Presepe Vivente Centro Storico a Ragusa 2026 - Il contadino col crio e i Re Magi a cavallo attorno alla chiesa dell'Ecce Homo
Il Presepe Vivente del Centro Storico si tiene a Ragusa, in Sicilia, in alcune date fra dicembre e gennaio, a partire dal giorno di Natale, attorno alla chiesa dell'Ecce Homo. Le vie del centro storico superiore si trasformano nella ricostruzione della Ragusa di fine Ottocento e inizi del Novecento, con botteghe di antichi mestieri e la stalla della Natività come punto d'arrivo. È nato nel 2013, in una città che non aveva una tradizione presepiale consolidata, e da allora si è ingrandito di anno in anno.
Si entra da piazza Solferino, e si entra tutti
L'ingresso è da piazza Solferino, accanto alla chiesa dell'Ecce Homo, ed è gratuito e senza barriere architettoniche, per volontà dichiarata di chi lo organizza.
L'apertura è affidata a un corteo di figuranti accompagnato da zampogna e cornamusa, che in certe edizioni parte da piazza Poste e attraversa le vie del centro storico superiore fino all'ingresso della rappresentazione. Il giorno di Natale c'è anche una processione figurata, che annuncia la gioia del periodo festivo ai residenti lungo il corso Italia, la via Ecce Homo e le altre strade del centro storico.
I mestieri che qualcuno ha dovuto reimparare
Dentro al percorso ci sono le botteghe degli antichi mestieri, e non sono un fondale. Ci sono gli scalpellini che intarsiano la pietra e i fabbri che battono il ferro; c'è «u ceramista» e c'è il venditore di «panara»; ci sono le lavandaie al pozzo e il contadino col crio, l'antico setaccio per il grano.
La parte più notevole, però, è come ci sono arrivati. Molti si sono prestati ad apprendere i mestieri di un tempo: un percorso specifico, compiuto apposta per evitare che quelle tradizioni vadano perdute. Il presepe, in altre parole, non ha soltanto rappresentato dei mestieri — ha costretto qualcuno a impararli davvero.
Attorno alle botteghe ci sono i luoghi di svago: la locanda, con i suoi «ubriachi», e i bambini che giocano per strada alla «ria» o «e nuciddi». E ci sono gli animali, elencati uno per uno: galline, oche, conigli, il cane, i vitellini, gli asini.
Costruito ex novo, ogni volta
Il presepe è diverso dagli altri per una ragione che costa fatica: tutto viene allestito ex novo, ogni edizione. Non si conserva l'impianto dell'anno prima, e questo permette di cambiare le scene ma obbliga a rifarle.
La cura si vede nei particolari: antichi oggetti, utensili, arredi e corredi di valore, portati dentro le case e le botteghe. A questi si aggiungono gli animali, la vegetazione selvatica e gli addobbi floreali, e insieme ai costumi indossati dai figuranti mutano gli ambienti interni ed esterni in un paesaggio d'altri tempi, con i suoi odori e i suoi colori. L'insieme ricrea l'antica Betlemme con musiche di zampogne e cornamuse, effetti luminosi, abitazioni tradizionali, vecchie osterie e la stalla della Natività.
Quello che si mangia, e come si chiama
Le degustazioni sono della tradizione culinaria iblea, e i nomi sono quelli di casa: la «ricotta caura», i «viscotti sciuti ra machina», i «ciciri», il «biancumangiari», il «pani cunzatu» e i «matalugghi». C'è anche il pane con l'uovo.
Accanto alle degustazioni ci sono anche eventi musicali, folkloristici e culturali. Sono le stesse cose che si mangiavano nella Ragusa che il presepe ricostruisce, ed è il motivo per cui vengono servite lungo il percorso e non in un banco a parte: chi visita non è un semplice spettatore, ma viene immerso nella vita contadina iblea.
I Re Magi a cavallo chiudono tutto
L'ultimo appuntamento è la sfilata dei Re Magi a cavallo, accompagnati dai musicisti del corpo bandistico Alfio Pulvirenti di Comiso, che intonano i brani più celebri delle festività natalizie. Il corteo si snoda per le principali vie del centro storico: parte da piazza Libertà, passa da via Roma e arriva all'ingresso della rappresentazione sacra. In quella stessa serata si è esibito anche il coro di voci bianche Mariele Ventre, con uno spettacolo concerto intitolato «Buon Natale».
Dietro a tutto questo ci sono due parrocchie. Il presepe nasce curato dalla comunità parrocchiale del Santissimo Ecce Homo, che si avvale dell'aiuto di fedeli provenienti da altre parrocchie cittadine, e viene poi organizzato congiuntamente dalle comunità dell'Ecce Homo e di San Francesco di Paola, la cui guida pastorale è unica. Lungo il percorso si illustra anche la storia della chiesa e del quartiere dell'Ecce Homo, oltre a quella dei mestieri rappresentati.
Gli anziani che spiegano gli attrezzi
C'è una scena che non è in programma e che gli organizzatori raccontano come la più riuscita. Molti visitatori anziani, davanti alle botteghe, si soffermano a ricordare i loro anni giovanili, e poi a spiegare a figli, nipoti e persone lì presenti come si viveva un tempo e soprattutto come si usavano certi attrezzi.
È il punto in cui la ricostruzione smette di essere una rappresentazione: gli oggetti esposti tornano per un momento a essere strumenti, e chi li ha usati davvero diventa la fonte. In un presepe nato nel 2013, in una città che una tradizione presepiale non ce l'aveva, è anche il modo in cui quella tradizione si sta formando.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Ragusa per il Presepe Vivente Centro Storico non è complicato. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Ragusa a un passo dal centro, 1,8 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Modica, e da lì restano 22 chilometri e 22 minuti.
Da vedere qui intorno
Nei dintorni, altre tradizioni che si tengono in questi mesi.
- Presepe Vivente ad Ispica — dicembre
- Presepe Vivente a Monterosso Almo — dicembre
- Presepe Vivente a Giarratana — dicembre