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Presepe d'Antan di Serafino Servodidio a Pontey 2026 - Il grano che diventa farina e il camino del forno a legno che fuma

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Presepe d'Antan di Serafino Servodidio si visita a Pontey, in Valle d'Aosta, tutto l'anno: è una mostra permanente, allestita da otto anni nella sala polivalente della Microcomunità, e si entra su prenotazione. Il falegname Serafino Servodidio ha costruito un villaggio meccanizzato fatto di miniature di edifici storico-culturali e intere filiere ricostruite realisticamente, e le protagoniste sono le attività tradizionali della gente di montagna: la fienagione, la filiera del pane e quella del formaggio, con il grano che diventa farina e il camino del forno a legno che fuma. Il presepe conta 110 motori, 210 movimenti e 250 personaggi, e ogni anno si arricchisce di nuovi scorci.

Il falegname che ha messo i motori dentro il presepe

Nella sala polivalente della microcomunità di Pontey il miracolo della Natività si fonde con la rievocazione della società contadina degli anni Cinquanta: un mondo che non c'è più, scandito dai ritmi dell'agricoltura e dell'allevamento, ricostruito con cura da Serafino Servodidio, un falegname con la passione per l'ingegneria meccanica.

Serafino è di origine calabrese — è nato a Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, ultimo di dieci figli — e dall'età di dodici anni vive in Valle d'Aosta, dove ha fatto il falegname. Ha ottantatré anni, ed è il volontario ideatore, curatore e realizzatore della mostra, ospitata in una sala offerta dal Comune, in località Lassolaz, al piano terra della Microcomunità, lato ovest, dove è allestita in permanenza da otto anni. L'ingresso è libero e la visita si fa su prenotazione, chiamando Serafino. In agosto e in dicembre la mostra è aperta tutti i giorni, senza bisogno di prenotare; nel resto dell'anno si concorda in anticipo.

Definire l'opera un semplice presepe, del resto, è molto riduttivo.

Trent'anni di crescita, da sei metri quadrati a centoventicinque

All'inizio era una cosa piccola, dentro una chiesa. Trent'anni fa il presepe era allestito nella chiesa parrocchiale ed era di 6 metri quadrati; poi si è sdoppiato in presepe tradizionale e Pontey in miniatura, e anno dopo anno è arrivato a 125 metri quadrati.

La crescita non si è mai fermata: la mostra si arricchisce ogni anno di nuovi scorci fatti di legno e di ingranaggi.

La fienagione, la filiera del pane nero e quella della fontina

Le vere protagoniste dell'installazione sono le attività tradizionali della gente di montagna: la fienagione, la filiera del pane e quella del formaggio — il pane nero e la produzione della fontina — insieme alla ricostruzione in miniatura di Pontey. È un lavoro scandito dal ritmo delle stagioni e da gesti semplici, ancora impressi nella memoria di chi ha vissuto a lungo senza tecnologia.

Le rappresentazioni sono dettagliate, e le filiere sono ricostruite realisticamente al punto che il grano diventa farina e il camino del forno a legno fuma. Accanto ci sono le miniature di edifici storico-culturali, i monumenti di Pontey e i villaggi valdostani, e qua e là i costumi tradizionali della Valle d'Aosta.

Motori, movimenti e personaggi che aumentano ogni anno

I numeri di questa mostra non stanno fermi, perché ogni anno il presepe diventa più grande e i conteggi vanno rifatti. Da quasi vent'anni Serafino lavora a un presepe meccanizzato che cresce di continuo: si è passati da oltre 70 motori che davano vita a 135 movimenti di 175 personaggi, agli 83 motori con 143 meccanismi e 185 personaggi, poi ai 101 motori con 181 movimenti e 205 personaggi meccanizzati.

Le conte più recenti dicono 110 motori, 210 movimenti e 250 personaggi.

Betlemme, il presepe nel presepe, e i corsi di cinematismo

Fra gli scorci di luoghi e di antichi mestieri tipici della Valle d'Aosta è arrivata una novità, Betlemme, «il presepe nel presepe», una sorta di scena dentro la scena.

Accanto al presepe c'è anche una parete di fotografie che riporta al mestiere dietro al mulino: un'esposizione dedicata al «Tour delle macine della Valmeriana», il sito storico dove un tempo venivano estratte e lavorate le macine dei mulini.

E c'è un ultimo pezzo, che riguarda chi vuole imparare. Serafino propone due volte all'anno, in primavera e a settembre, corsi di cinematismo di tre ore, distribuite su tre sabati, per un massimo di quindici iscritti, nei quali dà le basi per animare un presepe.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere del Presepe d'Antan di Serafino Servodidio, a Pontey, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Châtillon-Saint-Vincent a un passo dal centro, 2,5 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Chambave, e da lì restano 10 chilometri e 8 minuti.

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