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Le tradizioni di Ognissanti e dei morti in Toscana: riti, piatti e usanze del posto
In Toscana il primo novembre si praticava il «Ben di morti»: le famiglie che potevano distribuivano cibo ai poveri, e chi aveva una cantina aggiungeva un bicchiere di vino. I bambini, quel giorno, portavano al collo una collana di mele e castagne bollite.
Si chiamava sfilza.
Il Ben di morti
L'usanza del Ben di morti, o bèn d'i morti, si celebra in alcune province della regione.
Le famiglie ricche distribuivano cibo ai poveri: uova, farina di castagne, olio, fave secche e fichi secchi. Chi aveva una cantina ci aggiungeva un bicchiere di vino. In alcune zone erano i bambini poveri a bussare alle porte chiedendo il Ben di morti.
A Massa Carrara il senso è ancora più esplicito: erano i defunti ad assegnare alle famiglie il compito di donare cibo e vino ai poveri.
La sfilza
I bambini, in quelle zone, portavano al collo la sfilza: una collana di mele e castagne bollite.
In dialetto si chiama «Codana d' baḍóti cón i pómi rotèḍa». La collana si appendeva in fondo al letto e si indossava il mattino seguente.
La tavola per chi passa
La sera del 1° novembre si prepara il tavolo con il cibo per i defunti, e si lascia un posto a tavola per i morti che tornano a visitare, con l'acqua o il vino.
In cucina si lasciavano il pane, il farro, le ballotte — le castagne bollite — e il sale, per onorare il passaggio dei defunti.
Ognissanti in famiglia
In Toscana la vigilia di Ognissanti era la festa della famiglia riunita, e il 1° novembre è una giornata festiva con la messa e il pranzo insieme.
I crisantemi che non si regalano
Il 2 novembre si va al cimitero: si puliscono le tombe e si portano i fiori e i lumini. Molti rientrano nel paese d'origine per l'occasione.
Il fiore della ricorrenza è il crisantemo — e proprio per questo, in Toscana, non si regala ai vivi: è legato alle tombe. Quel giorno si celebra anche una messa da requiem all'alba, con le preghiere e le offerte per le anime del Purgatorio.
La Schiaccia e il Pane dei Santi
Per Ognissanti si preparano due dolci:
- la Schiaccia dei Santi, con uvetta, fichi e noci;
- il Pane dei Santi, che ha gli stessi ingredienti ma in un impasto di pane, con l'uvetta, le noci e i semi di anice.
A Siena il dolce di Ognissanti è il Pan co' Santi, e nello stesso periodo i Cavallucci si offrono ai viandanti e ai pellegrini.
Il castagnaccio e il Pan ficato
Il dolce autunnale toscano per eccellenza è il castagnaccio, che in questo periodo si prepara spesso.
A Pisa e dintorni, il 1° e il 2 novembre, si mangia il Pan ficato, chiamato anche tortino de' morti.
Il 2 novembre, in tavola, si cucinava il farro con i fagioli.
Domande frequenti
Che cos'è il Ben di morti
Era l'usanza toscana per cui le famiglie che potevano distribuivano cibo ai poveri — uova, farina di castagne, olio, fave e fichi secchi — e chi aveva la cantina offriva un bicchiere di vino.
Che cos'è la sfilza
È la collana di mele e castagne bollite che i bambini portavano al collo: si appendeva in fondo al letto e si indossava il mattino seguente.
Perché in Toscana i crisantemi non si regalano
Perché sono il fiore della ricorrenza dei morti e restano legati alle tombe.
Quali sono i dolci toscani di Ognissanti
La Schiaccia dei Santi e il Pane dei Santi, con uvetta, fichi e noci; a Siena il Pan co' Santi e i Cavallucci; a Pisa il Pan ficato, detto tortino de' morti; e il castagnaccio.