Presepe Vivente Teatrale a Corchiano 2026 - Il bambinello è vero, e i genitori fanno a gara
Il Presepe Vivente di Corchiano, borgo arroccato su uno sperone tufaceo della Tuscia viterbese, in provincia di Viterbo, va in scena fra il 25 dicembre e il 6 gennaio dentro le Forre del Rio Fratta. È l'unico a poter contare su un bambinello «vero», con i genitori che fanno a gara per vedere il proprio piccolo in braccio a Maria. E il turno passa di padre in figlio: chi anni fa fu protagonista nel ruolo di bambinello torna a portare il figlio, perché diventi interprete a sua volta.
Dentro un canyon scavato dall'acqua
La Natività qui non va in scena in una piazza o in un borgo qualunque. Va in scena nel fondo delle Forre del Rio Fratta, un profondo canyon scavato nella roccia di tufo dall'acqua nel corso dei millenni, considerato un monumento naturale unico in Europa.
Ci si arriva attraverso un'imponente tagliata viaria di epoca etrusca scavata nel tufo. Il Monumento Naturale delle Forre è oggi area naturale protetta, e un tempo era il centro nevralgico della vita contadina del paese: è un luogo di memoria storica, intriso di saperi locali e di antichi racconti.
Uno spettacolo che si guarda dall'alto in basso
Quello che si vede non è una semplice rappresentazione della Sacra Natività, ma un vero e proprio spettacolo teatrale all'aperto, che ripercorre gli episodi più significativi della storia dell'uomo, dalla sua creazione fino alla nascita di Gesù.
Lo spettatore scende lungo le pareti rocciose e assiste a una rappresentazione itinerante che si sviluppa su più livelli, dall'alto verso il basso, fino alla grotta della Natività. I quadri viventi sono disposti lungo il percorso: in alto Adamo ed Eva, poi la scena del censimento, e infine, nel punto più basso, la grotta con la Sacra Famiglia. Si susseguono l'Annunciazione, la Natività, la vita nel villaggio di Betlemme coi pastori e le greggi, fino all'arrivo dei Re Magi guidati dalla stella cometa. Per il pubblico viene allestita una tribuna.
Si comincia all'imbrunire, quando si accendono i fuochi. Quando il sole tramonta il pubblico si affolla lungo la vallata all'ingresso del paese, e la luce delle fiaccole rischiara i volti dei soldati che irrompono al galoppo sulla scena impugnando armi della guarnigione romana. A qualche metro di distanza anziani artigiani ripetono gesti di antichi mestieri, mentre alcuni pastori arrivano nel villaggio con il gregge al seguito. La coda per entrare si forma in Piazza IV Novembre.
Cento abitanti, e i ruoli che tutti vogliono
A dare vita ai quadri sono oltre cento abitanti di Corchiano, che si trasformano in pastori, artigiani, soldati romani e popolani. Ci sono personaggi di ogni età: il neonato Gesù Bambino, i giovani soldati romani, i vecchi artigiani.
Gli attori vengono scelti fra i giovani del paese, e i ruoli più ambiti sono naturalmente quelli della Madonna e di San Giuseppe. Ma sono molto ricercati anche gli Angeli, i Re Magi e soprattutto i soldati romani, per le loro belle divise e per la maestosità con cui irrompono in scena al galoppo dei cavalli. Molti ragazzi, nel ruolo di pastori e mandriani, accudiscono gli animali che prendono parte alla rappresentazione: mucche, pecore e gli asinelli del Parco delle Forre.
I costumi riprendono fedelmente i vestiti dell'epoca di Gesù, e le scenografie si arricchiscono ogni anno di nuovi scorci, effetti speciali e mestieri.
Piovani e Proietti
Questo presepe è conosciuto in tutta Italia per la sua teatralità. La colonna sonora che accompagna tutto lo svolgimento dello spettacolo è curata dal premio Oscar Nicola Piovani; la voce narrante che guida lo spettatore lungo il racconto è quella di Gigi Proietti. Insieme a loro ci sono la lettura di parti delle Sacre Scritture e numerosi effetti di scena.
Dal 1970, cambiando tre volte casa
Il Presepe Vivente nacque nel Natale del 1970 ad opera di un gruppo di giovani corchianesi, e la prima volta fu rappresentato nell'antico borgo, in piazza Garibaldi, detta piazza «Padella». Poi fu trasferito in un luogo più ampio, sotto via «Portavecchia», dove le rappresentazioni si sono protratte fino al 2006; da allora la scena è quella delle Forre.
È il presepe vivente più longevo d'Italia dopo quello di San Francesco a Greccio, e va avanti da oltre cinquant'anni senza aver mai cambiato la sua formula.
Un rito collettivo
A organizzarlo è la Pro Loco di Corchiano insieme al Comune: l'allestimento e la promozione sono curati dai soci, aiutati durante il loro tempo libero anche da altri cittadini volenterosi. Più che un evento, è un rito collettivo che ogni inverno unisce il paese e si tramanda di generazione in generazione.
Lo spettacolo va in scena fra il 25 dicembre e il 6 gennaio, e dal tramonto in poi il presepe rivive anche nell'antico borgo, fra cantine, prodotti tipici e gastronomia: nelle piazzette del centro storico si servono pizze fritte, caldarroste e vin brulé.
Come arrivare alla festa
Partecipare al Presepe Vivente Teatrale a Corchiano è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Corchiano è a 1,6 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Magliano Sabina: da lì bastano 17 minuti di guida (18 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Nello stesso periodo, poco lontano
Chi passa di qui a dicembre trova anche questi appuntamenti.
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