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Presepe Vivente Notte di Luce a San Biagio di Bagnolo San Vito 2026 - Il Gesù è un bambino vero e a ogni sera cambia famiglia

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il presepe vivente «Notte di Luce» si allestisce a San Biagio, frazione di Bagnolo San Vito, in provincia di Mantova, in Lombardia, fra Natale e metà gennaio. Nella sua capanna non c'è una statua. C'è una vera famiglia, con il proprio figlio di pochi mesi, che per una sera fa Maria, Giuseppe e Gesù. E siccome le rappresentazioni sono sei, le famiglie sono sei: una diversa ogni volta, ognuna col suo bambino.

La famiglia è la vera protagonista

Non è un dettaglio di scena, è il principio su cui il presepe è costruito. «Ogni mestiere vede un nucleo famigliare impegnato, ogni capanna racchiude una famiglia; la famiglia è la vera protagonista della manifestazione»: chi lavora il ferro, chi cuoce il pane, chi tinge le stoffe, ognuno è una famiglia intera. E lo stesso vale per il centro di tutto. Mamme e papà, insieme ai propri figli in fasce, si offrono di rappresentare la Famiglia con la F maiuscola di Betlemme.

Chi si offre non è sempre di San Biagio, e neanche sempre d'Italia. Negli anni hanno impersonato quel ruolo anche famiglie cinesi, rumene, albanesi e ghanesi; in una serata la Sacra Famiglia era una famiglia del Ghana che risiede vicino a Bagnolo. Gli organizzatori lo leggono come la prova che il presepe unisce culture molto diverse e lontane. Nelle edizioni più vecchie i nuclei familiari che si alternavano erano cinque, quante erano allora le rappresentazioni.

Cinquemila metri quadrati di campo sportivo

Betlemme si costruisce ogni anno da zero, sul campo sportivo attiguo alla chiesa parrocchiale, in via Chiesa, su un'area di circa 5.000 metri quadrati. I lavori cominciano a settembre e finiscono il giorno stesso del Santo Natale: un gruppo di volontari si adopera quotidianamente per arrivare puntuale all'appuntamento. Sono mesi di allestimenti, costumi, musiche e luci.

Il villaggio non è mai lo stesso. Ogni anno nascono nuove vie, nuove torri, nuove capanne, e il campo sportivo assume una fisionomia sempre diversa; una volta è stata nuova anche la cinta muraria all'ingresso. Le casette di legno sono ormai decine.

La frazione ha circa duemila abitanti, e vive questo momento con molta intensità e trepidazione. I figuranti che si alternano nelle varie serate sono circa 300, e a ogni rappresentazione ne sono presenti almeno 150; nelle edizioni più lontane erano oltre cento per sera.

Sessanta mestieri dentro le capanne

Nella prima parte della serata il paese di Betlemme è in attesa del Messia, e il pubblico passeggia dentro il villaggio per guardare quello che si fa. Le attività rappresentate nelle capanne sono circa 60: l'oste, il fornaio, i pescatori, i venditori di pesce, chi tosta l'orzo, il fabbro, chi lavora le arelle, i tintori di stoffe, chi produce le torce, le candele, le corde.

L'elenco cambia da un'annata all'altra, perché ogni anno se ne aggiunge qualcuno: sono arrivati così il falegname, il sellaio, il pescivendolo, il fruttivendolo e le filatrici, chi batte le monete e chi dipinge sul vetro e decora le ceramiche, il cestaio e il torciaio. Dentro il villaggio ci sono anche diverse locande che offrono ristoro ai visitatori: bevande calde e pane cotto al momento nel forno a legna.

All'imbrunire, la Natività

La seconda parte prende forma all'imbrunire. Le scene si susseguono nell'ordine del racconto: l'Annunciazione, la Visitazione di Maria a Elisabetta, l'annuncio dell'Angelo a Giuseppe, la nascita di Gesù, l'adorazione dei pastori e dei Magi. Poi c'è l'adorazione di tutti i figuranti alla Sacra Famiglia, cioè almeno 150 persone inginocchiate insieme davanti alla capanna, con canti e letture sacre.

Tutto questo avviene in una Betlemme illuminata solo da torce, fiaccole e lanterne — torce a cera realizzate sul posto, lanterne a petrolio — in uno scenario d'assoluto silenzio, nella penombra. Il silenzio è interrotto unicamente dalle musiche sacre e dalla lettura di brani del Vangelo.

Nella terza parte il pubblico rientra nel paese, ora ravvivato dalla presenza della Sacra Famiglia nella stalla, e può portarsi alla capanna per fermarsi un istante in adorazione, come hanno fatto poco prima i figuranti. È lo schema fondante della manifestazione, e la tripartizione resta anche quando cambia tutto il resto.

Le edizioni di Notte di Luce

Il presepe è organizzato dall'Associazione «Notte di Luce» insieme alla parrocchia di San Biagio e con l'Acli. Il tempo passato si misura così: «Oggi quel primo bambin Gesù è un uomo, i figuranti sono diventati centinaia, le casette sono diventate decine e i mestieri si sono sviluppati più che mai».

Le date cambiano di anno in anno, ma il periodo è quello: le rappresentazioni si tengono fra Natale e metà gennaio — il 25 e il 26 dicembre e poi nei giorni dell'Epifania e successivi, in numero variabile da quattro a sei. Una volta la Sacra Rappresentazione è stata modificata e integrata con una scena in più, l'episodio dei discepoli di Emmaus raccontato nel Vangelo di Luca, come richiamo al tema del cammino «E partirono senza indugio» proposto per il sinodo della chiesa mantovana.

È il presepe vivente più rappresentato nel Mantovano, ed è considerato un evento di rilievo nazionale.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Bagnolo San Vito per il Presepe Vivente Notte di Luce chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di San Benedetto Po, a 10 chilometri da Bagnolo San Vito, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Mantova Sud ha davanti un percorso di 2,0 chilometri, tre minuti di guida.

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