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Presepe Vivente a Montefiore Conca 2026 - Si paga in denari

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Presepe Vivente si tiene a Montefiore Conca, borgo della Val Conca in provincia di Rimini, il 26 e il 30 dicembre e il 1° gennaio. Pastori, artigiani e legionari romani animano il centro storico trasformato in una piccola Betlemme, e lungo il percorso gli acquisti si fanno in denari, la moneta dell'epoca, cambiata agli appositi banchi. Sono quasi duecento i figuranti che partecipano ogni anno.

Un borgo che diventa Betlemme per tre sere

Il centro storico del piccolo borgo della Val Conca si trasforma in una piccola Betlemme. Per tre sere cambia faccia: luci soffuse, mestieri antichi, strade animate da pastori, artigiani, taverne e scene che riportano alle atmosfere di duemila anni fa.

Non è solo una rappresentazione, è una comunità che si mette in cammino. E infatti da trent'anni l'iniziativa unisce gli abitanti del Comune a quelli dei paesi vicini.

Il Presepe Vivente porta i visitatori dentro un percorso fatto di antichi mestieri, scene di vita quotidiana, musiche tradizionali e momenti teatrali all'aperto, che si intrecciano con la narrazione della Natività. Il percorso attraversa il centro storico e accompagna visitatori e famiglie dentro un viaggio nel tempo, fino alla Sacra Famiglia, cuore del Presepe Vivente.

Non è una scena statica da guardare da lontano: non è la classica messinscena religiosa, ma la ricostruzione di un angolo di Betlemme, con tanto di bancarelle delle spezie, panifici che sfornano pane, botteghe di artigiani al lavoro. Nel borgo vengono ricostruiti diversi ambienti tipici della quotidianità del tempo, come le osterie, le prigioni, il villaggio dei pescatori e i recinti per gli animali.

La moneta che si cambia all'ingresso

Il dettaglio che cambia la visita è economico. A rendere l'esperienza ancora più immersiva, all'interno del percorso gli scambi avvengono in denari, la moneta dell'epoca: un dettaglio che consente di acquistare piatti tipici, dolci e oggetti artigianali, rendendo la visita un vero viaggio nella quotidianità della Betlemme narrata dai Vangeli.

Gli euro restano in tasca: i punti di cambio si trovano lungo il percorso.

E con quei denari si compra da mangiare presso i figuranti che stanno lavorando: lungo il tragitto ci si può immergere nell'atmosfera del Presepe e partecipare assaggiando la carne dei pastori o il pesce dai pescatori, il vino nella locanda o il formaggio del casaro, il pane del mugnaio o la frutta del mercato, oppure acquistare le ceramiche, il tutto utilizzando i "denari del Presepe" da cambiare negli appositi banchi.

Dalla Porta Curina alla sala del Trono

L'ingresso è dalla Porta Curina, e si procede attraverso un percorso ben segnato lungo le strette stradine del borgo sottostante la Rocca.

Quello che si incontra camminando lo raccontano gli organizzatori partendo dagli odori: l'odore del pane appena sfornato, dell'incenso, delle spezie del mercato, si unisce al fumo dei tanti fuochi che segnano il percorso. E poi i mestieri, uno dopo l'altro: il ciabattino, il falegname, il battifalce, il maniscalco, i boscaioli, gli scultori, gli orafi, insieme a numerose scene di vita quotidiana.

Poi si sale, e il tono cambia. Arrivati alla fortezza, attraverso frequenti presidi di soldati si giunge alla sala del Trono, dove si trova Erode. Ed ancora un Senato romano, le terme con le matrone al bagno. Attorno, fuochi, mendicanti, un lebbrosario e tanti bambini, animali: non un angolo vuoto, non uno spazio libero, tutto curato nei minimi particolari. In cima a tutto una vera Betlemme con la sua cometa, che indica il cammino agli immancabili Re Magi.

In una delle edizioni il percorso si è allargato in un modo che di solito non è possibile: la Rocca malatestiana ha spalancato le sue porte, offrendo al pubblico la possibilità di avventurarsi lungo percorsi mai esplorati, visitando diverse stanze che fungevano da estensione del Presepe Vivente.

Due mesi di lavoro prima della prima sera

Quello che il visitatore attraversa in una sera richiede un cantiere lungo, e chi lo monta lo elenca senza risparmiarsi: i lavori iniziano due mesi prima per costruire capanne, piallare, battere chiodi, raccogliere arbusti, aprire vecchi scantinati, creare nuovi ambienti costruiti esclusivamente con drappi e tessuti, inventare grate, prigioni, osterie, recinti per asini e pecore, il villaggio dei pescatori, e poi ancora creare tavolette di cera per i bambini, un tornio costruito in esclusiva per il vasaio, scolpire nel legno e nella pietra, fondere oro per creare gioielli, e tante altre novità nate dalla fantasia e la grande voglia di stupire.

Un tornio costruito apposta per un vasaio che lavorerà tre sere: è la misura di quanto il paese ci tenga.

Quasi duecento figuranti e trentasei quadri

Sono quasi duecento i figuranti che, ogni anno, scelgono di partecipare con dedizione, riportando in vita storie, gesti e atmosfere che affondano le radici nella tradizione.

Fra pastori, legionari romani, artigiani, bottegai e le altre figure classiche della Natività, i figuranti danno vita a 36 quadri diversi. Oltre a Maria, Giuseppe e Gesù Bambino ci sono figuranti in costume che riproducono nei vari quadri i pescatori, le tribù nomadi, i pastori, e gli antichi mestieri come il falegname, il fabbro, il vasaio.

L'elenco dei mestieri si allunga ogni anno: dal fabbro al falegname, dall'arrotino al coniatore, passando per mugnaio, vasaio, ciabattino; e ai quadri tradizionali — come l'orafo e lo scultore — si sono aggiunti l'herbarium, il vetraio e il medico, dando vita a una vera e propria casa delle arti.

Nel cuore del borgo riecheggiano i passi dei pastori, il suono delle zampogne, il lavoro dei falegnami, dei fabbri, dei tessitori: una coralità che richiama il cammino dei Re Magi e restituisce allo spettatore il senso profondo della festa. L'intento di evocare il ricordo della notte di Betlemme e del cammino dei Re Magi porta attorno alla Rocca animali, pastori e rappresentazioni culturali.

A promuoverlo sono l'amministrazione comunale insieme alla Pro Loco, con il Comitato Cittadino: un teatro all'aria aperta e una tradizione che si rinnova ogni anno, simbolo di unità e aggregazione per un intero paese e la sua popolazione.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Presepe Vivente a Montefiore Conca richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Misano Adriatico, a 17 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Cattolica, e il tragitto è di 15 chilometri per 15 minuti di guida.

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