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Le tradizioni di Ognissanti e dei morti in Trentino-Alto Adige: riti, piatti e usanze del posto
Nelle vallate dolomitiche il capofamiglia mette fuori dalla porta l'acqua e una scodella di cìna, la zuppa fatta con gli avanzi del pranzo. Se le anime non trovano da bere e da mangiare, dice la tradizione, entrano in casa e «tiràn pàr i pèi».
In Val d'Ultimo i bambini chiedono Krapfen.
La sera dei Santi
Nelle vallate dolomitiche la sera dei Santi è una sera di preghiera e vicinanza alle anime dei defunti.
Nel pomeriggio si preparano le zucche o le rape intagliate, con i simboli cristiani e un lume acceso dentro. Si prega per i morti con le Cènt rèchie.
Poi il capofamiglia pone fuori l'acqua e una scodella con la cìna, una zuppa fatta con vari avanzi del pranzo. Nella notte fra il 1° e il 2 novembre le anime escono dai cimiteri e vagano per i paesi: se non trovano acqua o ristoro, entrano in casa e «tiràn pàr i pèi».
Lì i morti devono essere sempre sepolti con l'abito da festa.
Le cobie di Ronchi Valsugana
A Ronchi Valsugana, la sera del 1° e del 2 novembre, suonano le cobie dei morti.
Ogni famiglia pone fuori dalla porta un secchio colmo d'acqua per i trapassati.
Il Kropfenlottern della Val d'Ultimo
In Val d'Ultimo, il 31 ottobre, i bambini vanno di casa in casa recitando poesie: è la Lotter-Mission, che in tedesco si chiama Kropfenlottern.
Non dicono «dolcetto o scherzetto»: chiedono i Krapfen. Girano con il cappello, il grembiule blu e lo zaino, e recitano le strofe rimate delle loro lamentazioni per ottenere i dolci. L'usanza antica dell'«elemosina dei Krapfen» è mantenuta viva dalle giovani generazioni.
Krapfenschnappen
Lo stesso rito sopravvive in Osttirol e in Südtirol con il nome di Krapfenschnappen: bambini e ragazzi vanno di casa in casa il 31 ottobre e a Ognissanti, e recitano poesie o canti in cambio dei Krapfen e di altri doni.
Cambia nome di valle in valle: a Defereggen è il Grégeln, a Debant e all'Iselsberg il Krapfenschnagglern.
La Fochaz dei padrini
Per Ognissanti, in Alto Adige, i padrini e le madrine portano ai figliocci una Fochaz dolce.
Ha due forme, una per ciascuno:
- il Fochaz-Henne, a forma di gallina, per le bambine;
- il Fochaz-Hasen, a forma di coniglio, per i bambini.
La tradizione è nata quando i santoli non potevano permettersi regali costosi.
L'acqua che raffredda le anime
Le famiglie decorano le tombe prima di Ognissanti, con le candele, le composizioni floreali e i fiori.
La benedizione delle tombe con l'acqua santa ricorda il battesimo; nel folklore locale quell'acqua dovrebbe raffreddare le anime del purgatorio. A mezzogiorno, secondo un'usanza locale, le campane liberano per un giorno le armi seelen.
I cimiteri si riempiono di parenti, amici e conoscenti: si va a illuminare la morte con la luce del ricordo, e le candele sono il segno che i defunti restano nel cuore di chi li ha amati. Il 2 novembre la visita si ripete.
Domande frequenti
Che cos'è la cìna
È la zuppa fatta con gli avanzi del pranzo che, nelle vallate dolomitiche, il capofamiglia mette fuori dalla porta insieme all'acqua, per le anime che vagano nella notte.
Che cosa succede se le anime non trovano ristoro
Secondo la tradizione dolomitica entrano in casa e «tiràn pàr i pèi», cioè tirano per i piedi.
Che cos'è il Krapfenschnappen
È l'usanza per cui bambini e ragazzi vanno di casa in casa il 31 ottobre e a Ognissanti recitando poesie o canti, per ricevere Krapfen e doni. In Val d'Ultimo si chiama Kropfenlottern.
Che cos'è la Fochaz di Ognissanti
È il dolce che padrini e madrine portano ai figliocci: a forma di gallina per le bambine, di coniglio per i bambini. Nacque perché i santoli non potevano permettersi regali costosi.