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Le tradizioni di Pasqua in Liguria: riti, piatti e usanze del posto
A Ceriana, nell'entroterra di Sanremo, durante la Settimana Santa le campane tacciono e nei carrugi si sentono i corni di castagno: la corteccia si arrotola a spirale il giorno stesso della processione. Il Venerdì Santo sfilano i bambini vestiti da angeli.
In Liguria il Crocifisso guarda verso la coda del corteo.
I corni di Ceriana
A Ceriana i corni di corteccia di castagno prendono il posto delle campane. Si costruiscono arrotolando a spirale la corteccia di un alberello, il giorno stesso della processione, e insieme alle tabulae accompagnano tutta la settimana.
Il Giovedì Santo si celebra la Cena del Signore: si canta il Pange Lingua alternato al suono dei corni e delle tabulae, e le quattro confraternite intonano il Miserere, lo Stabat Mater e le laudi penitenziali.
Il Venerdì Santo, dopo la celebrazione della Passione secondo Giovanni, esce la Processione degli Angioletti e delle Confraternite: i bambini vestiti da angeli portano i simboli della Passione, mentre le confraternite marciano con le torce, gli stendardi e l'abito del proprio colore. Alla fine, in piazza, si distribuiscono i frisciöi, le frittelle di verdura o di pesce.
Le processioni del Venerdì Santo
In tutta la regione il venerdì è il giorno delle processioni solenni, animate dalle confraternite, che portano le grandi casse processionali con i gruppi scultorei di legno.
Il Crocifisso è rivolto verso la coda del corteo, e non verso la testa. La spiegazione che si dà sul posto richiama le antiche tradizioni marinare.
A Savona, il venerdì prima di Pasqua, sfilano quindici gruppi lignei che precedono l'Arca della Santa Croce — ma soltanto negli anni pari. A Genova e in tutta la Liguria compaiono i Cartelami, le grandi sagome dipinte di epoca barocca usate nella liturgia e nei Santi Sepolcri.
Masone
A Masone, nell'entroterra genovese, l'Arciconfraternita tiene la Via Crucis per tutta la settimana, poi la Processione del Cristo Morto e la Visita al Cristo Deposto.
I protagonisti sono i tabarri, i confratelli vestiti di nero. La Crocifissione e la Deposizione si svolgono all'Oratorio Vecchio e in piazza Oratorio, e la cassa con il Cristo deposto viene portata nell'Oratorio di piazza Castello, per la deposizione nel sepolcro.
Le palme e i palmureli
La settimana si apre con la Domenica delle Palme: a Genova i fedeli si radunavano nel Duomo, e la processione ricordava l'ingresso a Gerusalemme.
In Riviera, già nel mese di marzo, si preparano i palmureli: foglie di palma di cui si ferma la pigmentazione chiudendo e legando le corolle. L'ulivo benedetto quel giorno torna poi a tavola, dentro le uova.
Le quindici candele
Nei tre giorni prima di Pasqua il parroco spegne, una dopo l'altra, quindici candele poste su un candelabro triangolare: stanno per gli apostoli e le tre Marie.
L'ultima, per tradizione, non si spegne.
La tavola
Il piatto che apre il pranzo sono le uova ripiene della fortuna: uova sode con capperi e olive taggiasche, e al centro una fogliolina di ulivo benedetto la Domenica delle Palme. La forma è quella di una piccola barca con la vela, e la vela accoglie il vento della buona fortuna.
Poi arrivano:
- le lattughe ripiene, di carne, servite nel piatto fondo immerse nel brodo, diffuse a Genova e dintorni;
- i ravioli e, nel ponente, le piccagge verdi — tagliatelle fatte a mano il cui verde viene dalle borragini o dalle ortiche; il nome è il dialettale piccaggia;
- l'agnello al forno con le patate o i carciofi;
- la cima ripiena, la cima alla genovese, popolare soprattutto nel Genovesato.
Nel ponente si preferisce la torta verde, e il dolce finale sono le bugie bagnate con l'acqua di fiori d'arancio amaro. Il ripieno tradizionale è il prebuggiun, il misto di erbe spontanee.
La torta pasqualina
La torta pasqualina è fra le ricette liguri più antiche, e si fa risalire al Quattrocento: sfoglie di pasta sottilissime, ripieno di bietole con ricotta o prescinsêua, e le uova intere che si scoprono al taglio della prima fetta.
Anticamente le sfoglie erano trentatré, quanti gli anni di Cristo. Il forno in cucina non l'avevano tutti, e la torta si portava a cuocere dal fornaio: per ritrovare la propria, ogni famiglia incideva le proprie iniziali sulla pasta. Si mangia a pranzo la domenica, e quel che avanza va nel cestino di Pasquetta.
I cavagnetti
I cavagnetti sono i dolci pasquali liguri: piccoli cestini di pasta dolce con un uovo vero, col guscio, fermato al centro da una treccia di pasta e cotto in forno.
Il nome viene da cavagna, che in dialetto è la cesta. Prima che arrivasse la colomba erano il dolce di Pasqua della regione: si portavano in chiesa per la benedizione e poi si donavano ai bambini. Chi segue l'uso antico dipinge il guscio di rosso, colore della vita e dell'amore.
Gli appuntamenti
A Santa Margherita Ligure la domenica di Pasqua si tiene la mostra mercato della maggiorana, che in Liguria si chiama erba persa. A Rapallo, la mattina di Pasqua, al Chiosco della musica si scarta un uovo gigante.
Domande frequenti
Perché a Ceriana si suonano i corni
Perché durante la Settimana Santa prendono il posto delle campane: sono corni di corteccia di castagno, arrotolata a spirale il giorno stesso della processione.
Perché in Liguria il Crocifisso è rivolto all'indietro
Nelle processioni del Venerdì Santo il Crocifisso guarda verso la coda del corteo: la spiegazione locale richiama le antiche tradizioni marinare.
Che cosa sono i cavagnetti
Sono i dolci pasquali liguri a forma di cestino, con un uovo vero fermato da una treccia di pasta. Il nome viene da cavagna, la cesta.
Perché la torta pasqualina aveva trentatré sfoglie
Perché tanti erano gli anni della vita di Cristo. Ogni famiglia incideva le proprie iniziali sulla torta, che si portava a cuocere dal fornaio.