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Come è nato il Palio del 2 luglio: la Madonna di Provenzano e le prime corse
Il Palio del 2 luglio nasce da una statuetta di terracotta colpita da un colpo di archibugio: quella della Madonna di Provenzano, che secondo la tradizione un soldato prese di mira nel 1552. La corsa in suo onore diventa stabile nel 1656.
Da quella data comincia la storia del Palio delle Contrade.
La statuetta di Provenzano
La tradizione colloca l'origine nel Cinquecento. Una statuetta di terracotta smaltata raffigurante la Madonna era fissata al muro di una modesta casa del rione di Provenzano, dentro un'edicola; secondo il racconto vi era stata portata da santa Caterina da Siena.
Il 2 luglio 1552 un soldato le sparò con un archibugio. La tradizione lo colloca fra i soldati dell'imperatore Carlo V acquartierati a Siena, e ne fa uno spagnolo ubriaco. L'immagine andò quasi tutta in frantumi.
Quello che seguì è il motivo per cui la storia è arrivata fino a noi: al colpo seguirono grazie e miracoli, e nel quartiere nacque una fortissima venerazione popolare.
La chiesa
Il culto crebbe abbastanza in fretta da produrre un edificio.
- 20 agosto 1595. Cominciano gli scavi delle fondamenta della chiesa di Santa Maria in Provenzano.
- 1604. Si conclude la parte architettonica.
- 1611. Finiscono i lavori di rifinitura e abbellimento.
- 23 ottobre 1611. La chiesa viene solennemente consacrata.
Il santuario fu intitolato alla Visitazione della Beata Vergine Maria a santa Elisabetta, la cui festa liturgica antica cadeva il 2 luglio: è la coincidenza di calendario su cui si innesta tutto il resto.
Come nasce la corsa
L'idea arriva prima della sua realizzazione.
1603. Viene avanzata una prima proposta per correre un Palio il 2 luglio in onore della Madonna.
1633. La proposta trova un'attenzione episodica, nello stesso anno del primo Palio alla tonda.
1656. È l'anno della svolta: si decide di correre il Palio il 2 luglio, giorno della festa della Madonna di Provenzano, «alla tonda» in Piazza del Campo, coinvolgendo le Contrade. Da qui il Palio alla tonda assume cadenza regolare e struttura definitiva, e prende forma la storia del «Palio delle Contrade».
1659. L'organizzazione passa direttamente alla Biccherna, la magistratura finanziaria del Comune: il Palio diventa un affare pubblico.
Le regole che nascono qui
Tre elementi del Palio moderno vengono da questi anni.
La bisdossa. Due anni prima del 1659 fu stabilito che i fantini corressero «alla bisdossa», cioè a pelo, senza sella. È ancora la regola oggi.
Il sorteggio dei cavalli. Nei primi Palii erano le Contrade a doversi procurare il cavallo; dal 2 luglio 1676 i cavalli vengono assegnati per sorteggio, e la corsa smette di premiare chi ha più denaro.
Il ringraziamento alla Madonna. Il cavallo vincitore doveva seguire il fantino dentro la Collegiata di Provenzano, e il Te Deum di ringraziamento divenne presto un canto alla Madonna.
Il drappellone e la chiesa
Il legame con il santuario è rimasto anche nel percorso del premio: il 2 luglio il drappellone viene portato nel Palazzo Comunale, e la sera, dopo la corsa, torna nella Collegiata.
Che rapporto ha con il Palio d'agosto
La corsa di luglio, come Palio alla tonda regolare, è più antica di quella del 16 agosto: la prima nasce nel 1656, la seconda arriva più tardi.
Non significa però che sia più antica la festa: la devozione senese verso la Vergine è medievale, e fin dal 1200 esiste testimonianza di una corsa di cavalli a Siena, con il documento del 1239 che registra la multa a Ristoro di Bruno di Cigurda — arrivato ultimo e reo di aver rifiutato il maiale che spettava all'ultimo in segno di scherno.
Domande frequenti
Perché il Palio del 2 luglio è dedicato alla Madonna di Provenzano?
Perché in quel giorno del 1552, secondo la tradizione, un soldato sparò con l'archibugio a una statuetta della Madonna nel rione di Provenzano: l'immagine andò in frantumi e ne seguirono grazie e miracoli, con una grande devozione popolare.
Quando è nato il Palio di luglio?
Nel 1656, quando si decise di correrlo «alla tonda» in Piazza del Campo il 2 luglio, coinvolgendo le Contrade. Dal 1659 l'organizzazione passò alla Biccherna.
Che cosa vuol dire correre «alla bisdossa»?
A pelo, cioè senza sella: la regola fu stabilita alla fine degli anni Cinquanta del Seicento ed è ancora in vigore.
Da quando i cavalli si sorteggiano?
Dal 2 luglio 1676: prima erano le Contrade a doversi procurare il cavallo.