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Natale in Italia - la geografia delle tradizioni
In Italia il periodo natalizio dura circa quaranta giorni, dal 30 novembre alla prima domenica dopo l'Epifania, e dentro quell'arco i riti cambiano da una regione all'altra: i falò beneauguranti delle valli trentine, l'Avvento e i mercatini dell'Alto Adige, con il Nikolaus e i Krampus il 6 dicembre, Santa Lucia che porta i doni la notte del 13 dicembre in dieci province del Nord, San Nicola che a Castellaneta riceve dal sindaco le chiavi della città. E i presepi, da Greccio, dove nel 1223 san Francesco d'Assisi realizzò il primo presepe vivente, a Napoli.
Quaranta giorni
Il 30 novembre, giorno di Sant'Andrea, può considerarsi il primo giorno «ufficiale» dell'avvio del periodo natalizio, periodo che senza soluzione di continuità prosegue fino alla prima domenica dopo l'Epifania, per una durata di circa quaranta giorni.
Le vacanze e le luci
Dentro quell'arco le scuole si fermano — le vacanze «partono il 23 dicembre e proseguono fino al 6 gennaio» — e le città si vestono: nelle vie principali vengono messe catene di luci, alberi e presepi.
In Trentino il Natale si accende
Nelle valli trentine le Pro Loco «hanno messo in scena gli scenografici falò beneauguranti», che sono riproposizioni di rituali centenari legati al passaggio dal buio alla luce.
Il calendario dei fuochi non è unico: a Flavon, Denno e Carisolo il rogo è stato acceso già il 5 dicembre, in occasione di San Nicolò; lo stesso rito, ma nel giorno di Santa Lucia, tocca alle Pro Loco di Cavedago e Zuclo; a Spiazzo si accende nel giorno del solstizio.
A chiudere è il fuoco della Befana, il classico «brusa la vecia», a Castello Tesino, Mezzolago, Caoria, Prade, Cicona e Zortea.
I presepi che si abitano
Sono i presepi i veri protagonisti del Natale, siano essi viventi, in mostra o da scoprire dentro un borgo.
I presepi viventi tradizionali sono quelli delle Pro Loco di Lodrone, Tres, San Michele all'Adige, Cles e Nave San Rocco; c'è poi l'originalissimo Shalom della Pro Loco di Lundo, presepe vivente contemporaneo teatralizzato.
Un paese intero si è fatto presepe: il presepe a grandezza naturale di Faedo, il Paese del presepe, il più grande del Trentino.
L'Alto Adige ha un altro dicembre
In Alto Adige il periodo dell'Avvento ha un'importanza sconosciuta nel resto dell'Italia.
È il tempo dei mercatini — «i diffusi e popolari mercatini di natale», in tedesco Christkindl-, Weihnachts- o Adventsmärkte — e delle case che si preparano con dolci e biscotti tipici, l'albero, il presepe e le decorazioni.
Il 6 dicembre viene festeggiato in tutta la provincia e da tutti i gruppi linguistici l'arrivo del Nikolaus, accompagnato dai temibili Krampus, che porta piccoli doni e dolci — cioccolata, mandarini e frutta secca, bonbon, Pfeffer- o Lebkuchen — spesso nel caratteristico sacchettino rosso.
La sera del 24 arriva invece il Christkind, e la convivenza fra le due figure segue la lingua di casa: Babbo Natale «è molto più diffuso tra i bambini di madrelingua italiana, sebbene nella maggior parte delle famiglie viga il binomio Gesù Bambino/Babbo Natale».
Chi porta i doni cambia con la provincia
I bambini delle province di Trento, Udine, Verona, Piacenza, Lodi, Cremona, Mantova, Bergamo, Brescia e della bassa modenese trovano i doni portati anche da Santa Lucia da Siracusa durante la notte del 13 dicembre.
Santa Lucia «viene festeggiata solennemente con funzioni religiose e folkloristiche proprio a Siracusa, città natale della santa».
Un altro pezzo d'Italia si affida invece a San Nicola: la tradizione di San Nicolò che porta regali ai bambini è festeggiata in tutto il Trentino-Alto Adige, oltre che in Friuli, nel bellunese e nella Sinistra Piave.
Le chiavi della città consegnate a un santo
A Castellaneta vale il detto «Se un buon Natale vuoi fare, da San Nicola devi cominciare», e nel pomeriggio il simulacro argenteo viene traslato dalla Chiesa di San Michele Arcangelo verso il piazzale del Municipio, dove avviene la simbolica consegna delle chiavi da parte del Sindaco al Patrono, davanti alle autorità civili e militari. Il finale è l'accensione del grande albero in Piazza Principe di Napoli.
La Confraternita Maria SS. della Luce fin dal XVII secolo organizza ininterrottamente la processione notturna della Notte di Natale, e all'Epifania la ripropone in forme ridotte attorno al Tempio di San Francesco all'Immacolata, con il Bambino portato sotto un pregevole baldacchino in seta.
Due tappe che meritano un viaggio a parte
Due luoghi pesano sulla mappa più di tutti gli altri. Il primo è Greccio, dove San Francesco d'Assisi nel 1223 realizzò il primo presepe vivente della storia. Il secondo è Napoli, dove dal XVIII secolo, sotto il regno dei Borbone, il presepe raggiunse «notevoli vette artistiche», mescolando accanto alla Sacra Famiglia «scene di vita quotidiana, contadini, artigiani e persino nobili».
Il presepe in famiglia, e gli zampognari
A Città della Pieve viene indetto il concorso «Il presepe in famiglia», aperto alle famiglie del paese e, come categoria separata, «alle scuole dei ragazzi dall'infanzia fino alla terza media».
Gli zampognari del Gargano allietano con le melodie natalizie il centro storico.
Nei paesi vicini
Altri paesi vicini, altre feste.
- Corsa dei Krampus a Vipiteno — dicembre
- Falò della Krampusnacht — dicembre
- Sfilata dei Krampus a Bolzano — dicembre