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Presepe Vivente a Lugnano in Teverina 2026 - I nuovi nati

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Presepe Vivente si tiene a Lugnano in Teverina, in provincia di Terni, il 24, il 26, il 29 dicembre e il 5 gennaio. Il percorso si conclude nell'orto Ungari, dove una mangiatoia ospita «Gesù bambino interpretato, come da tradizione, dai nuovi nati nel comune». Il presepe è nato nel 1978, organizzato dall'associazione Clarc.

Dal 1978, quattro scene diventate più di venti

Il presepe di Lugnano in Teverina è «forse uno dei Presepi Viventi più longevi d'Italia, e sicuramente dell'Umbria».

All'inizio era una cosa piccola e solo religiosa: «inizialmente vista come mera manifestazione religiosa il presepe consisteva in quattro scene: la casa patriarcale, il falegname, l'accampamento dei pastori e la capanna.» Poi «nel corso degli anni vennero progressivamente aggiunte molte altre scene, riguardanti la rappresentazione di spaccati di vita quotidiana e di attività artigianali».

Oggi conta oltre 20 scene, con un centinaio di costumanti.

Le date restano quelle delle feste, dalla vigilia all'Epifania.

Le corazze dei soldati romani

La natività di Lugnano non ha l'ambientazione che ci si aspetterebbe: nel borgo sfilano «artigiani, pastori e soldati romani», e proprio i romani hanno il dettaglio di cui il presepe va più fiero.

«Caratteristica del presepe vivente di Lugnano in Teverina sono ad esempio le corazze dei soldati romani, copie perfette di quelle rinvenute negli scavi archeologici dell'est Europa.» Non repliche generiche, quindi: copie di reperti.

È la stessa attenzione che vale per tutto il resto: «la cifra stilistica che distingue il Presepe di Lugnano è la cura per i dettagli», con «scene di vita quotidiana dell'epoca, personaggi, strumenti e abiti» e «strutture che vengono ricostruiti e ricreati prestando massima attenzione ai dettagli».

Il carattere della manifestazione è quello di «una rappresentazione che si afferma fra sacro e profano, fra spiritualità e tradizione».

Dalla Porta di Sant'Antonio all'orto Ungari

Il percorso ha un ingresso e un'uscita fissi: «l'ingresso è situato alla Porta Medioevale di Sant'Antonio da dove partirà il percorso che si concluderà all'orto Ungari.»

E ha una scenografia costruita apposta: «tra le particolarità da vedere ci sarà il suggestivo mulino ad acqua costruito nella scenografia complessiva dell'orto Ungari», che è anche il luogo «dove è ubicata come scena finale la mangiatoia».

Nel mezzo, «ogni scorcio farà da scenografia alle diverse scene di vita quotidiana»: sono le vie del borgo a fare da impianto, senza teatri e senza palchi.

Si paga in monete d'epoca

La particolarità che tutte le fonti mettono per seconda riguarda il mangiare, e il modo di pagarlo. «All'interno del percorso sarà possibile degustare i prodotti tipici pagando in moneta d'epoca»: all'ingresso «sarà attivo un cambio moneta» — una fonte specifica che «occorrerà cambiare monete per sesterzi» — e con quelle si comprano le degustazioni nelle taverne del percorso.

Che cosa si trova lo dice un elenco che ricorre identico ovunque: «formaggi, salumi, frittelle e pizzarelle, salsicce arrosto ed altro ancora». E c'è un oggetto che resta: «insieme alle monete viene consegnato anche un bicchiere con cui si potrà assaggiare i vini locali, e al termine portarlo a casa come ricordo.»

Il cambio moneta non è attivo tutte le sere: le degustazioni ci sono «ad eccezione dell'appuntamento della vigilia di Natale», e in alcune edizioni si tengono «il 26 e il 29 dicembre e il 5 gennaio».

Ottocento anni da Greccio

Un'edizione ha avuto un tema che riguardava tutti i presepi viventi: «il primo tema è la ricorrenza dell'ottavo centenario dalla prima rappresentazione del presepe avvenuta a Greccio per opera di San Francesco d'Assisi.»

Quella prima volta è datata con precisione: «l'artefice, come è noto, fu San Francesco d'Assisi nella notte fra 24 e 25 dicembre 1223 a Greccio, nel reatino». Il Poverello «era da poco rientrato da un pellegrinaggio in Terra Santa», e realizzò la rappresentazione «dopo aver ricevuto l'autorizzazione» pontificia.

Il presepe di Lugnano, nato nel 1978, riprende così una tradizione che a Greccio risale a otto secoli prima.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Presepe Vivente a Lugnano in Teverina richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Attigliano-Bomarzo, a 9,5 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Attigliano, e il tragitto è di 11 chilometri per 13 minuti di guida.

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