Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Natale » Presepi

Natale · Presepi

Presepe Vivente a Dogliani 2026 - Niente luce elettrica e niente musica: solo torce, falò e voci

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
dal 23 al 24 dicembre 2026
Dove Dogliani Castello, Dogliani

Fonte: doglianiturismo.com, letta il 02/09/2026.

Il Presepe Vivente di Dogliani si tiene nelle notti del 23 e del 24 dicembre a Dogliani Castello, il borgo alto della città, in provincia di Cuneo. La regola che lo tiene in piedi è una rinuncia: niente luci per le strade, solo torce, e nulla della modernità deve disturbare la rappresentazione. L'illuminazione pubblica si spegne e il borgo resta acceso soltanto da falò, torce a vento e bracieri.

Non c'è nemmeno la musica. Non ci sono brani in filodiffusione: si sente il vociare dei figuranti e dei visitatori, e basta.

Trecentocinquanta persone, e nessun regista

Il borgo medievale, coi suoi vicoli, gli androni e i cortili chiusi dalle antiche mura, diventa la Betlemme di duemila anni fa. Vi si muovono 350 figuranti in costume, che sono i doglianesi stessi: è la «quasi totalità degli abitanti del borgo».

Non c'è un regista. Sono attori non professionisti — gli abitanti del paese e dei paesi vicini, i giovani e gli anziani — che impersonano in modo naturale tutte le anime della rappresentazione.

Dentro le case e i garage che i residenti mettono a disposizione si aprono le botteghe. Il vasaio lavora la creta al tornio, il fabbro batte sull'incudine senza sosta, le donne cardano la lana e la tessono con vecchi attrezzi, e il fornaio sforna pane caldo che offre ai passanti. Poi il calzolaio, il falegname, il cestaio, il pescatore, i battitori di grano, le filatrici, le ricamatrici, lo scultore di pietre.

Il censimento, i mercanti, le osterie

Intorno, la vita di una città in un giorno preciso: il censimento è in atto e i soldati romani sfoggiano le armature, il contadino contratta con il mercante, il nobile compra tessuti pregiati, nelle osterie si offre vino e qualche viandante ubriaco litiga. Ci sono i bazar e i venditori di tappeti.

In mezzo a tutto questo cammina una coppia di viandanti. Maria è incinta e va a dorso d'asino; cercano un riparo per la notte, e trovano «l'indifferenza inospitale della gente di Betlemme».

Gelindo, il pastore langarolo

È Gelindo, il buon pastore, «personaggio langarolo», rappresentativo della tradizione di Langa: è lui a indicare a Giuseppe e Maria la capanna dove potranno fermarsi.

È il segno di che cosa sia davvero questo presepe. È «Betlemme langarola», una fusione fra la vita contadina medio-orientale e quella piemontese: bazar orientali e figuranti in costume arabo a pochi passi da artigiani vestiti secondo la tradizione contadina locale.

Nella mangiatoia di quella povera capanna, riscaldato dal bue e dall'asinello, riposa il bambino; e per le strade i pastori attraversano il paese con il proprio gregge. La capanna sta nel torrione medievale del castello. E l'annuncio arriva dall'alto: una grande stella cometa illuminata parte dal campanile della chiesa parrocchiale, sorvola tutto il presepe e arriva sul torrione. Alla fine i pastori intonano una nenia, e i visitatori sfilano in silenzio davanti alla Sacra Famiglia.

Si comincia in autunno

Il lavoro parte mesi prima. In autunno si costruiscono le capanne dei pastori, si allestiscono i garage e i locali che i residenti offrono agli organizzatori per farne vecchie botteghe, e si preparano le torce — che restano l'unica illuminazione concessa. Ci vogliono ore, settimane e mesi per allestire il teatro che ospiterà la Natività.

All'inizio c'era un gruppo di amici con un progetto: sognavano di veder crescere il proprio territorio facendone conoscere e amare la storia, la cultura e le antiche tradizioni. A organizzare sono i volontari della Pro Loco di Dogliani Castello, che mandano avanti la manifestazione nonostante l'impegno gravoso. Sono loro, col direttivo, a scegliere chi farà Giuseppe e Maria; e a volte il Bambino Gesù è interpretato dall'ultimo nato dell'anno.

Tutto questo comincia nel 1975, quando la Pro Loco Castello inaugurò la prima edizione. Da allora non si è più interrotto: la rappresentazione di Dogliani è «molto probabilmente la più grande e longeva del Nord Italia». Di quella storia esiste anche un documentario, raccontato dalla voce dei protagonisti che negli anni hanno fatto gli attori e i figuranti pur non essendo professionisti.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Dogliani per il Presepe Vivente chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Magliano Crava-Morozzo, a 20 chilometri da Dogliani, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Carrù ha davanti un percorso di 14 chilometri, sedici minuti di guida.

Che altro succede in provincia di Cuneo

Altre feste di dicembre nella stessa zona.

Da leggere