Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Natale » Presepi

Natale · Presepi

Presepe Vivente a Morano Calabro 2026 - Nella stalla c'è una famiglia vera, col suo neonato

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Presepe Vivente si tiene a Morano Calabro, borgo del Pollino in provincia di Cosenza, in Calabria, dal 25 dicembre al 6 gennaio. Il quartiere alto del centro storico, con la prima scena messa in atto il 24 a mezzanotte, diventa Betlemme, illuminata a monte da una grande stella cometa; nella grotta una vera famiglia veglia il proprio neonato nella mangiatoia. Il paese stesso, con le case che scendono lungo il colle sul quale è arroccato, «rappresenta da solo un vero e proprio presepe naturale».

Fare un presepe vivente in un posto così vuol dire aggiungere le persone a una scenografia che c'è già.

Nella stalla non c'è una recita

È qui che questo presepe si distingue da tutti gli altri, e conviene dirlo con le parole di chi c'è stato. «Quando si giunge nella stalla di Betlemme l'atmosfera si fa quasi surreale. Seduti sulla paglia, Giuseppe e Maria vegliano il loro Bambinello (come nella vita di tutti i giorni)

Non è un modo di dire: «una vera famiglia che diventa per un momento la Sacra Famiglia, con gli altri due bambini più grandi nella parte dei pastorelli», e il bambino nella mangiatoia è il neonato del paese. Accanto ci sono il bue e l'asinello, «che sornioni osservano i visitatori che in ordine e silenzio entrano ed escono dalla stalla».

Il percorso: fondaci veri, non fondali

Il tragitto parte da via Ferrante e prosegue per il Rione San Pietro, ai piedi della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, con qualche sconfinamento in zona Castello. Il rione è fatto di «casette, vecchi magazzini, stalle e viuzze», e le scene stanno dentro «ambienti molto antichi – alcuni risalenti al medioevo».

Nessuna delle ambientazioni è costruita da zero: «tutti gli ambienti, compresa la grotta, sono ricavati in angusti fondaci un tempo muti protagonisti del menage familiare; in ognuno si distinguono le componenti architettoniche essenziali, che hanno scandito il faticoso trascorrere delle ore per intere generazioni di uomini e donne». La grotta della Natività, che è «fedele ricostruzione della natività secondo l'iconografia cattolica classica», è ricavata in un vecchio fondaco di Largo San Pietro. E quello che si mette in scena non è solo la nascita: è «la trasposizione scenica della natività, degli usi e costumi della società ebraica di duemila anni fa», tenuta insieme dalla «essenzialità dei personaggi» e delle «location ricavate in ambienti antichi e originali».

Calzolai, lavandaie e il formaggio del pastore

Lungo la salita riaprono le botteghe artigiane e gli antichi magazzini, e al lavoro ci sono «calzolai, sarte, cucinieri, falegnami, lavandaie e fornai». Ci sono i piccoli ovili con caprette e pecorelle, le donne che lavorano la lana, le massaie che «mantengono intatto, anche attraverso la loro cucina, il sapore d'un tempo». In sottofondo, musiche e canti popolari.

Il presepe si visita anche assaggiandolo: «si può assaggiare un ottimo formaggio nella casa del pastore, prima di passare per il forno dove si prepara il pane, o nella stanza dove si lavano i panni con la cenere e il sapone fatto in casa con l'olio».

I cappuccini, e il filo che porta a Greccio

A organizzarlo è la locale Fraternità Cappuccina «in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e tutta la comunità»: fu frate Massimo Gallicchio a volere che nel paese si rappresentasse la natività con quell'atmosfera della notte santa. Il presepe di Morano ha una discendenza precisa: i cittadini, insieme ai Frati Francescani Cappuccini, lo hanno allestito «nel solco della tradizione che iniziò con la natività di Greccio (Rieti) di San Francesco d'Assisi nel 1223».

Il resto lo fa il paese. «A rendere speciale l'evento è il coinvolgimento dei concittadini che nei panni dei personaggi storici ripercorrono la nascita di Gesù»: non «semplice rappresentazione esteriore, ma ritorno alle radici, ricostruzione di un mondo legato ai ritmi della natura, al volto della gente e al respiro dell'anima».

Come arrivare alla festa

Arrivare a Morano Calabro per il Presepe Vivente chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Spezzano Albanese Terme, a 24 chilometri da Morano Calabro, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Morano Calabro ha davanti un percorso di 6,1 chilometri, otto minuti di guida.

Da vedere qui intorno

Nello stesso mese, qui intorno, si tengono anche queste.

Da leggere