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Presepe Vivente a Grottammare 2026 - Le 43 grotte riaperte e la moneta coniata nell'officina del fabbro

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Presepe Vivente di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, si svolge nell'«antico incasato», come viene chiamato il paese alto, in tre date: il 26 dicembre, il 1° e il 6 gennaio. Per l'occasione vengono riaperte le «grotte» che rendono famosa Grottammare — 43, messe a disposizione dai privati — e al loro interno rivivono i mestieri e le attività della Palestina del tempo di Gesù, lungo circa due chilometri di percorsi fra vicoli e grotte animati da figuranti in abiti d'epoca. I visitatori vengono accolti all'ingresso del borgo, e a ciascuno viene data una moneta coniata per l'occasione.

Quarantatré grotte e due chilometri di vicoli

Le grotte del centro storico messe a disposizione dai privati per la manifestazione sono 43: luoghi altrimenti mai visibili, che l'occasione fa conoscere ai più. Dentro e fuori si snodano circa due chilometri di percorsi fra vicoli e grotte, animati da figuranti in abiti d'epoca; il percorso comincia da Largo di Porta Maggiore, e in alcune edizioni è stato invertito per non ripetersi.

Nella prima edizione l'itinerario partiva da Villa Azzolino, dove era collocata la caserma-roccaforte dei soldati romani, passava per il Torrione, dove si rievocava il rito del censimento, e arrivava alla grotta della Natività. Quella grotta è esposta in uno spazio esterno rispetto al centro del paese, per ricordare come la grotta di Betlemme si trovasse in effetti fuori da Betlemme.

Il numero dei figuranti dipende dall'edizione e dalla sede: nelle edizioni dell'antico incasato sono 250, mentre nelle edizioni allestite al parco ciclistico «Daniela Calise», con 33 postazioni, i volontari sono circa 120. Una grande stella guida i visitatori, e tutto intorno c'è la Betlemme di duemila anni fa.

La moneta, il censimento, il velo

La Prutah, la moneta del tempo, viene coniata sul posto, nell'area riservata all'officina storica del fabbro; il soggetto della moneta celebrativa donata ai visitatori cambia di anno in anno: nel 2018 è stato il volto di San Giuseppe, in un'altra edizione il Tempio Ebraico. Per il conio si usa anche il «Caprone», una sorta di tamburo-ariete, esposto anche in ricordo di Paolo Rosati, storico figurante scomparso.

Poi c'è il censimento: i visitatori possono firmare davvero il libro, una pratica tornata a grande richiesta dopo che per alcune edizioni era stata abbandonata per comodità. E c'è il velo del Tempio, diventato un «velo interattivo»: in una via un vero velo sbarra la strada, e ogni visitatore deve attraversarlo: significa il passaggio dal Vecchio al Nuovo Testamento, dalla Bibbia al Vangelo, ma anche la morte, la vita e la resurrezione. Nella stessa direzione va il ruscello reale, con tanto di piccola cascata, inserito come simbolo della purificazione e della rinascita, da sempre legate all'acqua.

Gli antichi mestieri

Le postazioni che rievocano gli antichi mestieri sono il cuore del percorso: il ramaio, il funaio, i cestai, i fabbri, e la donna che produce il sapone fatto in casa, utilizzando la soda e il grasso degli animali macellati, proprio come facevano le nostre bisnonne. Lungo il percorso i visitatori possono ammirare decine di artigiani al lavoro con gli strumenti e secondo i rituali di un tempo, e in alcune edizioni i figuranti offrono assaggi di cibo e bevande.

Fra le ricostruzioni ci sono un piccolo mulino ad acqua nei pressi della Chiesa di Sant'Agostino, un forno per la cottura dei mattoni, l'area dei pescatori, una biga romana — acquistata a Pordenone — con una postazione dedicata alla romanità e un podio con il trono per il personaggio di Erode. Ci sono anche due cavalli, salvati dalla macellazione e acquistati dall'associazione, che li terrà con sé per sempre: Idol Deimar, una femmina nera, e Icaro, un esemplare rosso. Alla rappresentazione si aggiungono gli zampognari e, all'Epifania, l'arrivo dei Re Magi.

I figuranti recitano in silenzio, accompagnati dalle musiche natalizie. L'unica eccezione è Simeone, l'anziano sacerdote che serviva nel Tempio di Gerusalemme ed espresse il desiderio di poter incontrare il Messia prima di morire: la sua particolarità è quella di essere una figura attiva, che declama i suoi versi ai visitatori.

Dal 2004 a oggi

Il Presepe Vivente di Grottammare è nato nel 2004 e si è interrotto solo nei due anni segnati dalla pandemia — motivo per cui il conto delle edizioni è rimasto indietro di due rispetto agli anni. La scintilla era venuta da lontano: da anni il gruppo scout Grottammare 1 realizzava un presepe vivente nella zona di Villa Azzolino, e da quell'entusiasmo e dall'idea di Fabrizio Rosati nacque un gruppo affiatato, autocostituitosi Comitato Organizzatore e poi Associazione Presepe Vivente Grottammare, che oggi organizza la manifestazione con il patrocinio dell'Amministrazione comunale. Rimangono invariati i tre appuntamenti: il 26 dicembre, il 1° e il 6 gennaio.

L'idea era rievocare la nascita di Gesù con una manifestazione sociale e insieme toccante dal punto di vista religioso, dopo anni di attento studio dei personaggi e delle possibilità logistiche offerte dal paese alto. Il borgo, dicono gli organizzatori, si fa teatro: i cittadini sono gli attori, segno che non vogliono stare a guardare ma diventare parte attiva. Ogni anno l'organizzazione diventa ardua, perché ogni volta servono novità che evitino la ripetizione.

La visione di santa Brigida

Dietro l'immagine della Natività che il presepe mette in scena c'è una tradizione precisa. Santa Brigida, recatasi a Betlemme in pellegrinaggio, ebbe una visione sulla nascita di Cristo: nella grotta rischiarata dalla candela portata da un vecchio Giuseppe sta Maria, con i biondi capelli sparsi sulle spalle; accanto a lei sono deposti il mantello bianco, le scarpe, i panni per il bambino.

Maria si inginocchia in orazione, e il Bambino nacque in un «batter d'occhio»: allora la Vergine, chinato il capo e a mani giunte, lo adorò, lo strinse a sé mentre gli angeli cantavano, e lo fasciò. Questa rappresentazione, in cui i temi dell'adorazione e della preghiera al Bambino assumono una grande importanza — evidente anche negli atteggiamenti di Maria e Giuseppe —, si diffonde nel XIV secolo, quando si avverte l'esigenza di salvezza del singolo.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Grottammare per il Presepe Vivente non è complicato. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Grottammare è a 800 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di San Benedetto del Tronto: da lì bastano 14 minuti di guida (11 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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