Presepe Vivente di Gesualdo 2026 - i mestieri e la grotta
Fonte: irpinianews.it, letta il 02/09/2026.
Il Presepe Vivente di Gesualdo si tiene nel centro storico medievale del comune, in provincia di Avellino, nell'alta Irpinia, nell'ultimo sabato e nell'ultima domenica dell'anno. È un percorso teatrale che, dal Cappellone, sede del Pretorio di Pilato, risale verso il Golgota, rappresentato dal castello longobardo. Vi partecipano oltre 200 figuranti in costumi d'epoca fatti a mano, e la manifestazione si svolge dal 1991.
Il resto del percorso occupa quello che il borgo ha già: le casette, le cantine, le grotte e i vicoli del centro storico, «tra portali e scale in pietra, piazze e piccoli giardini».
Cominciò nel 1991, poi si fermò
La lunga storia della rievocazione della natività di Gesù inizia nel 1991, quando pochi giovani del Movimento Giovanile, coinvolgendo altri abitanti del paese, davano vita per la prima volta alle Sacre Rappresentazioni.
Poi il presepe si interruppe: Seguirono alcuni anni di pausa, dovuti ai lavori di ricostruzione del borgo storico, gravemente danneggiato dal sisma che ha colpito l'Irpinia il 23 novembre 1980.
La manifestazione è stata ripresa nel 2010 dall'associazione A.S.T.R.E.A., che «si è prodigata per poterla recuperare dopo un periodo di sospensione».
Oggi l'organizzazione è condivisa: l'evento è promosso dal Comitato Presepe Vivente di Gesualdo con la collaborazione della Pro Loco Civitatis Iesualdinae e di Astrea Gesualdo.
Duecento figuranti, costumi cuciti in casa
Sono oltre 200 i figuranti che, ogni anno, animano il Presepe, accompagnando i visitatori «in un viaggio attraverso gli antichi mestieri e scene di vita quotidiana».
Sono costumi d'epoca rigorosamente fatti a mano, e più precisamente «vestiti realizzati direttamente dai membri dell'associazione».
Le scene rappresentate sono oltre 50, «da Erode alle osterie, dal fabbro al molino, massaie, mercanti, sacerdoti, soldati, viandanti e tanto altro». Fra i personaggi ricorrenti ci sono Erode, i farisei, i pastori e «Benito, il ragazzo che dorme». Con loro ci sono anche animali delle fattorie locali.
Chi non recita
Non ci sono personaggi e interpreti, ognuno è, o è stato, quello che rappresenta, non si mimano le tecniche, ma si padroneggiano.
Così tornano in strada quegli antichi mestieri quasi dimenticati: lo scalpellino, che modella la dura pietra di Gesualdo, il fabbro, il ciabattino e il canestraio che ripetono gli antichi gesti; e le donne, «vere nonne, vere mamme e vere massaie», che preparano pasta, pane e cibi vari che da tempo immemore venivano e ancora oggi vengono preparati nella famiglia contadina, stretta intorno al focolare.
Da una parte i costumi sono «d'epoca dell'Anno Zero» e i mestieri sono quelli «della Betlemme di oltre duemila anni fa»; dall'altra quello che si mette in scena sono scorci di vita quotidiana di una tipica comunità contadina dei primi anni del Novecento.
La grotta
La scena madre della Natività è allestita all'interno di una grotta naturale, e la sacra famiglia è al completo, «con Cristo rigorosamente reale».
Il Bambinello è generalmente l'ultimo nato dell'anno a Gesualdo.
La messa prima del pubblico
Prima di aprirsi al pubblico, quanti sono coinvolti nel Presepe vivente di Gesualdo si raccolgono in Chiesa per una celebrazione eucaristica.
Il presepe si tiene nell'ultimo sabato e nell'ultima domenica dell'anno, con partenza da Piazza Umberto I, a ingresso gratuito.
Il presepe di Francesco
La manifestazione ha alle spalle un'origine remota, quella che ha i suoi natali nel 1223, quando il poverello d'Assisi, Francesco, si adoperò per celebrare una messa la notte di Natale in una grotta naturale vicino a Rieti.
Da lì viene la forma stessa di questa festa — l'origine dell'arte del presepe vivente, dunque, è tutta nel santo d'Assisi — e a quell'episodio, dicono gli organizzatori, «si rifà la realizzazione della manifestazione gesualdina».
Gli organizzatori la riassumono così: «non facciamo una rappresentazione teatrale ma realizziamo un percorso».
Come arrivare alla festa
Arrivare a Gesualdo per il Presepe Vivente chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Paternopoli, a 9,0 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Paternopoli, e il tragitto è di 8,1 chilometri per 13 minuti di guida.
Eventi nei dintorni
In provincia di Avellino si festeggia anche cosi'.
- Gesualdo The Magic of Christmas — novembre
- San Nicola di Bari a Capriglia Irpina — dicembre
- Santo Stefano a Baiano — dicembre