Presepe Vivente a Miglierina 2026 - Canne e sacchi per coprire tutto ciò che è moderno
Il Presepe Vivente si tiene a Miglierina, in provincia di Catanzaro, in Calabria, fra dicembre e gennaio, in tre date. La nascita di Gesù è messa in scena lungo un percorso allestito fra i vicoli del borgo e nelle case aperte per l'occasione; alla sesta edizione hanno partecipato 114 figuranti e 121 volontari. Il presepe è organizzato dalla Parrocchia di Santa Lucia, sotto la guida del parroco don Pasquale Di Cello, che ne è anche il regista.
«L'allestimento esterno con canne e sacchi atti a coprire le parti "moderne" del paese è una pratica ormai consolidata da anni», dice lo scenografo Pasquale Caligiuri. Il presepe vivente non occupa un cortile: occupa il paese. Lo spettacolo «non si limita in un singolo edificio, ma è pervasivo e diffuso in ogni angolo», e ogni segno del presente viene nascosto perché il visitatore cammini davvero dentro un villaggio della Palestina di duemila anni fa.
121 volontari, 114 figuranti
In scena ci sono 114 figuranti — 45 uomini, 51 donne e 18 bambini — e dietro di loro 121 volontari, giovani e meno giovani, «che hanno dato una mano nel recuperare numerosi oggetti della tradizione, serviti ad arredare i vari ambienti allestiti».
Partecipano «donne, uomini, bambini, anziani e giovani», e la rappresentazione si tiene in tre date, nelle quali si alternano perfino due natività diverse.
Anche i vestiti raccontano com'è fatta questa comunità. I costumi sono «il frutto di una vera e propria comunione di beni»: da una parte quelli di proprietà privata, «custoditi gelosamente durante l'anno e cuciti da signore del paese»; dall'altra quelli acquistati per l'evento — le guardie Romane, le guardie di Erode, le Odalische — più altri della Parrocchia di Santa Lucia. Accanto lavorano la Compagnia Teatrale Miglierinese, la Pro Loco e la Banda Musicale Santo Gagliardi.
Il palazzo con il frantoio sotto
Il cuore dell'allestimento è un edificio vero. Lo scenario è l'antico palazzo Arcuri, nel centro storico, che la famiglia proprietaria mette a disposizione impegnandosi anche nella scenografia. «Le stanze sotterranee del Palazzo, in cui è presente tra l'altro anche un antico frantoio, si sono prestate in maniera naturale, per le sue fattezze, ad accogliere e a far rivivere gli eventi e gli ambienti della Betlemme di duemila anni fa.»
Lo stesso criterio vale per il resto del borgo, dove i luoghi non vengono imitati ma usati: la sede di Erode è l'antica farmacia, e poi ci sono il Pozzo dell'antico palazzo Puccio e la bottega di alimentari, «rimaste nel tempo immutati e immutate».
Quello che manca, invece, viene costruito: il mercato, il ponte sul ruscello, il ruscello stesso, la cascata con il laghetto del pescatore, la ruota del mulino ad acqua e la carbonaia.
I mestieri, e lo scaldaletto chiamato «prete»
Lungo il percorso ogni bottega mostra un lavoro: il fabbro, la preparazione della pasta, la bottega del vino, il calzolaio, il falegname. Alcuni figuranti si vestono da oste e coinvolgono i visitatori, altri fanno il calzolaio o la pettinatrice per le donne.
Le dimostrazioni sono dal vivo, e si vede «come si preparava una volta il formaggio, come si riempivano i mattoni, come si lavorava la lana e il telaio di legno, come si lavoravano il ferro e il legno».
Si chiama «prevete», il prete: è lo scaldaletto «che usavano i nostri antenati, quando non esistevano le borse calde» — «si infilava nel letto, e al suo interno veniva messo un braciere, la "monaca", con la brace accesa. La sua forma arcata non dava così la possibilità alle lenzuola di bruciarsi».
E nelle botteghe si assaggia: crispelle, fichi secchi, formaggio e miele, ricotta, vino, e il pane.
Le scene, e i Magi che arrivano in corteo
Non è solo un percorso di mestieri: c'è anche il teatro. La Compagnia Teatrale mette in scena l'Annunciazione e la Strage degli innocenti ordinata dal Re Erode, con le marce dei soldati romani.
La chiusura è l'arrivo dei Re Magi, accompagnati da un corteo fino alla grotta di Gesù bambino.
La prima testimonianza di un presepe vivente risale al 1223, quando San Francesco d'Assisi realizzò una rappresentazione della Natività a Greccio, usando una grotta come scenario e coinvolgendo persone e animali reali. Ogni comunità, da allora, la interpreta con gli elementi del proprio territorio — e Miglierina ci mette il frantoio, la carbonaia e lo scaldaletto.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Miglierina per il Presepe Vivente chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Serrastretta-Carlopoli, a 18 chilometri da Miglierina, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Marcellinara ha davanti un percorso di 6,3 chilometri, tredici minuti di guida.
Altre feste in provincia di Catanzaro
A dicembre, nei paesi vicini, ci sono anche queste feste.
- Presepe Vivente a Badolato — dicembre
- Presepe Vivente a Lamezia Terme — dicembre
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