Il presepe di casa: com'era prima dell'albero e com'è cambiato
Il presepe entra nelle case italiane nel Cinquecento, e il primo allestito in una casa privata potrebbe essere quello dei padri scolopi a Napoli, nel 1627, nel giardino del loro convento. Prima di allora stava in chiesa. L'albero arriverà due secoli e mezzo dopo.
Per trecento anni, a Natale, in casa c'era una cosa sola.
Prima delle case
La sequenza documentata comincia molto prima, ma fuori dalle abitazioni.
- III-IV secolo: nelle catacombe romane compaiono le prime raffigurazioni della Natività, e la scena si trova anche su sarcofagi e formelle di terracotta.
- 1223: a Greccio, in provincia di Rieti, san Francesco organizza nella notte fra il 24 e il 25 dicembre una rievocazione con persone, animali e una mangiatoia vera, all'aperto, in un bosco, con il benestare di papa Onorio III.
- 1283-1289: Arnolfo di Cambio realizza il primo presepe con figure a tutto tondo — otto statuette per la Sacra Famiglia, il bue, l'asinello e i Magi — per volontà di Niccolò IV.
- XIV-XV secolo: nelle chiese italiane compaiono le prime statue in terracotta o legno.
La leggenda, e perché è falsa
Le immagini del IV secolo vengono spesso citate come prova che il presepe sia antico quanto il cristianesimo. Non sono presepi: sono raffigurazioni della Natività, cioè immagini, e la scena a tre dimensioni con figure disposte in uno spazio è un'invenzione medievale.
Anche la parola lo conferma: presepe viene dal latino praesepium e significa mangiatoia — il riferimento è al racconto evangelico di Luca, non a una tradizione figurativa.
Più antica è invece l'usanza di comporre figurine in casa: la si fa risalire alla tradizione etrusca e latina e alla festa della Sigillaria, il 20 dicembre, quando i bambini lucidavano le statue dei lari e le disponevano in un piccolo recinto con un paesaggio in miniatura.
Quando entra nelle case
Il passaggio avviene nel Cinquecento, e ha due motori.
Il primo è religioso: il Concilio di Trento legittima il presepe per la sua capacità di trasmettere la fede, e all'inizio del Seicento le rappresentazioni della Natività cominciano a essere allestite in luoghi non consacrati.
Il secondo è sociale: nelle famiglie nobili il presepe trova terreno fertile perché le statuine sono un modo per mostrare ricchezza. A Napoli, dove le prime raffigurazioni risalgono al Cinquecento, il presepe diventa un fenomeno di massa; nel Settecento, sotto i Borbone, i presepi delle famiglie più ricche arrivano a occupare interi piani dei palazzi.
L'Ottocento: il presepe di tutti
È il secolo in cui il presepe smette di essere un lusso. Si diffonde pienamente con le statuine in gesso o in terracotta, e in ogni casa si costruisce da capo ogni Natale.
Il modo di farlo era sempre lo stesso: un tavolo in un angolo della stanza, il paesaggio preparato con scatole di cartone, legno o listelli, e le statuine e gli scenari acquistati dagli artigiani.
Entro la fine dell'Ottocento il presepe è il simbolo per eccellenza del Natale cattolico in famiglia.
Il Novecento: l'industria e la data
Due cose cambiano nel secolo scorso.
La produzione industriale delle statuine — prima in gesso, poi in plastica — rende la scena della Natività accessibile a tutti, e toglie all'artigiano il monopolio della bottega.
Arriva una data. Fino all'Ottocento nelle case non esisteva un giorno stabilito per allestire il presepe; nel Novecento l'8 dicembre diventa la data privilegiata per montare presepe e albero, e il 6 gennaio si smonta. Con due eccezioni cittadine: a Bari si comincia il 6 dicembre, festa di San Nicola, e a Milano il 7 dicembre, per Sant'Ambrogio.
Quanto all'albero, la sua è un'altra storia e un'altra provenienza: è di origine germanica, in Italia arriva nella seconda metà dell'Ottocento e si afferma nelle case soprattutto nel Novecento.
Dove sta oggi
Il riconoscimento più visibile è recente. Nel 1982 Giovanni Paolo II fece allestire presepe e albero in Piazza San Pietro: prima di quell'anno la piazza non aveva decorazioni natalizie.
Per il primo presepe furono usati i personaggi del presepio del 1842 di san Vincenzo Pallotti, e accanto fu eretto un abete rosso alto 29 metri, donato dal Trentino-Alto Adige.
Domande frequenti
Da quando si fa il presepe in casa?
Dal Cinquecento, quando il presepe esce dalle chiese; il primo allestito in un'abitazione privata potrebbe essere quello dei padri scolopi a Napoli, nel 1627. Si diffonde a tutte le famiglie nell'Ottocento.
Com'era il presepe di casa nell'Ottocento?
Si costruiva da capo ogni Natale su un tavolo in un angolo della stanza, con il paesaggio fatto di scatole di cartone, legno e listelli, e statuine in gesso o terracotta comprate dagli artigiani.
Il presepe è più antico dell'albero di Natale?
In Italia sì: il presepe è nelle case dal Cinquecento, mentre l'albero, di origine germanica, arriva nella seconda metà dell'Ottocento e si diffonde nel Novecento.
Perché il presepe si monta l'8 dicembre?
È un'abitudine del Novecento: fino all'Ottocento non esisteva una data stabilita. A Bari si comincia il 6 dicembre per San Nicola, a Milano il 7 per Sant'Ambrogio.