Presepe Vivente a Mottola 2026 - Cento figuranti nelle grotte bizantine delle Sette Lampade
Il Presepe Vivente di Mottola, in provincia di Taranto, si tiene fra dicembre e il 5 gennaio, giorno della replica con la calata dei Magi. Circa cento figuranti in abiti d'epoca abitano le grotte del Santuario rupestre della Madonna delle sette Lampade lungo un percorso di circa un chilometro, e ogni grotta ospita un antico mestiere: il falegname, il fabbro, il fornaio, le massaie che confezionano il pane, le mozzarelle e la pasta fresca. Per la replica sono in scena un altro centinaio di figuranti: una cinquantina viene dal gruppo folkloristico «Mottola Fnodd OdV», che organizza la manifestazione, gli altri sono tutti volontari del posto.
Il presepe non viene costruito: viene abitato. Il santuario è a due passi dal paese, e il percorso si snoda attraverso grotte, anfratti e cripte di origine bizantina.
Non è una scenografia di cartone: sono grotte calcaree abitate dagli uomini per gran parte del Medioevo, ai piedi della collina mottolese, nel vallone. Il dislivello del terreno fa il resto, e ne esce un itinerario che nessun allestitore potrebbe inventare.
Un chilometro dentro la piccola Betlemme
La grotta della natività sta al centro, e intorno si sviluppa un percorso di circa un chilometro. Con l'ausilio delle luci soffuse e delle musiche appropriate, il visitatore entra nella piccola Betlemme mottolese, e ne diventa «esso stesso protagonista ed attore».
Lungo la strada ci sono un laghetto completamente rifatto, l'osteria, il fuoco, l'aia. E poi c'è il suono delle campane, che annunciano, nell'alternarsi del giorno e della notte, la nascita del Bambinello: il tempo del presepe non è quello dell'orologio, ma quello del racconto.
Le grotte dei mestieri
Le grotte naturali non restano vuote: ognuna ospita un antico mestiere. C'è il falegname, c'è il fabbro, c'è il fornaio, e ci sono le massaie che confezionano il pane, le mozzarelle e la pasta fresca.
Chi cammina le trova al lavoro davvero, ognuna col suo attrezzo: alle prese con il telaio della lana o con l'impasto di orecchiette, con la foggiatura dei latticini, con la stiratura dei panni col ferro a carbone. Intorno passano i figuranti in abiti d'epoca, i soldati e le bighe, e il gruppo folkloristico «Mottola Fnodd OdV» suona le musiche natalizie.
Chi sono i cento figuranti
Per l'allestimento sono impegnati circa cento figuranti, in abiti che riproducono fedelmente quelli dell'epoca, che rappresentano i principali episodi della Natività, e insieme le scene e i mestieri.
Chi siano lo dice il conto della replica del 5 gennaio, quando in scena c'è un altro centinaio di figuranti: una cinquantina viene dal gruppo folk «Mottola Fnodd OdV» — l'associazione che organizza tutto, iscritta nel RUNTS, col patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del comune di Mottola e del CSV Taranto — e gli altri sono tutti volontari del posto, ognuno per le proprie competenze e le proprie forze. È la regola generale dei presepi viventi, che li vuole organizzati da intere città o frazioni, con figuranti che sono solitamente loro abitanti: qui si vede a occhio nudo.
La cerimonia di inaugurazione, del resto, comincia con la benedizione del parroco della Chiesa San Paolo Apostolo di Mottola.
L'editto di Erode e la calata dei Magi
Le scene rappresentate sono due, e hanno un nome preciso: l'«Editto di Erode» e «La Calata dei Magi». È la seconda il momento più atteso, e arriva in serata: i Magi calano a cavallo per portare al Bambinello oro, incenso e mirra.
Il 5 gennaio la scena si replica.
Cosa si mangia lungo il percorso
Si possono degustare alcuni prodotti tipici nel pieno rispetto del periodo storico e del contesto religioso — una formula che vuol dire: niente fuori posto, niente fuori epoca.
In concreto, sui banchi arrivano pettole, bruschette con ricotta forte e olio extravergine d'oliva, formaggi di masseria e pizzette fritte, il tutto accompagnato da vino pugliese. E ci sono i particolari dolci della tradizione natalizia, che da queste parti non sono un contorno.
Come arrivare alla festa
Il Presepe Vivente a Mottola si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Palagiano-Mottola, a 5,9 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Palagiano nord, e il tragitto è di 9,0 chilometri per 11 minuti di guida.
Nei paesi vicini
Altri paesi vicini, altre feste.
- I Fuochi di San Ciro a Grottaglie — gennaio
- Carnevale di Massafra — febbraio
- Settimana Santa a Taranto — marzo