Di che cosa è fatto un presepe: sughero, terracotta, cartapesta, stoffa
Il materiale di un presepe cambia con la geografia: in Sicilia si usa soprattutto la terracotta, in Puglia la cartapesta, in Sardegna il sughero, al Nord la carta o il gesso. A Napoli convivono tutti, in parti diverse della stessa statuina.
La scenografia e le figure, però, non sono mai fatte della stessa cosa.
| Materiale | Dove si usa | Che parte fa |
|---|---|---|
| Sughero | Sardegna, e ovunque per la scenografia napoletana | la base, le rocce, lo «scoglio» |
| Terracotta | Sicilia, Napoli, Salento | le statuine intere, oppure testa, mani e piedi |
| Cartapesta | Puglia e Salento, Napoli dal Seicento | il corpo delle figure e parti della scenografia |
| Stoffa | Napoli e Salento | gli abiti, cuciti su un'anima di fil di ferro |
| Legno | montagna, e la struttura portante ovunque | assi della base e figure intagliate |
Il sughero
Il sughero fa il paesaggio. Nel presepe napoletano la base è in legno ricoperto di sughero, e la struttura ha un nome preciso: lo scoglio, fatto di sughero, legno e cartapesta.
Il sughero non si applica grezzo: si stucca con polvere di sughero, vinavil e carta, e nella scenografia si accompagna a gesso e stucco. Nel presepe cortese di Teramo, per esempio, convivono legno, corteccia di sughero, cartapesta, stucco e gesso.
In Sardegna il sughero non fa solo il paesaggio: ci si fanno i presepi interi.
La terracotta
È il materiale delle figure, e la regola napoletana dipende dalla misura:
- le statuine sotto i 15 centimetri sono interamente in terracotta;
- quelle fra i 18 e i 40 centimetri hanno solo testa, mani e piedi in terracotta.
Nel presepe napoletano popolare i pastori sono completamente in terracotta, alti una decina di centimetri, ottenuti con lo stampo e poi rifiniti e dipinti a mano. Nel presepe settecentesco il volto è in terracotta e gli occhi sono di vetro.
A Napoli la produzione si concentra lungo via San Gregorio Armeno. Prima del Seicento, in città, le statuine erano soprattutto in legno e terracotta.
La cartapesta
La cartapesta entra fra il Quattrocento e il Cinquecento perché è più leggera ed economica, e nel Seicento i napoletani cominciano a produrre statue in cartapesta su larga scala: un documento del 1645 attesta pastori in cartapesta rivestiti di stoffa.
Il vantaggio era la libertà: si aggiunge e si modifica con facilità. Entro il Settecento le figure in cartapesta riempivano chiese, edifici civici e case dell'Italia meridionale, animali e personaggi di lavoro compresi.
La scuola più nota è quella leccese, tradizione salentina che risale al Settecento e che fu inaugurata da Pietro Surgente, detto Mesciu Pietru de li Cristi. Il procedimento:
1. il corpo si modella con paglia e spago su un'anima di filo di ferro; 2. si aggiungono testa, mani e piedi in terracotta; 3. le vesti si fanno con fogli di carta pesante imbevuti di colla di farina; 4. l'ultima fase prima della colorazione si chiama focheggiatura.
La stoffa e il fil di ferro
L'ultimo materiale è quello che rende le figure vive. Le statuine napoletane più grandi hanno un'anima di fil di ferro rivestita di stoppa, che le rende mobili: si possono mettere in posa.
Sopra ci vanno abiti veri, cuciti con stoffe diverse a seconda del personaggio — e nei presepi di pregio con seta e pelle reali.
Quando il materiale è quello che c'è
Fuori dalle scuole storiche, il presepe si fa con quello che il posto offre:
- in montagna, legno e pietra;
- a Olmedo, in Sardegna, con la pasta di pane;
- a Jesolo, presepi di ghiaccio; a Lignano Sabbiadoro, di sabbia;
- in casa, cartone per la base e le casette, tappi di sughero per i personaggi, decorati con stoffa o cartapesta.
Fra i presepi conservati c'è anche quello dei frati cappuccini di Cagliari, datato 1948.
Come si riconosce a colpo d'occhio
Tre prove rapide, in ordine di velocità:
- guarda la base: se è ruvida e marrone chiaro è sughero stuccato, se è liscia e bianca è gesso;
- prendi in mano una figura: se pesa ed è fredda è terracotta piena; se è leggerissima è cartapesta;
- guarda gli abiti: se sono di tessuto e si muovono, sotto c'è il fil di ferro con la stoppa; se sono dipinti sul corpo, la figura è di terracotta o di cartapesta in un pezzo solo.
Domande frequenti
Di che materiale sono le statuine del presepe?
Dipende dalla misura e dalla scuola: sotto i 15 centimetri sono di terracotta piena; fra i 18 e i 40 hanno testa, mani e piedi in terracotta e il corpo di fil di ferro e stoppa vestito di stoffa. In Salento il corpo è di cartapesta.
Che cos'è lo scoglio del presepe napoletano?
La struttura che fa da paesaggio: legno rivestito di sughero, stuccato con polvere di sughero, vinavil e carta, insieme a gesso e cartapesta.
Qual è il materiale tipico di ogni regione?
Terracotta in Sicilia, cartapesta in Puglia, sughero in Sardegna, carta o gesso al Nord. A Napoli si usano tutti insieme.
Che cos'è la focheggiatura?
L'ultima fase della lavorazione della cartapesta leccese, prima della colorazione.