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Casatiello e tortano: che differenza c'è fra i due lievitati napoletani

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La differenza fra casatiello e tortano sta tutta nelle uova: nel casatiello stanno sopra, intere e col guscio, fermate a croce da strisce di pasta; nel tortano invece sono sode e finiscono dentro l'impasto, tagliate a spicchi insieme al resto della farcia.

L'impasto, invece, è quasi lo stesso.

La differenza in una riga

Il casatiello ha le uova crude e intere disposte sopra la ciambella, con il guscio.

Il tortano ha le uova sode, tagliate a spicchi, dentro l'impasto insieme alla farcia.

La differenza fra i due prodotti riguarda solo le uova. Secondo un'attribuzione a Rosamaria Curcio sono la stessa preparazione, e il tortano è la versione senza uova in corona.

L'altra differenza: quando si fanno

C'è un secondo criterio, meno noto, e riguarda il calendario.

Il casatiello si prepara solo nel periodo di Pasqua. Il tortano si fa tutto l'anno, ed è descritto come un rustico della cucina napoletana non legato in modo esclusivo alle festività pasquali — anche se il periodo pasquale resta il suo momento più diffuso.

L'impasto

La base è la stessa per entrambi: acqua, farina, lievito e strutto, che è l'ingrediente che li rende morbidi e saporiti.

Le dosi cambiano da ricetta a ricetta:

Un'altra versione, valida per entrambi, parte da 700 g di farina «0» e 400 ml d'acqua tiepida.

La farcia

Il ripieno è quello della salumeria napoletana, tagliato a cubetti.

Nel casatiello entrano salame Napoli, pancetta affumicata o dolce, provolone piccante, pecorino e ciccioli. Nel tortano si trovano pecorino — anche 100 g grattugiato —, provolone, mortadella, salame e ciccioli; in alcune versioni 300 g di provolone dolce a dadini e olio extravergine.

Le quantità di salumi sono generose: 600 g nel casatiello di una ricetta video, 900 g nel tortano corrispondente.

Come si fa

Il procedimento è comune, e cambia solo il momento in cui entrano le uova.

Si impastano prima acqua e sale, poi si aggiungono farina e lievito di birra, quindi lo strutto, il pepe nero e la farina restante. Si impasta per venti minuti e si lascia lievitare il panetto un'ora, coperto da un panno umido.

Poi la pasta si stende con il matterello, si spalma la superficie di strutto e si dispone la farcia. A questo punto le strade divergono: nel tortano si aggiungono anche le uova sode a spicchi, nel casatiello no.

Si arrotola chiudendo gli ingredienti dentro la pasta e si mette nel ruoto già unto di strutto. Sul casatiello si dispongono le uova crude — quattro, a croce, o cinque — e si lascia lievitare ancora tre ore.

La cottura indicata in una ricetta è di 180 gradi per venti minuti, in uno stampo da 20 centimetri. Per lucidare si può usare un tuorlo con tre o quattro cucchiai di latte.

Le origini

Le radici del casatiello sono lunghe: risalgono alla Napoli greca e romana.

Esiste anche una versione dolce del casatiello, preparata con uova, zucchero, strutto e glassa: stessa forma a ciambella, contenuto opposto.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra casatiello e tortano?

Le uova: nel casatiello sono crude e intere sopra la ciambella, nel tortano sode e tagliate a spicchi dentro l'impasto. L'impasto di farina, acqua, lievito e strutto è lo stesso.

Si fanno nello stesso periodo?

Il casatiello si prepara solo a Pasqua, mentre il tortano si fa tutto l'anno.

Il ripieno è diverso?

Nella sostanza no: salumi e formaggi a cubetti — salame Napoli, provolone, pecorino, ciccioli — con lo strutto a legare l'impasto.

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