Presepe Vivente a Montalbano Elicona 2026 - Le case disabitate del quartiere Serro, dove nulla è di artefatto
Il Presepe Vivente di Montalbano Elicona, in provincia di Messina, si tiene il 26 e il 30 dicembre e il 6 gennaio nel quartiere Serro, uno dei più antichi del paese, e la sua particolarità sta in poche parole: «nel quartiere Serro, dove è ambientato, nulla è di artefatto». Il quartiere è stato scelto «per le sue caratteristiche architettoniche che riproducono un contesto storico privo di elementi artificiali», e l'assessore al turismo Fabio Truglio lo ha definito «un unicum» per l'autenticità dei suoi ambienti, «privi di ricostruzioni artificiali e capaci di ricreare atmosfere di secoli fa».
Le scene, di conseguenza, non stanno dentro casette da montare ma dentro case vere: «casette oggi disabitate, ma un tempo rifugio sicuro per le famiglie numerose e saldamente unite», «colme di storia autentica, di quotidianità vissuta dalle famiglie». «Ogni angolo, ogni casa o capanna raccontano le storie dei nostri concittadini di un tempo.»
Il fabbro, le tessitrici, il pane nei forni a legna
Il presepe occupa la parte più vecchia del borgo medievale, a due passi dalla piazza centrale. Vi prendono parte centinaia di figuranti, giovani e meno giovani, e la rappresentazione «permette l'entusiastico coinvolgimento di bambini, giovani, anziani e immigrati».
I mestieri riproposti sono quelli del passato montalbanese: il boscaiolo, i pastori, i vasai, i sellai, le tessitrici, «tutti intenti a svolgere il loro lavoro». Mentre il pane cuoce nei forni a legna e il fabbro anima le scintille del ferro battuto, nelle antiche botteghe e nei mercatini tornano a far bella mostra di sé ricotte fresche, formaggi, provole e le altre produzioni tipiche del luogo. I costumi mescolano due mondi: «la pelle dei pastori, le tuniche degli artigiani e i costumi broccati d'oriente», con i figuranti vestiti «nella maniera del popolo di Gerusalemme» e abiti che «richiamano alla memoria quell'angolo di terra araba che diede i natali al Figlio di Dio».
Il percorso è guidato dal buio e dal suono: «la tenue luce dei lumini, il suggestivo suono delle cornamuse e le voci di un coro natalizio guidano i visitatori verso la capanna della Natività, ultima tappa di un percorso di Fede Cristiana». Nei vicoli illuminati dalle torce si aggiungono zampognari e artisti.
Cominciato nel 2000, premiato come il migliore di Sicilia
Il sindaco Antonino Todaro ricorda che «la prima edizione del presepe vivente di Montalbano fu realizzata nel 2000». Da allora il lavoro è stato di rifinitura continua — «da oltre vent'anni lavoriamo per arricchire il nostro presepe e renderlo sempre più interessante: sono i piccoli dettagli a fare la differenza», dice Rosaria Aliberti, presidente dell'Associazione Rievocazioni Storico Religiose che organizza l'evento —, con in mezzo alcuni anni di pausa, dopo i quali il presepe è tornato.
Il presepe è stato premiato come «Miglior Presepe di Sicilia», ed è «diventato elemento identitario per il grande valore religioso, storico, e riconosciuto alle tradizioni popolari locali». La manifestazione è promossa dal Comune di Montalbano Elicona insieme all'Associazione Rievocazioni Storico Religiose e alla Pro Loco Mons Albus, con il patrocinio dell'Assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo e dell'associazione «I Borghi più belli d'Italia» — di cui Montalbano fa parte.
Intorno c'è il paesaggio: il presepe si svolge ai piedi del Castello Svevo Aragonese, «totalmente restaurato e tornato all'antico splendore», in una cittadina duecentesca «circondata dalla magia della riserva naturale Bosco di Malabotta, uno dei boschi più antichi della Sicilia» e dai misteriosi Megaliti dell'Argimusco. È «un intero paese che si trasforma nell'abbigliamento e nelle attività», e che «ritrova nella sua stessa storia e nel suo stesso vissuto le trame della più bella storia del mondo».
Come arrivare alla festa
Il Presepe Vivente a Montalbano Elicona si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Falcone, a 20 chilometri da Montalbano Elicona, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Patti ha davanti un percorso di 22 chilometri, trenta minuti di guida.
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