Presepe di Sale a Cervia 2026 - Le statuine cristallizzate nell'acqua madre delle saline
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: viviromagna.it, letta il 02/09/2026.
Il Presepe di Sale si allestisce a Cervia, in provincia di Ravenna, durante le festività natalizie, e il 6 gennaio arrivano i Re Magi. Le statuine non sono scolpite né dipinte: una sagoma di metallo e plastica viene immersa nell'acqua salata dei bacini di acqua madre di quarta e quinta evaporazione per circa trenta giorni, e il sale ci si deposita sopra un cristallo alla volta, mentre ogni giorno il salinaro corregge a mano l'opera, asportando i cristalli che si sono prodotti nelle parti non desiderate. Al posto dei tradizionali pastori ci sono i salinari, e il presepe è nato nel 1992 da Agostino Finchi, un anziano salinaro.
Trenta giorni nell'acqua madre
Dentro ogni statuetta c'è una sagoma modellata, il nucleo della pigna salina, fatta di un materiale che resiste al deterioramento corrosivo e alla trasformazione chimica provocata dal contatto con il cloruro di sodio: metallo e plastica. La sagoma viene immersa nell'acqua salata dei bacini di acqua madre di quarta e quinta evaporazione per circa trenta giorni, e lì comincia a essere avvolta dai cristalli di sale che si formano grazie all'azione del sole.
Il punto delicato è che il sale non cristallizza dove si vorrebbe. Poiché cristallizza in modo irregolare, ogni giorno il salinaro corregge a mano l'opera, asportando i cristalli che si sono prodotti nelle parti non desiderate: è la cosiddetta cristallizzazione guidata, una tecnica che richiede grande cura e una pazienza quotidiana. Una volta ottenuta la cristallizzazione ideale, la statuetta viene lasciata al sole per qualche giorno.
Quindici personaggi e i salinari al posto dei pastori
Il presepe è stato creato nel 1992 da Agostino Finchi, un anziano salinaro, che ha modellato oltre quindici personaggi per mettere in scena la Natività più classica: Gesù bambino, Maria, Giuseppe, il bue, l'asinello, i re magi e i pastori. Le statuine sono alte dai 10 ai 40 centimetri.
C'è però una sostituzione che dice tutto del luogo: al posto dei tradizionali pastori ci sono i salinari. Il presepe, in un certo senso, racconta la storia di Cervia, legata alla produzione e alla commercializzazione del sale.
Oggi l'opera è esposta permanentemente al MUSA, il museo del sale, allestito nel magazzino del sale Torre, nel centro storico, ed è conservata in una teca di vetro che la ripara dagli sbalzi di temperatura e soprattutto dall'umidità — che per un oggetto fatto di sale è la cosa più pericolosa. A curare i presepi del museo, durante le festività, è il Gruppo Culturale Civiltà Salinara.
Il presepe sull'acqua del porto canale
L'altro presepe di sale sta fuori, sull'acqua. Nell'area dei magazzini del sale, sul porto canale, all'altezza della Torre San Michele, viene allestita una natività a grandezza naturale: le statue della sacra famiglia, con il bue e l'asino, sono alte 1,70 metri e realizzate in vetroresina, poi ricoperte di sale, così che l'acqua rifletta i giochi di luce.
L'allestimento poggia sulla burchiella, la tipica imbarcazione a fondo piatto utilizzata in passato nei canali della salina, e accanto emergono dall'acqua tre piramidi di sale, a rappresentare l'importanza della produzione dell'Oro Bianco per Cervia e per i suoi abitanti. Sono statue che tengono insieme due tradizioni cervesi, quella salinara e quella del Natale.
La natività si completa solo alla fine: il 6 gennaio arrivano anche i Re Magi, sempre sull'acqua.
Terracotta, giunco e vent'anni di meccanismi
Al MUSA i presepi sono tre, e gli altri due raccontano la salina in un altro modo. Il primo è la Natività rappresentata nella tipica capanna in giunco dei salinari: statue a grandezza naturale realizzate verso la fine degli anni '80, figure in terracotta patinata plasmate su una struttura di sostegno in metallo, opera di Paolo Onestini, figlio di Giacomo Onestini, famoso ceramista cervese, e cotte nel forno dell'artista. Fanno parte di una serie che rappresenta i salinari al lavoro e le figure della vita in salina: un finanziere nella garitta — la costruzione in muratura da cui si faceva la guardia al sale — un salinaro che spinge il carriolo e uno che usa la gottazza, lo strumento per spostare l'acqua da un bacino basso a uno più alto. Gli abiti d'epoca che indossano sono stati cuciti da un'azdora, una signora cervese.
Il secondo è un presepe animato che rappresenta i luoghi e i personaggi della città. Si vede la salina Camillone con i salinari al lavoro, la burchiella che porta il sale ai magazzini, il faro che indica con il suo fascio di luce la giusta direzione ai naviganti; e accanto ai mestieri più diffusi ci sono le attività tipiche del posto, la pesca con i pescatori impegnati con canne e bilancini sulla palèda del porto, i boscaioli che tagliano tronchi di pino. Tiene insieme tradizione e meccanica, ed è costato oltre vent'anni di lavoro, donato al Comune di Cervia dai familiari del suo costruttore, Mario Boselli.
Un percorso fra le parrocchie
A Cervia l'arte della Natività è molto sentita, e ai presepi non lavorano solo gli artisti: contribuiscono i cervesi delle varie parrocchie, che progettano ed elaborano spazi e personaggi, dando a ciascun presepe una propria personalità. Ne esce un percorso che va dalla rappresentazione più classica alla più originale: dal presepe sull'acqua a quello interamente di sale a quello ispirato ai dipinti di Giotto.
Il duomo ospita un presepe meccanico, con un paesaggio che passa alternativamente dal giorno alla notte e statuette realizzate e decorate a mano in creta, mosse da un centinaio di piccoli meccanismi. Nella chiesa della Madonna della Neve, a Malva, il presepe ha anch'esso parti meccaniche e ogni anno interpreta un tema diverso. La chiesa di Sant'Antonio espone alcune statue alte circa 70 centimetri, in legno con testa e mani in terracotta, create molti anni fa da un gruppo di cervesi per il presepe meccanico che stava alla chiesa del Suffragio. A Pisignano il presepe è costruito dentro una capanna di legno di tre metri per due, coperta da rami di pino e avvolta dalle reti dei pescatori, con un vecchio tronco di mare e altri legni raccolti sulla spiaggia, una fontana funzionante, il fuoco nella grotta della natività e un baroccio carico di sale dolce di Cervia.
La devozione dei salinari
Dietro tutto questo c'è un rapporto antico fra chi faceva il sale e le proprie protezioni. Il Gruppo Culturale Civiltà Salinara ripropone il «Cammino del Sale», facendo rivivere l'antico pellegrinaggio con cui, fin dal XVII secolo, i salinari rendevano omaggio alla Madonna, da loro venerata come speciale protettrice.
La devozione è quella alla Madonna del Fuoco, che trae origine dal celebre miracolo del 4 febbraio 1428, e a Cervia fu probabilmente introdotta dal vescovo Francesco Maria Merlini, di nobile famiglia forlivese, che resse la diocesi dal 1635 al 1644; documenti della metà del Seicento attestano quella venerazione e il forte rapporto con Forlì. I salinari erano costituiti in una confraternita, nata non solo con finalità religiose ma anche con il compito di fare del bene, praticare la carità e sostenere i confratelli in difficoltà, e fra i suoi doveri principali c'era portare doni votivi alla Madonna: ogni tre anni si svolgeva una solenne processione da Cervia a Forlì, per invocare un'abbondante raccolta di sale — l'oro bianco, fondamento dell'economia cervese e simbolo di fatica, ricchezza e identità.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Cervia per il Presepe di Sale non è complicato. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Cervia-Milano Marittima a un passo dal centro, 800 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Cesena, e da lì restano 9,8 chilometri e 12 minuti.
Che altro succede in provincia di Ravenna
Se sei in zona, poco lontano si tengono anche queste.
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