Il presepe vivente: com'è nato a Greccio e come è diventato quello di adesso
Il presepe vivente nasce a Greccio la notte del 24 dicembre 1223, quando Francesco d'Assisi fa allestire in una grotta una mangiatoia con il bue e l'asino e vi celebra la messa. Non c'erano statue, e non c'era nemmeno un bambino.
Quella notte, secondo le agiografie, il bambino arrivò da solo.
Perché proprio Greccio
Greccio è un paese montano a 700 metri d'altezza, affacciato sulla conca reatina, in provincia di Rieti. La scelta non fu casuale: i luoghi ricordano Betlemme, tanto che il santuario che vi sorge è soprannominato «la Betlemme Francescana».
L'idea era maturata tre anni prima. Nel 1220 Francesco aveva compiuto un viaggio in Palestina, e da lì era tornato con un desiderio preciso: vedere con gli occhi del corpo i disagi di Gesù neonato, e far capire alla gente comune che cosa fosse davvero quella nascita.
I quindici giorni di Giovanni Velita
Circa due settimane prima di Natale Francesco si rivolse a Giovanni Velita, signore di Greccio, e gli affidò un incarico concreto: trovare una grotta che potesse contenere una mangiatoia, un bue e un asinello, riproducendo la grotta di Betlemme.
Velita ebbe quindici giorni per preparare tutto. Nel frattempo Francesco ottenne l'autorizzazione necessaria: papa Onorio III lo ricevette a Roma e diede il permesso.
La notte del 24 dicembre
La celebrazione si tenne dentro la grotta, con un altare portatile posto sopra la mangiatoia, fra il bue e l'asinello, davanti alla gente arrivata dalle campagne.
C'è un dettaglio che distingue quella scena da tutti i presepi venuti dopo: non c'erano figure sceniche della Vergine, di san Giuseppe e di Gesù Bambino. Francesco aveva fatto ricostruire un luogo, non una scena da recitare: la mangiatoia, la paglia, gli animali, il freddo.
Il bambino nella culla
Il racconto agiografico aggiunge quello che accadde durante la messa. Nella culla apparve un bambino in carne e ossa, e Francesco lo prese in braccio.
È l'episodio da cui, nella tradizione francescana, ha origine il presepe.
Chi ce l'ha raccontato
La vicenda non arriva per tradizione orale: ha due fonti scritte e una dipinta.
- Tommaso da Celano, autore della prima biografia di Francesco, approvata nel 1229 da papa Gregorio IX. Il racconto di Greccio ne occupa la parte culminante, e lega l'invenzione del presepe al desiderio di vedere il mistero con gli occhi del corpo.
- San Bonaventura, che torna sull'episodio nella sua biografia del santo.
- Giotto, che lo dipinse nella Basilica superiore di Assisi: è la tredicesima scena del ciclo delle Storie di San Francesco, realizzato fra il 1290 e il 1300.
Che cosa è rimasto a Greccio
Cinque anni dopo quella notte, nel 1228, nella grotta della Natività francescana fu edificata la Cappella del Presepio, che si può visitare ancora oggi all'interno del santuario.
La rievocazione di oggi
Il presepe vivente di Greccio, nella forma in cui si vede adesso, è stato istituito nel 1972, su idea di padre Valerio Casponi, con l'organizzazione della Pro Loco.
I primi anni furono di rodaggio: nel 1972 i costumi medievali furono presi in prestito dal Teatro dell'Opera di Roma, e nel 1973 la Pro Loco fece realizzare le prime strutture scenografiche e confezionare i costumi propri. Da allora la rievocazione è diventata un appuntamento annuale.
Come è fatta:
- si svolge in sei quadri viventi, che ripercorrono la vicenda fino alla notte del 1223;
- impiega numerosi attori e figuranti in costume d'epoca;
- i dialoghi sono tratti da Tommaso da Celano, da san Bonaventura e da monsignor Terzi, cioè dai testi stessi;
- si tiene dal 24 dicembre al 6 gennaio.
Chi va a Greccio, insomma, non vede una scena della Natività: vede la rievocazione di come quella scena fu inventata.
Domande frequenti
Chi ha inventato il presepe vivente?
San Francesco d'Assisi, a Greccio, la notte del 24 dicembre 1223, con l'aiuto di Giovanni Velita e l'autorizzazione di papa Onorio III.
Che cosa c'era nel presepe di Greccio?
Una grotta con la mangiatoia, la paglia, un bue e un asinello, e un altare portatile sopra la mangiatoia. Non c'erano le figure di Maria, Giuseppe e Gesù Bambino.
Come sappiamo che cosa accadde quella notte?
Dalla prima biografia di Francesco scritta da Tommaso da Celano, approvata nel 1229 da papa Gregorio IX, e dal racconto di san Bonaventura; l'episodio è dipinto anche da Giotto nella Basilica superiore di Assisi.
Quando si può vedere il presepe vivente di Greccio?
Dal 24 dicembre al 6 gennaio: la rievocazione, istituita nel 1972, si svolge in sei quadri viventi con figuranti in costume d'epoca.