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Presepe Vivente degli Alpini a Ome 2026 - I cento figuranti che salgono al colle di San Michele

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

A Ome, in provincia di Brescia, in Lombardia, il presepe vivente non si visita: si sale. Il corteo parte dal paese e affronta la ripida salita del colle di San Michele fino alla chiesetta in cima, e con lui salgono più di cento figuranti. Succede due volte l'anno, il 26 dicembre — giorno di Santo Stefano, che a Ome è il patrono — e il 6 gennaio, all'Epifania.

Una chiesa del Quattrocento affidata alle penne nere

La Chiesa di San Michele è del XV secolo e dal 1985 è custodita dal Gruppo Alpini di Ome: sono loro ad averne la responsabilità. L'anno dopo, nel 1986, gli stessi alpini realizzarono lassù il primo presepe vivente, sotto la regia di Stefano Maiolini, e da allora la rappresentazione va avanti ininterrottamente.

Dalla piazza al colle, in corteo

La salita comincia in paese. La partenza è da piazza Aldo Moro, o dalla sede del gruppo alpini dopo un momento di raccoglimento nella chiesa parrocchiale. La direzione, in ogni caso, è la stessa: il colle San Michele.

Il presepe, del resto, è itinerante: non è un allestimento fisso in cui il pubblico entra, ma un corteo che si muove e che lungo il percorso mostra le scene tratte dal presepe tradizionale e dall'Antico Testamento.

Da Adamo ed Eva alla capanna

Il racconto messo in scena è più lungo del Natale. I figuranti narrano una summa biblica che parte da Adamo ed Eva, propone le principali figure dell'Antico Testamento, arriva alla corte di Erode con i soldati romani, e solo alla fine giunge alla capanna con la natività di Gesù, con un folto gruppo di pastori che portano le pecore e i doni per il Bambinello, e l'arrivo dei Magi a cavallo.

Intorno alla scena centrale c'è un piccolo villaggio, come in un presepe classico: fabbri, mugnai, scalpellini e artigiani al lavoro. Quando il corteo è stato portato eccezionalmente in città, a Brescia, la stessa struttura si è ricomposta lungo corso Magenta fino al cortile del Broletto, con la capanna attorniata dalle scene di vita quotidiana degli artigiani di un tempo, l'accompagnamento della musica e gli immancabili animali.

Chi ha cucito i costumi

La parte che non si vede è quella delle mani. Costumi e scenografie sono stati realizzati negli anni da volontari e volontarie del paese che hanno a cuore questa tradizione, a partire da Martina Buffoli e Alba Peli, che nelle prime edizioni diedero il via al lavoro.

L'allestimento e l'organizzazione restano opera del Gruppo Alpini, con l'impegno delle penne nere e la collaborazione della parrocchia locale e della popolazione del paese, che non è pubblico ma parte attiva della rappresentazione.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Presepe Vivente degli Alpini a Ome richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Paderno Franciacorta, a 6,5 chilometri da Ome, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Camignone centro ha davanti un percorso di 5,2 chilometri, otto minuti di guida.

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