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Presepe Vivente a Gragnano 2026 - Oltre 300 figuranti in costume d'epoca

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 26 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026
Dove borgo di Caprile, Gragnano

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 02/09/2026.

Il Presepe Vivente si tiene nel borgo di Caprile, frazione collinare di Gragnano, in provincia di Napoli, fra Natale e l'Epifania. Oltre 300 figuranti in costume d'epoca animano case, cortili, giardini e vicoli su una superficie di circa 10.000 metri quadrati, lungo un percorso di circa 1,5 chilometri dentro il cuore del borgo. La tradizione affonda le radici nel 1960 e richiama ogni anno migliaia di visitatori dall'area vesuviana, da Napoli e anche da fuori regione.

Quello che si ricostruisce è la Napoli del Settecento: quella rappresentata nel classico presepe napoletano, qui «abitata» da persone in abiti d'epoca. L'ingresso è gratuito.

Le pacchiane, e una tradizione ripresa dopo l'abbandono

La storia comincia molto prima del presepe. Nel 1960 a Caprile si avviò la manifestazione delle «pacchiane»: il corteo di popolane in costume che andava in visita a Gesù e che, come racconta chi lo ricorda, «ripresenta il popolo tutto, nobili e gente semplice, che va in corteo a contemplare il mistero di un Dio che si è fatto uomo nel bambino Gesù».

Poi quella tradizione fu abbandonata, e per un certo periodo dimenticata. Nel 2012 è stata ripresa nella forma del presepe vivente — «e da allora non ci siamo più fermati», dice il parroco. Sul numero delle edizioni le cifre non concordano; il punto di partenza, però, è sempre il 1960.

Da via Serbatoio alla grotta

La visita parte dall'inizio di via Serbatoio e guida il visitatore a scoprire una a una le varie ambientazioni, salendo e arrampicandosi per i vicoli formatisi nel tempo. Il percorso fa rivivere una vera e propria Betlemme, con uno scenario che il borgo offre da sé: una collina riadattata a palcoscenico per la natività.

Le scene sono mestieri: il falegname, i mercanti, il casaro, il recinto delle capre, e infine la grotta della natività, con tanto di bue e asinello a scaldare il neonato Gesù. Ogni scena è animata e vissuta da uomini e donne, che si comportano come se realmente ci si trovasse indietro di più di duemila anni. I figuranti sono di tutte le età: un folto gruppo di giovani, guidati dagli adulti della comunità parrocchiale.

Il percorso culmina nella rappresentazione della Natività, pensata per rinnovare lo stupore che fu di San Francesco a Greccio, nel vedere in quel primo presepe di 800 anni fa il Dio fattosi bambino.

Ci si cammina dentro

La differenza con una rappresentazione tradizionale sta in una frase che gli organizzatori usano come definizione: «Non si guarda il presepe da fuori, ci si cammina dentro». I visitatori passano attraverso il presepe e incontrano i figuranti; e un'altra frase completa il concetto: «tramite il Presepe ci si immerge nella realtà locale, non c'è nulla di finto».

Camminando nei vicoli, nei giardini e nelle case del borgo ci si immerge, dicono gli organizzatori, «in un mondo che non c'è più, ma che costituisce le nostre radici, fa parte del nostro DNA, ci ricorda da dove veniamo e chi siamo».

Le case le prestano gli abitanti

Il punto di forza della manifestazione è dichiarato senza giri di parole: «è frutto della collaborazione dell'intera comunità: sono gli stessi abitanti del posto a mettere a disposizione parte dei propri spazi, nonché a cooperare per la realizzazione del materiale utile e ad apparire come figuranti».

A organizzare sono le comunità delle due parrocchie di San Ciro, a Caprile, e di Sant'Agnello, ad Aurano, che — scrivono le cronache — «da anni, con tenacia e generosità, ripropongono questo bell'appuntamento»; con loro le associazioni Caprile Insieme e Hope in Progress, e il patrocinio del Comune di Gragnano.

C'è poi una collaborazione che spiega la cura delle ambientazioni: la consulenza del C.E.I.C., il Centro Etnografico Campano, che ne garantisce l'autenticità storica e antropologica. Non è un dettaglio: significa che i costumi, gli oggetti e le scene sono passati da chi quel mondo lo studia.

Si mangia camminando, e non si paga

Lungo il percorso i visitatori possono gustare assaggi gratuiti di prodotti tipici della tradizione enogastronomica locale, offerti direttamente all'interno delle scene del presepe; e c'è un'area di ristoro con i prodotti tipici della tradizione culinaria dei Monti Lattari.

È il completamento coerente di un presepe in cui si entra: se le case sono aperte e i giardini attraversabili, anche il cibo arriva dentro la scena, e non da un banco messo fuori.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Gragnano per il Presepe Vivente chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Stabia Scavi, a 4,1 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Gragnano - Pimonte - Agerola - Lettere, e il tragitto è di 2,4 chilometri per 3 minuti di guida.

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