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Le tradizioni di Pasqua in Lombardia: riti, piatti e usanze del posto
A Bormio, la domenica di Pasqua, i cinque rioni portano a spalla i Pasquali: portantine allegoriche costruite durante l'inverno, che possono pesare anche alcune tonnellate. A Gromo, la sera del Venerdì Santo, si accendono i falò sui sassi del Serio.
A Mantova quel pomeriggio si aprono dodici serrature.
I Pasquali di Bormio
I Pasquali sono la tradizione pasquale di Bormio, in Valtellina: portantine a tema religioso che i rioni costruiscono nei mesi d'inverno, con il lavoro degli abitanti, degli artigiani e degli appassionati.
La domenica di Resurrezione i Pasqualisti, in costume tradizionale da pastore, li portano a spalla lungo il centro storico fino alla piazza Kuerc, dove suona la toree de la Bajona. Possono pesare anche alcune tonnellate.
Dal 1932 ciascuno dei cinque rioni deve portare un agnello da benedire, dono propiziatorio alla chiesa del quartiere. La sfilata è antica di secoli, e ogni anno rinnova lo stesso impegno d'inverno.
Il Venerdì Santo
A Gromo, nel bergamasco, la processione del Cristo Morto attraversa di notte il paese medievale: si accendono i falò sui prati e sui sassi del Serio, fatti di stracci imbevuti d'olio cotto, e alle finestre si mettono i lumini.
A Vertova, sempre nel bergamasco, dal 1730 si mette in scena la Deposizione di Gesù dalla croce, con una cerimonia in costume, seguita dalla Solennissima Processione.
A Dossena la processione ruota attorno al Madonù: una statua lignea a grandezza naturale della Madonna Addolorata che sorregge il corpo del Cristo morto. Cade nove giorni prima del Venerdì Santo e si chiude con un concerto e i fuochi d'artificio.
I Sacri Vasi di Mantova
Il pomeriggio del Venerdì Santo, a Mantova, si espongono i Sacri Vasi custoditi nella cripta sotterranea della Basilica di Sant'Andrea.
La tradizione li lega alla terra intrisa del sangue di Cristo, raccolta dal legionario Longino. I forzieri si aprono con la cerimonia delle dodici serrature e chiavistelli, alla presenza delle alte cariche dello Stato e della Chiesa, e le reliquie restano all'adorazione dei fedeli ai piedi del Cristo crocifisso.
Gli altri riti
- a Tromello, nel Pavese, ogni Giovedì Santo si rinnova da secoli la Processione della Croce;
- a San Giovanni Bianco, il quinto fine settimana di Quaresima, si mostra ai fedeli la reliquia della Sacra Spina;
- a Morbegno la settimana è segnata dalla posa di un catafalco ligneo di epoca barocca;
- ad Albaredo San Marco si pratica il Ciamà l'erba, il rito dei campanacci che scaccia l'inverno;
- a Ponte Nossa si tiene la festa del Mazzo, con un albero portato sul Monte Guazza;
- a Saviore, nel Bresciano, la sera del venerdì c'è il Maridà le Puté, cioè «maritare le nubili».
Le braci benedette
Nella Lombardia contadina si portavano a casa i tizzoni benedetti per ravvivare il fuoco dei camini, soprattutto nelle stanze dove si allevavano i bachi da seta. Le braci finivano anche nel letto dei bambini, per scaldarlo.
L'acqua santa si conservava in casa per lavarsi gli occhi. A Bossico, uscendo dalla messa, ci si bagnava con l'acqua benedetta occhi, orecchie, naso e bocca, e poi si mangiavano le uova benedette con la focaccia. Il Sabato Santo era il giorno dei preparativi: le massaie cucinavano allora il pranzo dell'indomani.
La Resta di Como
Nel Comasco la Resta, o Resca, è il dolce della Domenica delle Palme, non della domenica di Pasqua: la preparano i fornai, molto lievitata, ed è una focaccia candita a pasta gialla con l'uvetta, i canditi e il lievito naturale.
Dentro si infila un ramoscello d'ulivo — o un bastoncino di ciliegio — e la forma ricorda la lisca, che in dialetto è appunto resca, o la spiga di grano: la lisca era il segno dei primi cristiani.
La tavola
L'antipasto è di origine contadina: uova sode e affettati, con il salame d'oca di Mortara IGP e il salame di Varzi DOP.
Seguono le lasagne di verdure, i casoncelli e i ravioli di carne, poi l'arrosto di agnello o di capretto con le verdure. Il Lunedì dell'Angelo si va in gita fuori porta, spesso sui laghi.
I dolci
La colomba è nata proprio qui: la inventò a Milano, negli anni Trenta, Dino Villani, e di lì si diffuse in tutta Italia. Accanto restano i dolci locali:
- il Bussolano, o Bisulan, nel Mantovano: una ciambella asciutta di farina, uova, zucchero, burro e Marsala, che si inzuppa nel Lambrusco;
- la torta paesana della Brianza, che a Pasqua si fa a forma di campana, e la Turta dei paisan fra Milano, Monza e Lecco, nata da ingredienti poveri — pane raffermo, latte, amaretti e uvetta;
- la focaccia dolce in piccole pagnotte della Valle Camonica, per le Palme, e i fiadoni triangolari o a mezzaluna delle sponde bresciane del Garda;
- la Schisciola di Vertova, ciambella cotta alla brace in una pentola di ferro;
- il Pesce d'Aprile del Pavese: una torta a forma di pesce, lunga circa un metro e pesante una quindicina di chili, con confettura di albicocche, mandorle, scorza candita, rum e pasta di mandorle.
Domande frequenti
Che cosa sono i Pasquali di Bormio
Sono le portantine allegoriche a tema religioso che i cinque rioni costruiscono d'inverno e portano a spalla la domenica di Pasqua. Possono pesare alcune tonnellate.
Che cosa sono i Sacri Vasi di Mantova
Sono le reliquie custodite nella cripta di Sant'Andrea, legate alla terra intrisa del sangue di Cristo raccolta da Longino. Si espongono il Venerdì Santo aprendo dodici serrature.
Che cos'è la Resta comasca
È il dolce della Domenica delle Palme: una focaccia candita con uvetta e canditi, con dentro un ramoscello d'ulivo. Il nome in dialetto significa lisca.
Dove è nata la colomba pasquale
A Milano, negli anni Trenta: la ideò Dino Villani, e da lì si diffuse in tutta Italia.