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Presepe Vivente di Balata di Baida a Castellammare del Golfo 2026 - Antichi mestieri nel borgo

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Presepe Vivente di Balata di Baida si tiene dal 26 dicembre al 6 gennaio a Balata di Baida, frazione di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, nell'agro ericino. Nelle case ormai abbandonate del vecchio baglio i figuranti rifanno gli antichi mestieri della civiltà contadina siciliana — il ricottaio, il cernitore, il fabbro, il canestriere, il bottaio — e fra i personaggi si muovono pecore, maiali, galline, asini e cavalli. Il percorso si chiude alla Natività, dove il giorno dell'Epifania i Magi portano i doni. La sacra rappresentazione ha avuto inizio nel 1996.

Un borgo dentro il borgo, fra fichidindia e olivi

Balata di Baida è un piccolo borgo nel borgo: prima era luogo di transito fra il Castello di Baida e la strada provinciale per Trapani, e conta poche e umili case di contadini, immerse fra fichidindia, sommacchi, olivi e piante endemiche. Il nucleo è un tradizionale baglio, il primo agglomerato abitato della frazione.

Quelle case sono da tempo abbandonate. Nel periodo natalizio tornano a vivere, e attorno comincia un brulicare di gente indaffarata, di suoni, di colori e di sapori di un tempo. Chi ci abita ancora è una comunità ancorata ai valori della famiglia, del lavoro, dell'amicizia e della solidarietà, e alle origini della civiltà contadina, a cui è orgogliosamente legata.

La rappresentazione è stata più volte riproposta nel corso degli anni, pur con non perfetta continuità.

Il ricottaio, il cernitore e il canestriere

I quadri rievocativi di arti e mestieri sono il cuore del percorso. Il ricottaio — il ricuttaru — rimesta paziente il latte delle sue pecore nel quararo, il pentolone di rame, e aspetta che la ricotta acchiani, cioè galleggi sul siero del latte. Poco più in là il cernitore, il cirnituri, agita il vaglio per setacciare il grano.

Il fabbro, il firraru, forgia gli oggetti in ferro. Il canestriere, il cannistraru, si cimenta nell'arte di intrecciare i vimini. Il bottaio, il vuttaru, incastra le doghe delle sue botti. Nelle botteghe lavorano anche il ciabattino e il falegname, e con i pastori ci sono i pastari.

Dentro le case si ricreano le scene della vita quotidiana, in un ambiente familiare: i giochi e le urla dei bambini, la massaia che fa la pasta — li maccarruna —, le tessitrici chine sui loro telai, le donne che lavorano la lana e quelle che preparano le conserve, la sarsa e i pumaroro sicchi.

Le bestie, che sono parte della scena

Accanto ai personaggi si muovono gli animali, e non fanno da contorno. C'è l'ovile con le pecore, il porcile con la scrofa e i maialini, il pollaio con le galline; e poi cani, pavoni, oche, conigli, asini e cavalli.

Al centro di tutto sta la Natività, allestita con molta cura: san Giuseppe, Maria e Gesù Bambino accolgono, il giorno dell'Epifania, i doni portati dai Magi, che arrivano con lo sfarzo dei loro costumi.

Chi guarda deve entrare nella scena

Una cosa rende diverso questo presepe: chi arriva non resta a guardare. Il visitatore è chiamato a partecipare in prima persona alla rappresentazione, a calarsi nei panni di un viaggiatore di quel tempo, a collaborare e a farsi complice di un gioco. È un viaggio nel mondo quotidiano del popolo contadino siciliano, alla scoperta di usi e tradizioni ormai lontani e spesso dimenticati, in un luogo dove si ha la sensazione che il tempo si sia fermato.

Il presepe mantiene l'aspetto folcloristico e insieme il suo valore di testimonianza di fede cristiana, e vuole essere un'occasione per vivere il Natale con semplicità e genuinità, con fraternità e con apertura verso coloro che vengono da “fuori”. È considerato uno dei presepi viventi più belli di tutta la Sicilia.

Il percorso ispirato al Vangelo di Matteo

Il racconto non si ferma alla capanna. Il percorso narrativo è interamente ispirato al Vangelo secondo Matteo, e accompagna i visitatori attraverso le tappe della vita di Gesù, dalla nascita all'ascensione.

Si comincia dalla scena del sogno di San Giuseppe, chiamato ad accogliere il disegno di Dio, e si passa per l'incontro fra Erode e i Magi, carico di timore per il proprio regno. Cuore della rappresentazione è la Natività, seguita dalla fuga in Egitto, dal ritorno a Nazareth e da Gesù che predica la Parola di Dio, fino alla scena conclusiva dell'Ascensione.

Ad animare le botteghe degli antichi mestieri lungo quel percorso sono i numerosi figuranti della comunità parrocchiale: uno spaccato della vita di un tempo, tenuto in piedi dalle persone del posto.

Come arrivare alla festa

Il Presepe Vivente a Castellammare del Golfo si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Castellammare del Golfo, a 14 chilometri da Balata di Baida, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Castellammare del Golfo ha davanti un percorso di 15 chilometri, diciotto minuti di guida.

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