Presepe o albero: perché in Italia si è discusso per un secolo
Lo spartiacque è la provenienza: il presepe nasce in Italia nel 1223 con san Francesco a Greccio, l'albero viene dalle regioni a nord delle Alpi e arriva qui solo nella seconda metà dell'Ottocento. Per un secolo è stato considerato un uso protestante.
Oggi nelle case italiane stanno quasi sempre insieme.
| Caratteristica | Presepe | Albero di Natale |
|---|---|---|
| Origine | italiana: Greccio, 1223, san Francesco d'Assisi | germanica, con radici pagane legate al solstizio d'inverno |
| Arrivo in Italia | è nato qui; grande diffusione dal 1800 | seconda metà dell'Ottocento, diffusione nel Novecento |
| Riferimento | i Vangeli di Matteo e Luca | l'abete sempreverde come simbolo di vita |
| Chi lo ha diffuso | francescani, domenicani e gesuiti | la regina Margherita di Savoia |
| Quando si monta | 8 dicembre, Bambino a mezzanotte del 24, Magi il 6 gennaio | 8 dicembre, si toglie dopo il 6 gennaio |
Il presepe
La parola latina praesepium indica la stalla o la mangiatoia della nascita di Gesù, e le origini della scena si fanno risalire ai Vangeli di Matteo e Luca.
Le tappe italiane sono documentate: Greccio nel 1223, il primo presepe con statue attribuito ad Arnolfo di Cambio nel 1289 — quello conservato nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma — le scene della Natività attestate a Napoli già nel 1025, e in Abruzzo il presepe della famiglia Piccolomini nel Castello di Celano, ricordato dal 1567.
A diffonderlo in Italia e nell'Europa centrale furono francescani, domenicani e gesuiti. Il presepe napoletano diventa fenomeno di massa nel Cinquecento, si riempie di scene di vita quotidiana fra Seicento e Settecento, e nel Settecento nascono le altre tradizioni regionali, da Roma a Bologna. La grande diffusione comincia dal 1800.
Il montaggio segue un calendario preciso: si allestisce l'8 dicembre, si completa a mezzanotte del 24 dicembre con il Bambino, e i Re Magi avanzano ogni giorno fino all'Epifania.
L'albero
L'albero ha radici più antiche e non cristiane. Viene collegato al solstizio d'inverno e, secondo una delle ricostruzioni, alle usanze celtiche: i Druidi tagliavano un abete come rito propiziatorio, e il sempreverde divenne simbolo di vita e speranza.
Nel Medioevo si intreccia con il gioco di Adamo ed Eva, rappresentato il 24 dicembre nelle piazze e nelle chiese. In Germania, nel Cinquecento, gli alberi si decoravano con mele e frutta secca.
In Italia arriva tardi: il primo albero decorato alla maniera contemporanea fu allestito a Torino nel 1855, ma è la regina Margherita di Savoia a renderlo popolare, allestendone uno al Quirinale nel 1898. Perché diventasse un'abitudine condivisa nelle case si dovette attendere il Novecento.
Perché si è discusso
Il motivo del contrasto è scritto nella geografia. Per secoli l'albero fu tipico delle regioni a nord delle Alpi, cioè dell'Europa protestante, e i cattolici lo consideravano un uso protestante: adottarlo significava portare in casa un segno dell'altra parte.
Al motivo religioso se ne aggiunse uno politico. Durante il fascismo l'albero di Natale fu contrastato come imitazione straniera, e il regime preferiva apertamente il presepe, che era italiano e cattolico.
La discussione non si è mai chiusa del tutto: il dibattito sul presepe nelle scuole si ripropone ogni anno.
Come è finita
Nel Novecento l'albero si è diffuso anche nel mondo cattolico, e la convivenza è diventata la norma: l'8 dicembre, festa dell'Immacolata, in molte case italiane si montano tutti e due.
Il segno più chiaro della pace è in Vaticano. Nel 1982 Giovanni Paolo II fece allestire in Piazza San Pietro sia il presepe sia l'albero: il presepe con i personaggi del Presepio del 1842 di san Vincenzo Pallotti, l'albero un abete rosso di 29 metri donato dal Trentino-Alto Adige. Oggi vengono inaugurati insieme, di solito la sera del 7 dicembre, e spenti il giorno del Battesimo del Signore, la domenica dopo l'Epifania.
Anche il calendario domestico si è unificato, con qualche variante: a Bari l'albero si fa il 6 dicembre, per San Nicola; a Milano il 7, per Sant'Ambrogio; in alcune regioni si smonta tutto il 2 febbraio, alla Candelora.
Come si riconosce la differenza
Il presepe è una scena e ha un calendario interno: cambia ogni giorno, perché il Bambino arriva la notte di Natale e i Magi camminano fino al 6 gennaio. L'albero è un oggetto e resta uguale a sé stesso dal montaggio allo smontaggio.
Il primo racconta una storia in movimento; il secondo segna un tempo.
Domande frequenti
Perché in Italia si è discusso fra presepe e albero?
Perché l'albero veniva dalle regioni a nord delle Alpi ed era considerato dai cattolici un uso protestante; durante il fascismo fu contrastato anche come imitazione straniera, e il regime preferiva il presepe.
Quando è arrivato l'albero di Natale in Italia?
Nella seconda metà dell'Ottocento: il primo albero decorato in stile contemporaneo sarebbe di Torino, nel 1855, e la regina Margherita ne allestì uno al Quirinale nel 1898. Nelle case si è diffuso nel Novecento.
Qual è la tradizione natalizia più antica in Italia?
Il presepe, che nasce a Greccio nel 1223 con san Francesco; le scene della Natività a Napoli sono attestate già nel 1025.
Si possono fare tutti e due?
È la norma: l'8 dicembre, festa dell'Immacolata, in molte case italiane si montano insieme, e dal 1982 stanno insieme anche in Piazza San Pietro.