta, e gli è attribuito anche il primo presepe vivente di cui si abbia testimonianza in città.
Arrivò a Napoli nel 1543.
Fu la sua abilità ad accrescere la popolarità del presepio — e a farlo affollare di umanità, che è il tratto che il presepe napoletano non perderà più.
Dalle statue alle statuine
La forma cambia presto, e il cambiamento è tecnico prima che artistico.
Le prime rappresentazioni erano con statue a grandezza naturale. Poi le statuine furono sostituite da manichini snodabili di legno rivestiti di stoffe e abiti, di piccole dimensioni, vestiti secondo la foggia del tempo.
La statuina napoletana classica è ancora così: manichino di fil di ferro e stoppa, testa e arti in terracotta, occhi di vetro, abiti di tessuto vero.
La corte di Carlo di Borbone
Carlo di Borbone arrivò a Napoli nel 1734 e conosceva già la tradizione locale: aveva visto la collezione di pastori di Filippo V, re di Spagna, che ogni anno allestiva un grande presepe nella residenza del Buen Retiro a Madrid.
Con lui il presepe smette di essere episodico e diventa un rito regolato da principi precisi: è Carlo ad avviare l'arte dei Maestri presepiali, e a volere che i pastori rappresentassero la vita quotidiana e le classi sociali del regno.
Il progetto fu sostenuto dalla moglie, Maria Amalia di Sassonia, che con le dame di corte cuciva e ricamava gli abiti delle figure.
Dalla corte la moda passò alla nobiltà, e il presepe divenne un diletto della corte borbonica nella seconda metà del Settecento.
Chi abita il presepe napoletano
È il punto in cui questo presepe si distingue da tutti gli altri: la Natività sta in mezzo alla vita quotidiana.
Vi si incontrano mercanti, acquaioli, calzolai, fabbri, sarti, maniscalchi e ambasciatori; e ancora principi orientali, nobili napoletani, pastori, pescatori, tavernieri, lavandaie e mendicanti, oltre al pastorello, allo zampognaro e agli animali.
Attorno si costruisce un'intera città: taverne, botteghe, mercati, vicoli, strade e grida dai balconi. È una trasposizione plastica del centro di Napoli, ambientata nella Napoli del Settecento, e conta decine di personaggi.
In napoletano si chiama 'o presebbio.
Le residenze e i numeri
I Borbone continuarono ad allestire scenografie per la Natività in molte residenze, fra cui Portici e Palermo. Ferdinando II fece trasportare il presepe di casa reale da Caserta a Napoli nel 1840.
Dopo l'età napoleonica e il breve regno di Francesco I, la Reggia di Caserta divenne il sito principale, con il più grande presepe di famiglia: ancora oggi ne resta la monumentalità, con 1.200 figurine. La sala che lo ospitava era destinata ai divertimenti della corte.
Il presepe e gli scavi
C'è un legame meno noto fra il presepe di corte e l'archeologia: i primi scavi di Ercolano e Pompei, promossi nel Settecento, influenzarono i presepi di corte e nobiliari.
L'Associazione Presepistica Napoletana ha dedicato un allestimento proprio a Carlo III di Borbone e a quei primi ritrovamenti.
Domande frequenti
Chi ha portato il presepe a Napoli?
San Gaetano da Thiene, a metà del XVI secolo, che avviò la tradizione nelle chiese e nelle case private. Le date oscillano fra il 1532 e il 1543.
Perché il presepe napoletano è ambientato nel Settecento?
Perché prende forma alla corte di Carlo di Borbone, che volle pastori raffiguranti la vita quotidiana e le classi sociali del regno.
Come sono fatte le statuine?
Manichino di fil di ferro e stoppa, testa e arti in terracotta, occhi di vetro e abiti di tessuto vero.