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Le tradizioni di Pasqua in Molise: riti, piatti e usanze del posto
A Campobasso, il Giovedì Santo, tredici apostoli in abiti orientali e sandali escono dal convento di San Giovanni per il giro dei sepolcri, e il venerdì circa settecento cantori accompagnano per le strade il Cristo Morto e la Madonna Addolorata intonando il Teco Vorrei.
A Santa Croce di Magliano, per tutta la Quaresima, restano appese le pupatte.
Il giro dei sepolcri
Il Giovedì Santo, a Campobasso, si compie il giro dei sepolcri: tredici apostoli escono dal convento di San Giovanni con gli abiti orientali e i sandali, e visitano le chiese della città.
Le chiese si scelgono rigorosamente in numero dispari. Gli altari di quel giorno si addobbano con i fiori, le spighe, le candele, i tessuti preziosi, il pane e le foglie.
La lavanda dei piedi
Sempre il giovedì, durante la messa della Cena del Signore, si compie la Lavanda dei Piedi: il sacerdote lava, asciuga e bacia i piedi di alcuni confratelli, chiamati i fratielle.
Al termine il sacerdote espone l'ostia consacrata.
Il Teco Vorrei
Il Venerdì Santo a Campobasso sfilano le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, accompagnate da circa settecento cantori.
Il canto è il Teco Vorrei, scritto nel 1890 da Michele De Nigris su un testo che viene da Metastasio, e riempie tutte le strade del capoluogo. Il rito del venerdì è chiamato anche tradizione della penitenza.
Isernia e Venafro
A Isernia la processione degli Incappucciati e del Cristo Morto è fra le più solenni della regione: uomini e donne con la tunica bianca, il cordone rosso e il cappuccio, i penitenti scalzi, e le confraternite cittadine ciascuna con il proprio colore.
A Venafro la Passione si mette in scena dal 1967, e il palcoscenico è il Parco regionale dell'olivo: un teatro naturale di ulivi secolari.
Le pupatte quaresimali
A Santa Croce di Magliano, dal Mercoledì delle Ceneri fino a Pasqua, si appendono le pupatte quaresimali, chiamate anche bambole volanti: fantocci di stoffa con l'aspetto di vecchie signore.
Un tempo erano vestite di nero, in segno di lutto e di penitenza.
Quel che si diceva
In Molise si diceva che chi nasceva nella Settimana di Passione sarebbe stato sfortunato per tutta la vita.
Di chi moriva in quegli stessi giorni si diceva invece il contrario: che avrebbe trovato le porte del Paradiso aperte.
Il tozzauovo
Il giorno di Pasqua i bambini di Campobasso uscivano in strada con le uova sode e giocavano al tozzauovo.
Si battevano le uova l'una contro l'altra: chi rompeva l'uovo dell'avversario ne diventava padrone.
La frittata di Pasqua
La frittatona si prepara il Sabato Santo, e riunisce in cucina tutta la famiglia: cinquanta uova o più — nella zona del Volturno se ne usavano centouno — cotte a fuoco lento con i fegatelli d'agnello e gli asparagi selvatici.
Si divide con i parenti e gli amici il giorno di Pasqua o a Pasquetta. Il Giovedì Santo è il giorno in cui si prepara tutto il resto; il venerdì si digiuna, o si mangia parco.
La tavola
Il piatto della domenica è l'agnello cacio e uova, in dialetto casce e ova: si cuoce con la cipolla e il vino bianco, e si finisce con le uova sbattute e il pecorino.
Accanto ci sono:
- la cicoria ricamata, minestra di verdura cotta nel brodo di gallina e cosparsa di formaggio mescolato a un battuto d'uova;
- la pia di Sant'Agapito e Monteroduni, sformato di grano con salsiccia, prosciutto, scamorza e pecorino, che si serve come dopocena del Sabato Santo o come colazione salata la domenica;
- l'insalatona con le verdure, le uova sode e gli asparagi.
L'uovo è il denominatore comune di tutte le tavole molisane di Pasqua.
I dolci
Il dolce più tipico è la pigna, detta anche 'Mpigna: un pane dolce a base di patate lesse, aromatizzato con il limone e i semi di anice.
Ci sono poi:
- i casciatelli, che qui si chiamano anche fiadoni: fagottini di pasta a mezzaluna, ripieni di uova e formaggio, cotti al forno, che si mangiano a inizio, durante o a fine pasto;
- nel Sannio Pentro i fiadoni sono invece calzoni ripieni di bietole, acciughe e olive;
- i piccillati, i carusielle e le trecce dolci, guarnite con le uova e i ramoscelli d'ulivo;
- la pastiera, arrivata da Napoli e adottata anche qui.
A Termoli la scampagnata non è di Pasquetta ma del martedì in Albis, e ricorda un pellegrinaggio alla chiesa di Santa Maria SS. della Vittoria.
Domande frequenti
Che cos'è il giro dei sepolcri di Campobasso
È il rito del Giovedì Santo: tredici apostoli in abiti orientali e sandali escono dal convento di San Giovanni e visitano le chiese, scelte rigorosamente in numero dispari.
Che cos'è il Teco Vorrei
È il canto della processione del Venerdì Santo di Campobasso, scritto nel 1890 da Michele De Nigris su un testo che viene da Metastasio. Lo intonano circa settecento cantori.
Che cosa sono le pupatte quaresimali
Sono i fantocci di stoffa con l'aspetto di vecchie signore che a Santa Croce di Magliano restano appesi dal Mercoledì delle Ceneri a Pasqua. Un tempo erano vestiti di nero.
Che cos'è l'agnello cacio e uova
È il piatto pasquale molisano, casce e ova in dialetto: agnello cotto con cipolla e vino bianco, finito con uova sbattute e pecorino.