Presepe Vivente Inclusivo a Cessalto 2026 - Due Re Magi in sedia a rotelle e un angelo in carrozzina
Il Presepe Vivente Inclusivo si allestisce nel periodo natalizio, fra dicembre e gennaio, a Cessalto, in provincia di Treviso, in Veneto, sul sagrato della chiesa parrocchiale, dove viene ricostruito un villaggio di Betlemme di oltre duemila anni fa. L'angelo arriva in carrozzina e due dei tre Re Magi sono tetraplegici, in sedia a rotelle. È una delle poche rappresentazioni della Natività al mondo alle quali partecipano anche figuranti con disabilità, ed è il primo presepe vivente in Europa a coinvolgerle.
Un paese dentro il paese
La ricostruzione occupa tutto il sagrato, e ogni anno si arricchisce di nuove postazioni. Ognuna rappresenta qualcosa di preciso: un'attività agricola o di allevamento, una bottega di commercio o di produzione, un luogo di culto o di costrizione, prima di arrivare alla misera stalla dove nacque Gesù.
Non è un paesaggio inanimato. Passeggiando per le vie di questa piccola Betlemme si passa davanti alla bottega del fabbro, che dopo aver arroventato il ferro nelle braci lo lavora con sapienti colpi di martello, e a quella del falegname, che costruisce sedie e altri mobili per la casa; poi la bottega delle sementi dove si vendono chicchi selezionati, il fornaio, il pescivendolo, i mercanti di stoffe e quelli di spezie e profumi. C'è la scuola con i suoi giovanissimi alunni e, poco più avanti, il laboratorio degli scribi intenti a compilare rotoli di pergamene.
Erode, i pastori e i lebbrosi
Il villaggio non racconta solo il presepe pacificato delle cartoline. C'è il tempio dei sommi sacerdoti e c'è il palazzo di Erode, dove il re cammina nervosamente ordinando ai suoi soldati di andare nelle case alla ricerca del Re bambino. Ai limiti del villaggio i pastorelli seduti attorno al fuoco vigilano su un piccolo gregge di pecore e capre, mentre un paio di lebbrosi vanno girovagando e lamentandosi del loro soffrire.
Per tener fede alle sacre scritture sono rappresentate anche la scena in cui l'Arcangelo Gabriele annuncia a Maria il futuro concepimento e quella del viaggio dei Re Magi, che guidati dalla luce celeste incedono nel loro cammino per portare i doni al nuovo nato. Nel villaggio è comparsa anche una casetta con i colori dell'Ucraina, richiamo esplicito all'attualità.
L'inclusione come regia, non come simbolo
La peculiarità di questa natività è fondere la tradizione con l'inclusione sociale, inserendo fra gli attori persone con disabilità motorie, sensoriali o intellettive appartenenti alle associazioni del luogo — fra le quali la Cooperativa Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza, il Melograno e la Comunità Alloggio Il Ponte. Una ragazza in carrozzina interpreta un angelo; due dei tre Magi arrivano in sedia a rotelle. I ragazzi dell'Associazione Italiana Persone Down Marca Trevigiana si occupano della distribuzione di bevande calde ai presenti.
Fra le scene c'è anche la caduta del lebbroso, introdotta — spiegano gli organizzatori — «per mostrare la prontezza dei bambini (più che degli adulti) nell'aiutarlo». La direttrice artistica lo riassume così: «Non si tratta di un teatrino, ma di un evento di comunità: nessuno parla e ogni ruolo ha pari importanza».
A Cessalto Gesù è stata una bambina
Il Gesù Bambino della capanna è stato una femminuccia di un mese e mezzo, e i suoi genitori — entusiasti di partecipare — ricoprivano i ruoli di Giuseppe e Maria; per quel ruolo si erano candidate tre famiglie. Loredana Dridani lo spiega così: «Gesù si incarna anche nella donna, non rappresenta solo l'uomo». Intorno alla mangiatoia, un nugolo di angioletti veglia attento sui sonni del bambinello.
Accanto alle figure sacre, nel villaggio, ci sono donne ucraine con parenti al fronte, ragazze albanesi e romene, bambini e anziani: persone con o senza disabilità, e un forte spirito natalizio.
Chi costruisce Betlemme, e da quanto
L'iniziativa è nata da un'idea del parroco di Cessalto, don Mauro Gazzelli, con l'équipe dell'Oratorio San Michele, l'organizzazione di volontariato «Solo per il Bene», la costituenda Compagnia Teatrale «S. Michele» e il coordinamento del Comitato Melograno; collaborano il Circolo Culturale Noi, i ragazzi dell'oratorio e il Comune di Cessalto.
I volontari mettono a disposizione le proprie professionalità — geometri, carpentieri, falegnami, muratori, sarte, costumiste — per ricreare, su basi storiche e quanto più fedeli possibile, vestigia, morfologia e urbanistica della Betlemme di oltre duemila anni fa. Lavorano da un anno all'altro per manutenere, conservare, abbellire e ingrandire il villaggio, aggiungendo ogni volta nuove postazioni. Il progetto è stato seguito anche con l'idea di trasformarlo in un docu-film.
Quanti sono
Fra gli 80 figuranti ci sono anche una ventina di persone con disabilità motorie, sensoriali o intellettive, e le associazioni di volontariato coinvolte sono 10, per un totale di circa 150 persone. Un terzo dei figuranti sono bambini, e alla seconda edizione i volontari erano già raddoppiati rispetto all'anno prima; il centinaio di volontari che partecipa a vario titolo lavora per mesi alla realizzazione delle scene. Alla costruzione del villaggio si sono rese disponibili quasi 50 persone.
Le vesti dei figuranti sono finemente confezionate, tanto nelle stoffe pregiate quanto negli indumenti più umili — e nel villaggio ognuno svolge il suo compito con una naturalezza tale da renderlo reale agli occhi del visitatore.
Il valore che il paese ci mette
Il presepe, ricordano gli organizzatori, è per quelle comunità non solo un simbolo cristiano ma una tradizione quasi millenaria, che risale al 1223. A Cessalto se ne rivendicano tre valori insieme: quello religioso, quello della comunità — perché tutta la popolazione cessaltina ha in qualche modo partecipato alla realizzazione — e quello della persona in quanto tale, «quindi anche delle persone con disabilità, senza distinzioni».
«La parola d'ordine di questo Santo Natale è inclusività», dicono gli organizzatori: «nessuno dev'essere lasciato indietro, anzi tutti sono benvenuti ad assistere alla rappresentazione».
Come arrivare alla festa
Raggiungere il Presepe Vivente Inclusivo a Cessalto richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Ceggia, a 5,3 chilometri da Cessalto, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Cessalto ha davanti un percorso di 2,8 chilometri, quattro minuti di guida.
Da vedere qui intorno
Nei dintorni, altre tradizioni che si tengono in questi mesi.
- Presepe Vivente a Revine Lago — dicembre
- Antica Fiera di Santa Lucia di Piave — novembre
- Panevin a Collalto — gennaio